Giovedì 16 marzo l’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta da Marco Angius, propone una prima assoluta di Ivan Fedele e accompagna il violinista Michael Barenboim nel Concerto n. 1 di Prokofiev

Ivan Fedele, musicista d’eccezione e attuale compositore in residence dell’Orchestra di Padova e del Veneto, è artista di progetti vasti e complessi e di grandi costruzioni sonore.
La sua opera è percorsa dal costante bisogno di misurarsi con le maggiori problematiche della creazione musicale, di indagare e di padroneggiare il lessico e la sintassi dell’arte dei suoni e di tenerli insieme in un linguaggio complesso ma organico.
Non si considera un affabulatore, ma uno scultore del suono: i suoi brani sono concepiti come esplorazione e disvelamento di oggetti sonori cesellati, scuri o scintillanti, intagliati in un materiale solido come la pietra.
La ricerca e l’indagine degli archetipi della creazione musicale vive appieno in Lexikon III, il suo ultimo grande progetto per orchestra, ispirato ai concetti indagati da Italo Calvino nelle sue geniali e lucidissime Lezioni Americane.
Di questo ciclo di brani, il prossimo giovedì 16 marzo 2017 (ore 20.45), all’Auditorium Pollini l’OPV, sotto la direzione di Marco Angius, eseguirà in prima assoluta il terzo ed il quarto pannello (Esattezza e Visibilità), commissionati al compositore nell’ambito della residenza in corso.
Ripercorrendo le riflessioni da cui ha preso le mosse per questo lavoro, Fedele afferma: “Ho sempre considerato le Lezioni Americane un ottimo libro di composizione. Il modo in cui Calvino rilegge, analizza e profetizza letteratura in questi testi si presta benissimo ad essere coniugato in termini musicali”.
E davvero già scorrendo i titoli delle lezioni – Lightness, Quickness, Exactitude, Visibility, Multiplicity – ci si sente attraversare da intrecci di possibili flussi sonori.
D’altra parte le domande da cui Calvino partiva non si limitavano all’ambito letterario, ma interrogavano la creatività in generale e le sue condizioni di possibilità in un mondo che sarebbe stato presto dominato dalle logiche del computer.
Nelle Lezioni Americane, infatti, Calvino cercava di fissare alcune delle qualità della letteratura in grado di assicurarne la sopravvivenza nel labirinto dell’informazione incontrollata. Nel lavoro di Fedele, le parole di Calvino fanno da scaturigine dell’immaginazione sonora; fanno scorrere la creazione musicale liberandola dei procedimenti meccanici, non umani, in cui altrimenti è spesso intrappolata.
Scrive infatti Fedele: “la finalità di questo lavoro è quella di sottolineare, ancora una volta, il primato dell’immaginazione”.
Flussi di immaginazione fervidissima attraversano da tutte le parti anche gli altri brani in programma, il Concerto per violino n. 1 in re maggiore di Prokofiev, eseguito dall’OPV con Michael Barenboim al violino, di passaggio a Padova dopo il concerto di inaugurazione sotto la direzione del padre Daniel Barenboim nella sala Pierre Boulez a Berlino e ospite, il prossimo 24 aprile, del Maggio Musicale Fiorentino, guidato dalla bacchetta di Zubin Mehta, e la Sinfonia n. 4 in re minore di Schumann.

Il Concerto per violino (1917), in cui la successione inconsueta dei movimenti (lento-veloce-lento) crea un arco che parte dall’incanto, passa per il movimento e torna alla quiete, è espressione del Prokofiev più lirico, caleidoscopico e leggero, in grado di tenere tutta la sala sospesa a seguire gli arabeschi del solista e poi di sorprenderla con esplosioni entusiastiche di vivacità giovanile.

