Il violoncello di Giovanni Gnocchi esalta le potenzialità dell’Orchestra Giovanile Napolinova

giovanni-gnocchiL’appuntamento mensile con “Domenica in Concerto”, rassegna la cui direzione artistica è affidata al maestro Alfredo de Pascale, ha visto salire sul palcoscenico del Teatro Bellini l’Orchestra Giovanile Napolinova, diretta da Luca Bagagli ed il violoncellista Giovanni Gnocchi.
La mattinata si è aperta con la Romanza in fa maggiore di Richard Strauss (1864-1949), completata nel 1883 e dedicata dall’autore allo zio Anton Ritter von Knözinger, magistrato attivo a Monaco.
L’autore individuò come solista il grande virtuoso ceco Hanuš Wihan, che tenne a battesimo il pezzo, sia nella versione cameristica (per violoncello e pianoforte), che in quella per strumento solista ed orchestra, da lui rielaborata.
Da ricordare che, nonostante si conoscesse l’esistenza di questo brano, l’originale è emerso quasi un secolo dopo, fra le carte conservate nell’archivio della casa del musicista a Garmisch, per cui è stato pubblicato nel 1978 e ha ricevuto la “prima” in tempi moderni soltanto nel 1986 a Dresda.
Secondo brano in programma, le Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra, op. 33, scritte nel 1877 da Pëtr Il’ič Ciaikovskij (1840-1893), costituite da un motivo di partenza, di stile mozartiano, sul quale il compositore russo costruì otto variazioni.
Concepite inizialmente per violoncello e pianoforte, furono poi estese all’intera orchestra, per cui l’autore russo, come spesso succedeva quando doveva elaborare brani solistici di un certo spessore, chiese la collaborazione di un virtuoso, affidandosi al tedesco Wilhelm Fitzenhagen, già dedicatario della versione per due strumenti.
Il successo fu enorme e, lo stesso anno, il lavoro venne pubblicato, ma già poco tempo dopo, sulla scia dei successi ottenuti eseguendo una personale elaborazione, Fitzenhagen iniziò a premere sull’editore Jurgenson, per ottenere una ristampa con le correzioni da lui apportate, legate anche alla differente successione delle diverse variazioni e alla soppressione di quella conclusiva.
Naturalmente Ciaikovskij, che pure aveva lasciato, durante la gestazione, ampia libertà al violoncellista, non gradì questa ulteriore ingerenza e ruppe ogni rapporto con Fitzenhagen.
Va infine ricordato, a questo proposito, che la versione del violoncellista venne accolta favorevolmente un po’ ovunque e ancora oggi risulta quella entrata nel repertorio di tutti i grandi solisti.
Dopo un breve intervallo, la seconda parte era interamente dedicata al complesso Siegfrid-Idyll per orchestra di Richard Wagner (1813-1883), nato come regalo di compleanno per la sua seconda moglie Cosima (figlia di Franz Liszt e Marie d’Agoult).
La particolarità del brano è che fu suonato per la prima volta la mattina di Natale del 1870, nella villa di Wagner a Tribschen, sobborgo di Lucerna, da una compagine formata da una quindicina di elementi dell’Orchestra della Tonhalle di Zurigo, posizionata sulle scale che portavano alla camera di Cosima, che venne così dolcemente svegliata dalle note eseguite da questo piccolo gruppo di musicisti.
La composizione doveva rimanere in ambito privato ma, per problemi di natura economica, fu ceduta all’editore Schott, che la pubblicò nel 1878, in una nuova versione concepita dallo stesso Wagner per un organico allargato a 35 elementi.
Veniamo quindi ai protagonisti del concerto, cominciando da Giovanni Gnocchi, violoncellista di grandissimo talento, che ha interpretato i due brani in maniera impeccabile, trasmettendo le emozioni legate alla Romanza e la piacevolezza, unita al virtuosismo, delle “Variazioni”, avendo nel contempo la capacità di trainare l’intera orchestra, con la quale ha evidenziato un notevole affiatamento.
Per quanto riguarda l’Orchestra Giovanile Napolinova, diretta da Luca Bagagli, si è ottimamente comportata nella prima parte, ed ha svolto piuttosto bene il suo compito anche quando si è confrontata con il pezzo wagneriano che, per la sua complessità, necessita comunque di una lunga assimilazione prima di poter essere eseguito al meglio.
Pubblico numeroso ed entusiasta, che ha ottenuto un bis prima dell’intervallo, costituito dalla versione per violoncello ed archi dell’Andante cantabile, dal Quartetto n. 1 op. 11 di Ciakovskij.
In conclusione un concerto che conferma il valore di un’orchestra giovanile in progressiva maturazione, da seguire e sostenere, nell’ambito di una stagione capace ogni mese di proporre brani e autori celebri insieme a pezzi o musicisti di raro ascolto.
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