Il duo Falasca-Mennella chiude il 2016 del “Maggio della Musica” con un concerto di straordinario livello

duo-falasca-mennellaLa stagione 2016 del “Maggio della Musica” si è chiusa, nello splendido scenario della veranda neoclassica di Villa Pignatelli, con il concerto del duo formato da Fabrizio Falasca al violino e Luca Mennella al pianoforte.
Due i brani in programma, la Sonata per violino e pianoforte n. 9 in la maggiore op. 47 “a Kreutzer” di Ludwig van Beethoven (1770-1827) e la Sonata per violino e pianoforte n. 3 in re minore op. 108 di Johannes Brahms (1833-1897).
La sonata di Beethoven venne completata nel 1803 e il grande compositore eseguì la prima, accompagnato dal violinista mulatto George Bridgetower, con il quale aveva stretto amicizia, all’ Aufgarten di Vienna, davanti ad un pubblico formato da principi ed ambasciatori.
Il successo fu grande, nonostante la durata un po’ anomala per un brano del genere (circa 40 minuti), e Beethoven rimase entusiasta dell’esecuzione del violinista, al punto da voler ribattezzare il brano “Bridgetower Sonata”.
In seguito i due ebbero una animata discussione, dopo aver alzato troppo il gomito, e Bridgetower fece pesanti apprezzamenti su una donna che piaceva a Beethoven.
Per ripicca il compositore, al momento della pubblicazione (1805), identificò il dedicatario nel violinista parigino Rodolphe Kreutzer che, ironia della sorte, non eseguì mai il brano, considerandolo troppo difficile.
Ma la storia della “Sonata a Kreutzer” non finisce qui, poiché essa ha un posto importante anche in letteratura, avendo ispirato un omonimo racconto di Tolstoj, probabilmente autobiografico.
In esso un uxoricida raccontava i motivi che lo avevano spinto al delitto e la sua totale avversione nei confronti della musica, ritenuta fra le maggiori colpevoli dell’accaduto, poiché la moglie lo aveva tradito con un giovane violinista, dopo aver eseguito più volte insieme a lui il pezzo beethoveniano.
Il racconto riscosse un successo, che resiste ancora oggi e, dal punto di vista musicale, risulta uno dei rari casi nei quali la letteratura si sia servita di una composizione, il contrario di quanto è sempre successo normalmente, soprattutto in ambito lirico.
Per quanto riguarda la sonata brahmsiana, appartiene a quei brani ai quali l’autore tedesco poneva mano durante le vacanze estive, per cui spesso accadeva che, quando non riusciva a completarli per la fine della stagione, li riprendeva l’anno seguente.
Ciò spiega una gestazione durata dall’estate del 1886 a quella del 1888, coincidente con i diversi soggiorni sulle rive del lago di Thun.
Dedicata all’amico pianista, compositore e direttore d’orchestra Hans von Bülow, come segno di riconciliazione, riassume nell’ adagio del secondo movimento lo stile di lirismo struggente, tipico dei capolavori del compositore tedesco e si discosta dalle due precedenti sonate, rivolte al medesimo organico, per la presenza di quattro movimenti, invece di tre, e per un notevole virtuosismo, affidato principalmente al pianoforte.
Veniamo ora ai protagonisti della mattinata che, confrontatisi con due complessi capisaldi della letteratura cameristica di tutti i tempi, hanno dato vita ad un concerto entusiasmante.
Da una parte avevamo Fabrizio Falasca, molto stimato da Accardo, uno dei migliori violinisti attualmente in circolazione a livello mondiale e fra i pochissimi artisti delle ultime generazioni che non si limita a eseguire diligentemente le note presenti sullo spartito, ma fornisce sempre interpretazioni dove il brano viene restituito alla sua originaria bellezza, ricco di molteplici sfaccettature, abbinate ad un suono eccezionalmente corposo e nitido, e ad un virtuosismo mai fine a se stesso.
Dall’altra vi era Luca Mennella, che è stato allievo di Michele Campanella, pianista di grande solidità ed esperienza, dotato di un suono anch’esso molto nitido, apparso nell’occasione il partner ideale per Falasca quanto ad affiatamento e sensibilità.
Pubblico molto numeroso, giustamente in visibilio, che ha chiesto il bis, ottenendone ben due, il lieve e nostalgico Liebeslied di Kreisler e il virtuosistico Introduzione e Rondo capriccioso in la minore, op. 28, che Saint-Saëns concepì per l’astro nascente Pablo de Sarasate nel 1863.
In conclusione un concerto bellissimo, grazie alla presenza di due artisti di caratura internazionale, che speriamo di rivedere presto suonare insieme, ottima chiusura di una stagione di alto livello come quella organizzata dall’Associazione “Maggio della Musica”, che si avvale da alcuni anni della direzione artistica di Michele Campanella.
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