Il duo Petrucci-Carbonara ai “Concerti di Autunno” fra Sonata “classica” e contemporanea

duo-petrucci-carbonaraLa rassegna “Concerti di Autunno”, che si svolge nella Chiesa Evangelica Luterana di Napoli ed è affidata alla direzione artistica di Luciana Renzetti, ha recentemente ospitato il duo costituito dalla flautista Ginevra Petrucci e dal pianista Michelangelo Carbonara.
Il concerto, come recitava il significativo titolo “Something borrowed, something new”, è stato rivolto a brani di autori “classici” e di musicisti contemporanei, partendo dalla Sonatina in re maggiore D. 384 di Franz Schubert (1797-1828), tratta dall’op. 137, raccolta di tre pezzi concepiti originariamente per violino e pianoforte nel 1816.
Ancora oggi sono sconosciute le cause che portarono l’autore, allora diciannovenne, a scrivere per un organico per lui abbastanza inusuale.
L’ipotesi maggiormente accreditata è che, nel caso la raccolta fosse stata immediatamente pubblicata, avrebbe potuto contribuire ad aumentare la sua notorietà fra i numerosi musicisti dilettanti di Vienna.
Non fu così, in quanto le tre sonate vennero date alle stampe da Diabelli solo nel 1836, ovvero otto anni dopo la morte di Schubert, e in più, per incrementarne le vendite, l’editore fornì loro una patina di semplicità ribattezzandole “Sonatine”, appellativo con il quale sono tuttora note.
La successiva Sonatina (in questo caso il titolo è quello voluto dall’autore), apparteneva invece alla produzione di Jan Radzynski (1950), polacco di origini ebraiche, che ha studiato prima a Tel Aviv, poi negli USA, con il connazionale Penderecki e attualmente è docente di Teoria e Composizione all’Ohio State University.
Il brano, dedicato a Ginevra Petrucci e da lei eseguito in prima assoluta lo scorso anno a Roma, fornisce un esempio dello stile dell’autore, sicuramente legato alla musica contemporanea, ma rientrante nell’alveo della tonalità e con riferimenti alla tradizione popolare, rappresentata da una tarantella conclusiva abbastanza particolare.
Dopo un breve intervallo si proseguiva con un altro contemporaneo, il mantovano David Fontanesi (1969), allievo di Azio Corghi.
La sua Sonata, risalente al 1998, indica che è possibile andare incontro al pubblico, se si utilizza un linguaggio moderno ma moderato e, nel contempo, si è anche valentissimi compositori.
Ultimo brano in programma, la versione per flauto e pianoforte della Sonata op. 18 che un giovane Richard Strauss (1864-1949) concepì nel 1887 per violino e pianoforte, oscillante fra lo struggente romanticismo brahmsiano e la grandiosità wagneriana, dove già in parte si riscontra quella complessità che ritroveremo nei poemi sinfonici della maturità.
Riguardo agli interpreti, partiamo da Ginevra Petrucci che, continuando la grande tradizione di famiglia, iniziata dal nonno Oro e proseguita dal padre Gian-Luca, risulta oggi una delle migliori flautiste a livello internazionale.
Abbiamo di fronte un’artista di grandissima esperienza, nonostante l’età ancora giovane, dotata di un suono nitido ed espressivo, che mostra di essere completamente a suo agio sia quando affronta il repertorio “classico”, sia quando esegue brani di autori contemporanei, molti dei quali hanno composto per lei, sicuri di veder valorizzate le loro creazioni.
Molto bravo anche Michelangelo Carbonara, apparso un partner ideale lungo l’intero recital, evidenziando un ottimo affiatamento e fornendo un contributo di elevato spessore, non solo in pezzi meno problematici come quello schubertiano, ma anche nella monumentale sonata di Strauss.
In conclusione anche questo appuntamento ha confermato l’altissimo livello raggiunto dai “Concerti di Autunno” che, lo ricordiamo, sono ad ingresso gratuito e vengono organizzati utilizzando parte dei fondi provenienti dalla donazione del due per mille in favore della Chiesa Luterana.
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