Sabato 19 novembre Bach² al Castello Svevo di Trani con i violoncellisti Gianluca Giganti ed Emilio Mottola

manifesto-concerto-castello-di-traniLa grande musica nel Castello Svevo di Trani.
Saranno i violoncellisti Gianluca Giganti ed Emilio Mottola a far risuonare le Suites di Bach, sabato 19 novembre 2016, alle ore 11.00, nella Sala Re Manfredi del Castello di Trani.
A promuovere il concerto sono il Polo Museale della Puglia, la direzione del Castello Svevo e Nova Apulia.
Il matinée bachiano rappresenta la prima tappa dei percorsi musicali nei siti culturali, nei Castelli e nei Musei statali di Puglia tesi a promuovere e valorizzare il patrimonio artistico e storico del territorio.
Insolito ed originale il programma che i due concertisti proporranno nella suggestiva cornice dell’antico maniero, a cominciare dal titolo «Bach²» (Bach al quadrato), un progetto che nasce quasi per gioco sulle sei Suites di J. S. Bach.
Gianluca Giganti ed Emilio Mottola eseguiranno la Suite n. 2 in re minore, BWV 1008 e la Suite n. 3 in Do Maggiore, BWV 1009.
Francesco Fiore, prima viola dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, affida alcuni suoi appunti musicali all’amico violoncellista Gianluca Giganti: il manoscritto, vergato con una calligrafia che, nella sua chiarezza, ricorda quella del Kantor, contiene una seconda parte violoncellistica che, come in un gioco ad incastro, è concepita per integrarsi alla versione originale bachiana delle Suites per violoncello solo, esaltandone l’abbagliante perfezione della struttura.
L’approccio alle singolari versioni delle Suites che ne sono scaturite è dapprima di curiosità, poi di apprezzamento e, infine, di concreta proposta concertistica, nella convinzione che il fascino delle architetture bachiane non possa che risultarne «potenziato» sia dall’originale rivisitazione di Francesco Fiore sia dall’approccio interpretativo di Gianluca Giganti ed Emilio Mottola che per primi hanno creduto in questo progetto…giocando sui numeri.

Gianluca Giganti
Gianluca GigantiNato a Viterbo nel 1971, è unanimemente riconosciuto come uno dei violoncellisti più interessanti della sua generazione.
Dopo aver conseguito il Diploma con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio «Santa Cecilia» di Roma nella classe di Giorgio Ravenna (noto violoncellista italiano allievo di André Navarra), ha completato la sua formazione in Corsi di Perfezionamento pluriennali con Mario Brunello presso la Fondazione «Romano Romanini» di Brescia e con Franco Maggio-Ormezowski all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma.
Ha, inoltre, frequentato dal 1990 al 1993 i Corsi Estivi dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena con Mischa Maisky e Mark Drobinsky, conseguendo sempre il Diploma di Merito.
E’ vincitore pluripremiato in due dei Concorsi di violoncello più importanti del panorama musicale internazionale: al Concorso Internazionale «Primavera di Praga» del 1994 (primo italiano nell’albo d’oro di questa manifestazione che ha visto vincitore, nella sua prima edizione, Mstislav Rostropovich) e al Concorso «Roberto Caruana-Premio Stradivari» di Milano del 1996, dove si è aggiudicato anche il Premio Speciale per la migliore interpretazione del brano di Fabio Vacchi «…in alba mia dir…» (interpretazione per la quale lo stesso compositore ha avuto parole di pubblico elogio).
Fin da giovanissimo ha ricoperto il ruolo di Primo Violoncello presso alcune delle maggiori Orchestre italiane (sia da camera che sinfoniche) e di Enti Lirici, quali l’Orchestra Sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, l’Orchestra Sinfonica di Roma, l’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, l’Orchestra da Camera di Mantova, “I Filarmonici di Roma” (dove ha spesso collaborato con Uto Ughi) e l’Orchestra da Camera Italiana (sotto la direzione di Salvatore Accardo).
Ciò gli ha consentito di collaborare con alcuni tra i più noti direttori tra i quali Myung-Whun Chung, Eliahu Inbal, Yutaka Sado, Gianadrea Noseda, Yuri Temirkanov, Valery Gergiev, George Pretre, Jeffrey Tate, Wolfgang Sawallisch, Giuseppe Sinopoli, Nello Santi, Riccardo Muti, Nicola Luisotti.
Ha suonato da solista i più importanti concerti del repertorio violoncellistico (quelli di Saint-Saëns, Dvořák, Haydn, Shostakovich, il ‘Don Quixote’ di Richard Strauss) e il Triplo Concerto di Beethoven (nel 2007 con Giorgia Tomassi e Domenico Nordio e nel 2016 con Fabrizio Falasca e Vincenzo Maltempo).
Tra i Festivals e le Stagioni più importanti alle quali ha partecipato, da solista, in duo con pianoforte o in formazioni cameristiche, si annoverano il Festival «Primavera di Praga», il Festival delle Nazioni di Città di Castello, il Festival «Uto Ughi per Roma», i Concerti del Quirinale, il Ravello Festival, le Serate Musicali di Milano, la Stagione dell’IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) di Roma, il Festival «Alfredo Piatti» di Bergamo, il Mantova Chamber Music Festival.
Nel 2007 ha effettuato, in qualità di solista con l’Orchestra «I Filarmonici di Roma», un’importante tournée che lo ha visto protagonista in alcune delle maggiori sale da concerto dell’ex Unione Sovietica tra le quali la «Sala della Filarmonica» di Ekaterinburg e la «Sala Tchaikovsky» di Mosca.
Ha effettuato per la RAI, con il violinista Uto Ughi, la registrazione televisiva del Quartetto in re minore D.810 («La morte e la fanciulla») di Franz Schubert.
Fin dal 1994, in quanto vincitore del Concorso Ministeriale per titoli ed esami, ha iniziato l’attività didattica come titolare della cattedra di violoncello presso i Conservatori italiani: dal 1994 al 1998 presso il Conservatorio «Giovanni Pierluigi da Palestrina» di Cagliari e dal 1998 a oggi presso il Conservatorio «Nicola Sala» di Benevento.
Ha al suo attivo alcune prime esecuzioni assolute di composizioni di importanti compositori italiani contemporanei, tra cui quelle di «Algos» per violoncello e pianoforte di Gianvincenzo Cresta e di “Meditation» per violoncello solo di Silvia Colasanti, eseguita al Festival di Conques nel 2016.
Ha recentemente avviato una collaborazione cameristica in duo con il grande pianista francese François-Joel Thiollier.

