Soffi di gioventù ai “Concerti di Autunno” con i tanghi del Quartetto Auris

Foto Max Cerrito

Foto Max Cerrito

Il Quartetto Auris, formato da Martina Daga (sax soprano), Orlando Cialli (sax contralto), Giada Moretti (sax tenore), e Giulia Fidenti (sax baritono), si è recentemente esibito ai “Concerti di Autunno”, rassegna organizzata dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli e affidata alla direzione artistica di Luciana Renzetti.
Il giovanissimo ensemble, frutto dell’incontro di quattro allievi della Scuola di Musica di Fiesole (classe di musica da camera del M° Alda Dalle Lucche), ha proposto una serie di tanghi, frutto di trascrizioni o scritti originariamente per quartetto di sassofono.
L’apertura è stata dedicata a Chôro y Tango, movimento conclusivo del Cuarteto Latinoamericano para Saxofones del venezuelano Aldemaro Romero (1928-2007), figura eclettica cha ha abbracciato la musica nella piena accezione del termine, per cui poteva capitare di ascoltarlo al pianoforte in un ritrovo notturno di Caracas e, qualche giorno dopo, assistere ad un concerto sinfonico da lui diretto.
Inoltre è stato l’ideatore di uno stile definito Onda Nueva e dell’omonimo festival, nato sulla scia del successo di questo ritmo, che ha spopolato in Sudamerica negli anni’70.
Il successivo Awakening, nato per sassofono e pianoforte, apparteneva alla produzione del sardo Filippo Ledda (1975).
Si passava quindi a due dei quattro movimenti di Songs for Tony, pezzo che Michael Nyman (1944) concepì nel 1993 in memoria dell’amico produttore Tony Simmons.
Era poi la volta del greco Dimitri Nicolau (1946-2008), compositore abbastanza sconosciuto, del quale abbiamo ascoltato l’inedito “Tango a modo mio” e “Danza della seduzione”, che evidenziavano entrambi l’influenza dei ritmi popolari del paese di origine, dal quale fuggì per motivi politici nel 1967, per approdare in Italia, dove è vissuto più di 40 anni, svolgendo varie attività artistiche.
Altro autore, sicuramente più noto, ma che andrebbe maggiormente approfondito, è Kurt Weill (1900-1950), musicista tedesco di origini ebraiche, costretto a fuggire dalla Germania nel 1933, a seguito dell’avvento del nazismo.
I due brani eseguiti, Youkali Tango-Habanera e Tango ballade, si riferivano a precisi momenti della sua carriera.
Il primo risaliva al 1934, quando Weill era esule a Parigi, e venne concepito per le musiche di scena di Marie Galante, opera teatrale di Jacques Deval, mentre il secondo era tratto da “L’opera da tre soldi”, che segnò, fra la fine degli anni ’20 e l’inizio degli anni ’30, l’apoteosi della collaborazione con il drammaturgo, poeta e regista Bertolt Brecht, connubio dal quale scaturirono lavori di intensa valenza politica e satirica, fortemente innovativi per l’epoca.
La panoramica proseguiva con l’inusuale Astor Piazzolla (1921-1992) di Thriller, contenuto nell’album Mundial ’78 (poi denominato Chador), chiudendosi con gli ultimi due brani in programma, Por una cabeza, fra i cavalli di battaglia del leggendario cantante, attore e compositore argentino Carlos Gardel (1890-1935) e Viaggio di Richard Galliano (1950).
Per quanto riguarda gli interpreti, Martina Daga (sax soprano), Orlando Cialli (sax contralto), Giada Moretti (sax tenore) e Giulia Fidenti (sax baritono) hanno evidenziato un’intesa perfetta ed suono nitido e privo di sbavature, dando vita ad un ottimo concerto, impreziosito da un programma di estremo interesse, volto a far conoscere autori e brani spesso poco noti.
In conclusione un appuntamento che ha ulteriormente confermato l’originalità e la validità dei “Concerti di Autunno”, confortata anche dalla presenza di un pubblico molto numeroso, al quale il Quartetto Auris ha offerto ben due bis, legati ad altrettante colonne sonore, la Rumba di Saraghina di Nino Rota, da “Otto e ½” di Fellini e il Tango di Goran Bregovic da “Underground” di Kusturica, a coronamento di una splendida serata musicale.
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