Ai “Vespri d’organo” il recital di altissimo livello del maestro Mauro Castaldo

mauro-castaldo-2017Il terzo appuntamento con la rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, tenutosi nella Chiesa dell’Immacolata al Vomero, ha ospitato il maestro Mauro Castaldo, presidente e direttore artistico dell’Associazione Trabaci.
Il programma della serata è iniziato con il Preludio sul corale Was mein Gott will, das e la Tripla fuga in mi bemolle maggiore BWV 552 sullo stesso motivo, posti da Johann Sebastian Bach (1685-1750) rispettivamente in apertura e chiusura della terza parte del Clavier-Übung (Esercizi per la tastiera), raccolta pubblicata nel 1739, comprendente ventuno preludi corali, catalogati come BWV 669-689, e quattro duetti (BWV 802-805).
Il pezzo è noto anche con il soprannome di “S. Anna”, per l’affinità del motivo principale con un inno del britannico William Croft dedicato alla madre di Maria, mentre la tripla fuga viene considerata un lampante riferimento alla Santissima Trinità.
Il concerto proseguiva con tre brani di altrettanti autori italiani, partendo dalla prima assoluta di Intonazione, Corale e Toccata op.30 di Rino Maione (1920-2012), nativo di Airola (BN), figura eclettica di compositore, direttore d’orchestra, docente e musicografo, molto attivo anche all’estero.
Il suo brano, decisamente interessante, aveva come riferimento i compositori francesi del Novecento come Poulenc e Messiaen.
Nettamente di marca operistica, invece, la Polonese in re maggiore dell’emiliano padre Antonio Diana (1815-1876), mentre l’Elegia di Mario Barbieri (1888-1968) era rivolta ad un autore nato a Napoli e allievo di De Nardis e Martucci al Conservatorio di San Pietro a Majella, che fece fortuna a Genova, dove fu direttore del liceo musicale e portò avanti una carriera costellata di discreti successi.
Gran parte della sua produzione è ancora inedita, ma alcuni pezzi chitarristici di elevata fattura sono entrati da qualche anno nel repertorio di grandi interpreti internazionali.
Ultima composizione proposta, la Toccata in sol maggiore, tratta dalla raccolta “12 pezzi per organo” di Théodore Dubois (1837-1924), musicista vincitore del Prix de Rome nel 1861, che fu docente del Conservatorio di Parigi e autore di un “Trattato d’armonia teorica e pratica” ancora oggi utilizzato.
In complesso un programma vario e complesso, interpretato dal maestro Mauro Castaldo con la sua consueta bravura e versatilità, grazie alle quali risulta in grado di spaziare nell’ambito di un repertorio che va da Bach ai contemporanei, riuscendo nel contempo a far emergere le enormi potenzialità dell’organo Mascioni op. 1072, strumento collocato nella chiesa dell’Immacolata nel 1984.
In conclusione un recital di altissimo livello, che ha avuto l’ulteriore pregio di evidenziare alcuni autori italiani quasi sconosciuti, ma sicuramente meritevoli di ulteriori approfondimenti.
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