Al Teatro di Corte il duo formato da Domenico Nordio e Filippo Gamba si confronta ottimamente con un repertorio scarsamente eseguito

Foto Vincenzo Moccia

La stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti volge ormai al termine, ma ha ancora in serbo numerose e piacevoli sorprese.
Fra queste va sicuramente annoverata la recente esibizione, tenutasi al Teatro di Corte di Palazzo Reale, di due artisti di grande spessore, il violinista Domenico Nordio ed il pianista Filippo Gamba, che hanno proposto brani di raro ascolto, tratti dalla produzione di autori famosi.
Il concerto è iniziato con la Sonata in la maggiore, op. 13 di Gabriel Fauré (1845-1924), completata nel 1876 e dedicata al violinista Paul Viardot, figlio della nota cantante Pauline, ma soprattutto fratello di Marianne, all’epoca sua fidanzata.
Lavoro ampio e di pregevole fattura, è caratterizzato da una struttura romantica che anticipa di un decennio la più famosa sonata di César Franck, e risente inoltre favorevolmente del felice periodo che il musicista stava attraversando.
La successiva Sonata per violino e pianoforte di Claude Debussy (1862-1918), venne scritta nell’ambito di una raccolta, destinata ad organici ridotti e talora insoliti, celebrativa del Settecento francese.
All’origine i pezzi dovevano essere sei, ma il progetto si fermò a metà strada in quanto il musicista francese morì nel 1918 e la Sonata per violino e pianoforte, datata 1917, risultò la sua ultima composizione in assoluto.
Dopo l’intervallo, la seconda parte era interamente rivolta alla Sonata in re minore op. 121 di Robert Schumann (1810-1856).
Concepita nel 1851, poche settimane dopo la Sonata n. 1, fu ribattezzata dall’autore “Grosse Sonate”, sia per la mole che la caratterizza, sia per essere il frutto di maggiore impegno e superiore soddisfazione rispetto alla precedente.
Dedicato al violinista Ferdinand David, amico di Schumann, il brano esordì a Düsseldorf due anni dopo, eseguito da Joseph Joachim al violino e Clara Schumann al pianoforte che, in quell’occasione, iniziarono la loro lunga e fruttuosa collaborazione.
Per quanto riguarda i due interpreti, solisti di caratura internazionale, costituiscono un duo di recente formazione, che presenta tutte le credenziali per diventare un punto di riferimento nel settore cameristico.
Infatti, entrambi sono dotati singolarmente di rara sensibilità esecutiva, che si rispecchia in un suono nitido e ricco di sfumature, capace di creare atmosfere particolari e trasmettere forti emozioni, per cui suonando insieme sono in grado di dare vita a eccezionali sinergie, come si è potuto apprezzare in uno dei più bei concerti della attuale stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti.
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