L’omaggio a Napoli del pianista Genny Basso apre la stagione 2016-2017 dell’Associazione Musica Libera

genny-basso-2La chiesa sconsacrata di San Francesco delle Monache, sede del Centro Culturale Domus Ars, ha ospitato il concerto inaugurale della stagione 2016-2017 dell’Associazione Musica Libera, affidata alla direzione artistica del suo presidente, il maestro Lucio De Feo.
Ospite della serata, il noto pianista Genny Basso, che ha voluto intitolare il suo recital “Hommage à Naples”, unendo il tema della serata al ricordo del grande Aldo Ciccolini, napoletano trapiantato a Parigi, del quale è stato allievo e collaboratore.
L’apertura era rivolta al Settecento napoletano, con una trascrizione pianistica dell’aria “So’ le ssorva e le nespol’amare” di Leonardo Vinci (1690-1730), tratta dall’opera buffa “Lo cecato fauzo” (1719).
A seguire il programma proponeva arrangiamenti di Genny Basso, relativi a celebri canzoni classiche partenopee, alternati a brani dedicati a Napoli da autori dell’Ottocento e del Novecento.
Il primo filone iniziava con “Te voglio bene assaje” (1839), proseguendo con una suggestiva panoramica che, da Scalinatella (1951) arrivava a Carmela (1976), passando per Core ’ngrato (1911), Maria Marì (1899), Piscatore ‘e Pusilleco (1925) e ‘O sole mio (1898).
Il secondo era rivolto a pezzi celebri, come le due tarantelle di Franz Liszt (1811-1886), una appartenente agli Années de pèlerinage (Venezia e Napoli, supplemento al volume II: Italia), basata su temi attribuiti a Guillaume-Louis Cottrau, e l’altra dall’originale per voce e pianoforte, contenuta nelle Soirées musicales di Rossini, nota anche come “La Danza”.
Non mancavano, però, composizioni di raro ascolto quali la Chanson Napolitaine, da Sei pezzi op. 72 (1884) di Saint-Saëns, una trascrizione di Napolitana di Stravinskij (dall’originale a quattro mani), Voce Luntana, da “Piedigrotta 1924: Rapsodia Napoletana” di Castelnuovo-Tedesco e Sulle rive di Chiaja di Mascagni.
Per quanto riguarda l’interprete, Genny Basso ha evidenziato grande talento, notevole passione nei confronti di un repertorio immortale come quello della canzone classica napoletana e la consueta impetuosità con la quale ama affrontare brani caratterizzati da elevato virtuosismo.
Una peculiarità, quest’ultima, che piace moltissimo al pubblico, accorso numerosissimo, in quanto richiamato sia dalla notorietà del pianista, sia da un programma quanto mai gradito a tutti gli amanti delle tradizioni partenopee.
Successo finale grandissimo, coronato dalla proposizione, come bis, dell’arrangiamento di Funiculì, funiculà.
Ricordiamo, infine, le brevi note introduttive che hanno preceduto il concerto, curate dal maestro De Feo che, nell’ intervallo fra un tempo e l’altro, ha voluto anche descrivere le finalità dell’associazione da lui presieduta, invitando i presenti a seguirne le variegate proposte, a cominciare dalla rassegna musicale, che rappresenta uno dei fiori all’occhiello nell’ambito delle molteplici attività portate avanti.
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