La Sinfonia n. 4 è il più sperimentale e moderno dei lavori sinfonici di Schumann: l’autore la scrisse nel 1841 ma vi tornò sopra dieci anni dopo (l’orchestrazione fu in seguito ritoccata da Mahler).
Al momento della revisione Schumann decise di ribattezzarla “Fantasia sinfonica” per render ragione della libertà del linguaggio che aveva scelto di usare: fra le novità introdotte, risalta la decisione di concepire i quattro movimenti come un tutt’uno, senza interruzioni, e soprattutto di derivare tutto il brano da un’unico spunto tematico – una concezione insolita per l’epoca, che tuttavia, insieme all’immaginazione sonora visionaria e fantastica di Schumann, aprì la strada ai successivi sviluppi del sinfonismo romantico.

Il giorno stesso del concerto, alle 10.30, sempre all’Auditorium Pollini, sarà aperta al pubblico la prova generale: biglietto intero euro 7, ridotto studenti euro 3 e alle ore 19.00 seguirà la guida all’ascolto all’Auditorium Pollini ad ingresso libero e gratuito a cura degli AMICI OPV, protagonisti Marco Angius ed Ivan Fedele.

La 51ª Stagione concertistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto è realizzata con il sostegno di MiBACT, Regione del Veneto, Comune di Padova e Fondazione Antonveneta.

Costo dei biglietti
Interi €22
Ridotti in convenzione €20
Ridotti amici OPV €18
Ridotti under 35 €8
Ridotti speciali famiglie €30, in prevendita a partire da una settimana prima rispetto alla data del concerto presso Gabbia (via Dante, 8) o in vendita al botteghino dell’Auditorium Pollini, il giorno del concerto dalle ore 20.00.
I biglietti interi possono essere acquistati online sul sito www.opvorchestra.it

Info:
www.opvorchestra.it
tel. 049 656848

Ufficio stampa
Studio Pierrepi
Alessandra Canella
Via delle Belle Parti 17
35139 Padova
348-3423647
canella@studiopierrepi.it
www.studiopierrepi.it

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Giovedì 16 marzo 2017, ore 20.45 – Auditorium C. Pollini, Padova

Orchestra di Padova e del Veneto
Marco Angius, direttore
Michael Barenboim, Violino

Programma

Ivan Fedele: Esattezza e Visibilità (da Lezioni Americane di Italo Calvino)
Commissione OPV (prima esecuzione assoluta)

Sergej Prokofiev: Concerto per violino n. 1 in re maggiore

Robert Schumann: Sinfonia n. 4 in re minore

Marco Angius
Specialista nell’interpretazione della musica contemporanea, ha diretto Ensemble Intercontemporain, London Sinfonietta, Tokyo Philharmonic, Orchestra Nazionale della Rai di Torino, Orchestra del Teatro La Fenice, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Regio di Torino, Teatro Comunale di Bologna, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Orchestra Verdi, Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestre de Lausanne, Orchestre de Nancy, Orchestra della Toscana, I Pomeriggi Musicali, Luxembourg Philharmonie, Muziekgebouw/Bimhuis di Amsterdam…
Ha ottenuto il Premio Amadeus per Mixtim di Ivan Fedele (2007), compositore del quale ha inciso tutta l’opera per violino e orchestra con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai; vanta inoltre una ricca discografia con titoli come Luci mie traditrici (Euroarts/Stradivarius), Cantare con silenzio e Stagioni artificiali di Salvatore Sciarrino, Die Kunst der Fuge di Bach, L’imbalsamatore di Giorgio Battistelli, Pierrot lunaire di Schönberg, Risonanze erranti di Nono (Shiiin).
Con l’Ensemble Intercontemporain ha inciso anche per Wergo (Adámek).
Nel teatro musicale si ricordano: Aspern di Sciarrino, Jakob Lenz di Wolfgang Rihm, Don Perlimplin di Bruno Maderna, La volpe astuta di Janáček, L’Italia del destino di Luca Mosca, Il suono giallo di Alessandro Solbiati, Alfred, Alfred di Franco Donatoni.
Già direttore principale dell’Ensemble Bernasconi dell’Accademia Teatro alla Scala, dal settembre 2015 è direttore musicale e artistico dell’Orchestra di Padova e del Veneto.
Tra i suoi libri: Come avvicinare il silenzio (Rai Eri, 2007), Del suono estremo (Aracne, 2014).
Tra gli impegni più recenti l’inaugurazione della Stagione 2016/2017 al Teatro La Fenice con l’opera Aquagranda di Filippo Perocco e la direzione di Káťa Kabanová di Janáček al Teatro Regio di Torino con la regia di Robert Carsen; tra le prossime produzioni il Prometeo di Luigi Nono al Teatro Regio di Parma, una prima assoluta di Luca Mosca all’80° Maggio Musicale Fiorentino e la Medea di Dusapin al Teatro Comunale di Bologna.

