Musica barocca Yiddish

musica-barocca-yiddishA partire dal Cinquecento, la diaspora degli ebrei d’Europa costrinse la comunità ashkenazita a lasciare la Germania e spostarsi verso Est.
Il risultato portò alla formazione di un nuovo idioma, l’yiddish, nato dall’incontro fra ebraico ed “alto tedesco”, con il polacco, il russo e le lingue slave e baltiche.
Anche la musica subì una notevole influenza, in quanto a contatto con i popoli ospitanti, le tradizioni artistiche originarie furono soggette a notevoli arricchimenti, che si tradussero in una progressiva contaminazione.
Grazie ai “klezmorim”, artisti girovaghi, che si esibivano a feste e matrimoni, spesso in piccole orchestrine formate da violini, viole, flauti, ottoni e percussioni, questi nuovi ritmi iniziarono a diffondersi nell’ambito delle comunità ebraiche, conoscendo un forte impulso nel Settecento, giustificato dal diffondersi del Chassidismo, movimento religioso che dava alla musica una grande importanza.
Al proposito, un esempio di estremo interesse è rappresentato dal “Libro delle anime gioiose”, datato 1707 e pubblicato in Baviera, scritto da Rabbi Elkhanan Kirchen, che molto probabilmente fu anche autore delle musiche.
Una selezione di tale raccolta è contenuta in un recente cd della Brilliant Classics (distribuita in Italia da Ducale Music), dal titolo “Yiddish Baroque Music”, affidato al gruppo strumentale Di Tsaytmashin (“La macchina del tempo”), costituito da Avishai Aleksander Fisz (voce, arpa e flauto), una delle massime autorità nel campo della ricerca legata al canto tradizionale yiddish, Bari Moscovitz (tiorba), Ayela Seidelman (violoncello), Daniel Hoffman (violino), Adi Silberberg (flauti, viola da gamba) e Oren Fried (percussioni).
I testi dei brani, per noi praticamente incomprensibili, data la commistione di linguaggi, si distaccano dalla consuetudine dell’epoca, in quanto non fanno riferimento alle glorie del sovrano di turno o a episodi della mitologia, ma comprendono sia numerosi canti di lode a Dio sia, con dovizia di particolari, i comportamenti che gli osservanti dovevano seguire in occasione delle festività solenni. Dal punto di vista stilistico, invece, si nota la volontà di fondere le cantate barocche con i ritmi della tradizione popolare ebraica, per cui si può concludere affermando che il “Libro delle anime gioiose”, nel suo complesso, rappresenti una eccezionale testimonianza e un vero e proprio unicum nell’ambito del panorama storico-musicale europeo del Settecento.
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