Al Teatro di Corte il “Modigliani” e la pianista Beatrice Rana completano l’integrale dei quartetti e quintetti di Robert Schumann

Foto Max Cerrito

Foto Max Cerrito

Protagonisti del concerto conclusivo della stagione 2015-2016 dell’Associazione Alessandro Scarlatti, il Quartetto Modigliani, costituito da Amaury Coeytaux e Loïc Rio (violini), Laurent Marfaing (viola) e François Kieffer (violoncello), e la pianista Beatrice Rana, sono ritornati per eseguire, a completamento dell’integrale dei quartetti e quintetti di Robert Schumann (1810-1856), il Quartetto per archi in la maggiore op. 41 n. 3 e il Quintetto per pianoforte e archi in mi bemolle maggiore, op. 44.
Entrambi i brani risalgono al 1842, ribattezzato dall’autore “Anno della musica da camera”, periodo preceduto da una consultazione forsennata della produzione di Haydn, Mozart e Beethoven relativa a tale genere.
In particolare, il quartetto in la maggiore era posto a chiusura dell’op. 41, formata da un trittico dedicato a Felix Mendelssohn-Bartholdy e, come gli altri due, fu notevolmente influenzato dagli studi intrapresi allo scopo di assimilare in tempi brevissimi le esperienze dei suoi grandi predecessori.
Il risultato conclusivo si risolse in pezzi pregevoli che però denotavano un certo disorientamento, combinato con una continua variazione di umori, caratteristica di molti lavori schumanniani.
Per quanto riguarda il Quintetto per pianoforte, op. 44, siamo invece di fronte ad una nuova concezione relativa a questo particolare tipo di organico.
Infatti, fino a quel momento, la presenza del pianoforte era indice di una destinazione amatoriale, per cui i quintetti risultavano di maggiore semplicità anche nelle parti affidate agli archi.
Schumann, invece, fu il primo a voler innalzare il livello complessivo, con risultati di particolare impatto sonoro, che vennero poi ripresi e ulteriormente sviluppati da Brahms.
Relativamente agli interpreti, va detto che che sicuramente non avevano un compito facile, considerando la complessità delle due composizioni.
E, in effetti, come nel concerto dello scorso anno, le cose migliori sono emerse nel momento in cui agli archi (allora erano tre, in quanto si trattava di un quartetto per pianoforte) si è aggiunta Beatrice Rana, ormai una realtà del pianismo internazionale, quasi che i componenti del quartetto necessitino di una sorta di guida esterna per poter evidenziare appieno le loro potenzialità.
Siamo comunque di fronte ad un ensemble ancora giovane e di sicuro avvenire, per cui lo aspettiamo in altre occasioni maggiormente propizie.
Pubblico numeroso, formato da diversi giovani, grazie alla particolare promozione legata al giorno di San Valentino, e bis in tema con le vicende sentimentali di casa Schumann, affidato all’Andante dal Quartetto per pianoforte e archi in fa minore, op. 34 di Brahms.
________________________________________________________

Seguici su Facebook:

Critica Classica

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo
tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band.
Acquistalo su:

ascoltalo GRATIS su:SPO

…e molti altri network in tutto il mondo! per scoprirli clikka qui

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni concerti e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...