Michael Barenboim

Credit Janine Escher

Nato a Parigi e cresciuto a Berlino, ha studiato alla Hochschule für Musik und Theater Rostock sotto la guida di Axel Wilczok e filosofia all’Università Paris-Sorbonne.
Accanto al grande repertorio classico e romantico, Michael Barenboim coltiva un interesse profondo per la musica contemporanea.
La sua esecuzione del Concerto per violino di Schönberg con i Wiener Philharmoniker, successivamente inciso con il padre Daniel Barenboim sul podio, ha coinciso con la prima esecuzione del pezzo da parte dell’orchestra stessa.
Ha coltivato una profonda relazione con Pierre Boulez, che ha affiancato in numerose collaborazioni nei suoi ultimi anni di vita.
Alle celebrazioni per il 90° compleanno del maestro, nel 2015, ha eseguito numerose sue composizione alla Philharmonie di Berlino, alla Konzerthaus di Dortmund, al Barbican Centre di Londra, all’Opéra National di Parigi e al Festival di Salisburgo, brani che esegue regolarmente nei suoi récital e che ha recentemente inciso (Anthèmes 1 e 2) per l’etichetta Accentus.
La sua agenda 2016/2017 vede diversi debutti internazionali, quali quelli con Gürzenich-Orchester Köln per il concerto inaugurale della Stagione, BBC Philharmonic Orchestra, Philharmonia Orchestra, Orchestre Philharmonique du Luxembourg, nonché nuove collaborazioni con Komische Oper Berlin, Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz e Orchestre Philharmonique de Nice. Nel corso della tournée in Asia si esibirà con le orchestre sinfoniche di Shanghai e Guangzhou e debutterà a Tokyo alla Musashino Cultural Foundation.
Con il Boulez Ensemble, con il quale ha recentemente inaugurato la Boulez Saal a Berlino, si esibirà alla Carnegie Hall di New York e alla Wiener Konzerthaus.
Tra gli impegni della scorsa Stagione si ricordano la residenza con l’Orchestre Symphonique de Bretagne, i debutti con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano, la Komische Oper Orchestra, l’Orquesta Nacional de España, la Auckland Philharmonia e la Los Angeles Chamber Orchestra, la tournée con la Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz e i récital solistici alla Sydney Opera House e in altri centri australiani.
Il repertorio cameristico è centrale nell’attività di Michael Barenboim.
È un membro fondatore dell’Erlenbusch Quartet ed è frequentemente invitato da Festival quali Rheingau Musik, Beethovenfest Bonn, Lucerne, Jerusalem e Verbier.
In questa Stagione collabora regolarmente con la madre, la pianista Elena Bashkirova, e il violoncellista Julian Steckel, con i quali si è esibito alla Herkulessaal der Residenz a Monaco di Baviera, al Palais des Beaux Arts a Bruxelles, alla Cité de la Musique a Parigi e al Festival di Lucerna.
In parallelo alla carriera di solista, collabora in qualità di violino principale con la West-Eastern Divan Orchestra ed è protagonista attivo di numerosi progetti educational.
Insegna regolarmente musica da camera alla Barenboim-Said Academy e tiene masterclass in Spagna, Australia e Nuova Zelanda.
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