Emilio Mottola
EMILIO MOTTOLANato a Benevento nel 1993, debutta da solista con la JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia all’età di 14 anni.
Si diploma in violoncello con il massimo dei voti e la lode, presso il Conservatorio statale di musica di Benevento «Nicola Sala», alla scuola del noto concertista e didatta Gianluca Giganti, con il quale sta ultimando il Biennio accademico.
Frequenta l’ultimo anno del Corso di Alto Perfezionamento in Musica da Camera con il Maestro Carlo Fabiano, presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma e studia composizione con Silvia Colasanti presso la succitata Istituzione sannita.
Si dedica ad un’intensa attività concertistica che lo porta, da solista, in formazioni cameristiche e in orchestra, a suonare nelle più prestigiose sale e festival italiani ed europei: Sala Sinopoli – Parco della Musica, Ara Pacis, Auditorium del Gonfalone, Accademia di Spagna e Sala Accademica del Pontificio Istituto di Musica Sacra (Roma); Palazzo Ducale (Mantova); Villa d’Este (Tivoli); Scude-rie Palazzo Farnese (Caprarola); Cattedrale San Sabino (Bari); Chiesa di San Giorgio (Modica); Complesso monumentale di Santa Sofia, patrimonio dell’Unesco, Teatro Romano (Benevento); Fondazione Meyer (Firenze); Fondazione Stradivari (Cremona); Teatro Comunale «Mario Del Mo-naco» (Treviso); Ginevra, Dublino, Siviglia, etc.
Si esibisce da solista con l’Orchestra Castalia, con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Sofia, con i Solisti del Teatro San Carlo di Napoli, con i Solisti dell’Accademia di Santa Cecilia e con l’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari.
Scrive di lui il critico musicale Nicola Sbisà sul quotidiano «La Gazzetta del Mezzogiorno» del 19 novembre 2015: «Il Kol Nidrei di Bruch […] ha trovato nel giovane violoncellista Emilio Mottola il solista capace di cesellare, in esemplare unità d’intenti con Bonilis, e con una sonorità corposa ed espressiva l’intensa spiritualità che anima la breve e struggente pagina».
Suona nelle produzioni lirico-sinfoniche dell’Orchestra Nicola Sala: «L’italiana in Londra» di Cimarosa, «Il barbiere di Siviglia» di Rossini, «L’Elisir d’amore» di Donizetti, «Gianni Schicchi» e «La Bohème» di Puccini al Teatro Romano di Benevento.
Fa parte del primo nucleo dell’Hortus Conclusus guidato dal M° Marco Serino, gruppo di musica antica del Conservatorio e dell’Orchestra Sinfonica Sannita.
E’ primo violoncello dell’Orchestra Filarmonica di Benevento, istituzione di cui è fondatore e componente del direttivo.
Ha collaborato con direttori e musicisti quali Gabriele Bonolis, Michele Campanella, Alessandro Carbonare, Francesco Ivan Ciampa, Valerio Galli, Vittorio Parisi, Luigi Piovano, Sir Antonio Pappano, Gianluca Giganti, Monica Leone, Vincenzo Maltempo, Fabrizio Falasca, Jessica Pratt.
E proprio in occasione del recital del soprano australiano su AmadeusOnline del maggio 2015 si legge: «Nella Sinfonia del Guglielmo Tell, esempio paradigmatico della perizia strumentale rossiniana, il giovanissimo Emilio Mottola, primo violoncello dell’orchestra, mette al servizio del celebre a solo iniziale le sue non comuni doti strumentali e musicali: perfetta intonazione, intensa cavata e legato belcantistico».
E’ componente del South Sky Cello Ensemble, gruppo di violoncelli fondato e curato dal M° Gianluca Giganti.
E’ stato premiato al Palazzo del Quirinale dal presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano e dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo per il Concorso indetto dal Miur «I giovani ricordano la Shoah 2012» (che ha portato alla produzione di un cd con musiche composte nei campi di concentramento) con diretta televisiva su Rai3.
Suona un violoncello Roberto Marucci del 2009 e un Carlo Loveri del 1908.
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