I “Vespri d’organo” aderiscono attivamente alla “Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS” con un interessante concerto di ampie proporzioni

Organo Mascioni della chiesa di S. Maria della Rotonda

Organo Mascioni della chiesa di S. Maria della Rotonda

Si è svolto, nella chiesa di Santa Maria della Rotonda, l’annuale appuntamento dei “Vespri d’organo” legato alla “Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS” ed organizzato dall’Associazione Trabaci, in collaborazione con l’Associazione Volontari Assistenza Sieropositivi (AVAS).
Protagonisti del concerto il contralto Daniela del Monaco, il soprano Leona Pelešková e gli organisti Roberta Schmid e Mauro Castaldo, quest’ultimo presidente e direttore artistico dell’Associazione Trabaci.
La serata era suddivisa in due parti, con quella iniziale affidata a Daniela del Monaco e Roberta Schmid, che hanno proposto brani per voce ed organo e pezzi organistici.
Fra i primi ricordiamo una serie di composizioni natalizie, tratte dalle differenti tradizioni europee e due arie dal “Messiah” di Haendel.
Fra i secondi sono stati eseguiti la Toccata in si minore del francese Eugène Gigout (1844-1925), organista titolare della chiesa parigina di Sant’Agostino per ben 62 anni, e Exite fideles del londinese Paul Ayres, classe 1970, consistente in alcune variazioni su “Adeste fideles” in stile anni ’70 (scritte però molto tempo dopo).
Anche Leona Pelešková e Mauro Castaldo hanno alternato l’esecuzione di brani organistici a composizioni per voce ed organo, partendo da Bach, con la giovanile Pastorale in fa maggiore BWV 590 e l’aria “Schafe können sicher weiden”, dalla Cantata BWV 208.
E’ toccato poi ad alcune pagine poco note di Antonín Dvořák (1841-1901), il Preludio in si bemolle maggiore, dai 5 preludi e 3 fughe, datati 1859 e composti quando studiava alla Scuola di Organo di Praga, e tre dei dieci Biblické písně (Biblische lieder), op. 99, risalenti al 1894.
Un’aria ed una gavotta del britannico Samuel Wesley (1766-1837) hanno preceduto il finale wagneriano, consistente nel Coro dei Pellegrini e nell’aria “Gebet der Elisabeth”, entrambi tratti dal Tannhäuser.
Nel complesso un programma molto corposo, comprendente brani legati alle imminenti festività natalizie, una serie di classici e lavori di rarissimo ascolto, che tutti gli interpreti, artisti di provata esperienza, hanno eseguito nel migliore dei modi, contribuendo all’ottima riuscita di un concerto, divenuto ormai una significativa consuetudine, concepito per mantenere desta l’attenzione sulla diffusione di una malattia ancora oggi in grado di mietere numerosissime vittime.
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