Ai “Vespri d’organo” Nicola Florio propone un programma interessante ed originale

Foto Fulvio Calzolaio

Foto Fulvio Calzolaio

Nicola Florio, organista della Cattedrale di Cerreto Sannita (BN), è stato protagonista, nella chiesa dell’Immacolata al Vomero, del secondo appuntamento della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, organizzata dall’Associazione Trabaci e affidata alla direzione artistica del maestro Mauro Castaldo.
Il recital ha avuto inizio con Eine kleine fuge KV 154, fra le poche composizioni per organo di Mozart, omaggio ai 261 anni dalla nascita del musicista salisburghese.
La serata è entrata poi nel vivo con alcuni brani appartenenti alla Messa della Domenica, tratta dai Fiori Musicali di Girolamo Frescobaldi, pubblicati a Venezia nel 1635, che Johann Sebastian Bach ricopiò integralmente nel 1714, ad uso personale, come risulta da un manoscritto conservato alla Staatsbibliothek di Berlino.
Il rimanente programma era legato a “Quando i Tedeschi copiavano gli Italiani”, titolo dato all’intero concerto, e prendeva in considerazione alcune trascrizioni organistiche di Johann Gottfried Walther (1684-1748) e Johann Sebastian Bach (1685-1750), relative a composizioni di Albinoni, Alessandro Marcello, Torelli e Vivaldi.
Scritte fra il 1713 ed il 1717, su richiesta del giovane principe Giovanni Ernesto, nipote del duca Guglielmo Ernesto di Sassonia-Weimar (nobile presso il quale Bach e Walther prestavano servizio), risultano di estremo interesse storico, in quanto rappresentano una testimonianza diretta della diffusione della musica italiana in Europa.
Attingendo da questa particolare produzione, Florio ha proposto il Concerto del Signor Albinoni, appropriato all’Organo e il Concerto del Signor Torelli appropriato all’Organo di Walther, e due pezzi di Bach, il Concerto in re minore BWV 974 (dal Concerto per oboe, archi e basso continuo di Alessandro Marcello) e il Concerto n. 2 in la minore BWV 593 (dal Concerto in la minore n. 8 RV 522 per due violini e basso continuo di Vivaldi), appartenenti questi ultimi ad altrettante raccolte, una per strumento a tastiera (BWV 972-987), e l’altra per strumento a tastiera munito anche di pedaliera (BWV 592-597).
Per quanto riguarda l’interpretazione, il maestro Nicola Florio ha dimostrato grande solidità ed ha ben eseguito composizioni che, nella loro apparente semplicità, nascondevano numerose insidie, acuite da problemi legati ad alcuni registri dell’organo, che hanno sofferto le escursioni termiche di queste ultime settimane.
In conclusione un concerto di notevole interesse storico-musicale, a conferma della validità di una rassegna, giunta all’undicesima edizione che, per la sua qualità complessiva, meriterebbe maggiori attenzioni sia da parte del pubblico, sia da parte degli addetti ai lavori.
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