A Palazzo Zevallos il dramma della Grande Guerra nel racconto di un superstite

sommergibile-medusaLa mattina del 10 giugno 1915, il sommergibile italiano Medusa stava navigando in superficie, al largo delle bocche del Lido di Venezia, quando fu colpito da un siluro lanciato dal sommergibile austro-ungarico U 11.
L’affondamento fu quasi immediato e si salvarono solo cinque uomini, fra i quali il sottocapo elettricista Paolo Modugno, al momento in sala macchine che, a causa della deflagrazione, fu gravemente ferito e perse una gamba.
Per le sue condizioni quasi disperate, corse il rischio di essere abbandonato al proprio destino, ma grazie alle forti insistenze del tenente di vascello della Medusa, Giobatta Carniglia, venne tratto in salvo dall’equipaggio del sommergibile nemico.
Curato in alcuni ospedali militari, una volta guarito venne inviato a Mauthausen, all’epoca durissimo campo di prigionia, che sarebbe poi stato trasformato anni dopo in un famigerato lager.
Modugno volle narrare in un diario le sue vicissitudini, nell’arco di tempo intercorso fra il siluramento ed il suo rimpatrio in Italia, dando ampio spazio alla descrizione della vita portata avanti nel campo di prigionia dove, nell’ambito delle attività culturali che i rinchiusi portavano avanti per cercare di lenire la durezza della loro condizione, gli italiani avevano anche formato una banda musicale.

Banda Prigionieri Mauthausen
La vicenda è stata recentemente tratta dall’oblio, grazie alle appassionanti ricerche di Beniamino Cuomo, figura di grande spessore negli ambienti culturali campani, noto per la sua abilità nel recuperare brani, autori e vicende dimenticate della storia della musica.
Partendo dal diario di Modugno, Cuomo ha ideato “Mauthausen 1915-1918”, recentemente proposto a palazzo Zevallos, nell’ambito del ciclo organizzato dall’Associazione Alessandro Scarlatti “I suoni della storia”, affidandolo al minimoEnsemble, formato da Daniela del Monaco (contralto) e Antonio Grande (chitarra), e alla voce recitante di Enzo Salomone.
Si trattava di un concerto-spettacolo, che alternava pagine del diario a canzoni celeberrime, quali ‘O surdato ‘nnammurato, ‘O marenariello, ‘O sole mio, Santa Lucia e Torna a Surriento, poco note come la “Ninna nanna delle 12 mamme” di Odoardo Spadaro (noto per aver scritto “La porti un bacione a Firenze”), E anche al mi marito tocca andare (canzone di protesta contro la guerra), e vere rarità quali il Valzer Mauthausen di P. Brumana (in una versione per chitarra solista), tutti brani solitamente eseguiti dalla banda dei prigionieri italiani.
Il tutto proposto attraverso ritmi serrati e tempi perfetti, ed arricchito da immagini, proiettate sullo sfondo, relative al sommergibile Medusa, alla banda musicale italiana di Mauthausen e ad alcuni degli spartiti utilizzati dai musicisti (preziosissima testimonianza) che il musicista Gilardi, compagno di prigionia di Modugno, riportò in patria una volta libero.

Duo minimoEnsemble ed Enzo Salomone

Duo minimoEnsemble ed Enzo Salomone

Per quanto riguarda i protagonisti, il minimoEnsemble, duo dall’esperienza ventennale, ha fornito un apporto di altissimo livello, basato su un abbinamento vincente fra l’intensa drammaticità interpretativa del contralto Daniela del Monaco e la raffinata esecuzione del chitarrista Antonio Grande, autore anche degli arrangiamenti di tutti i pezzi eseguiti.
Dal canto suo, ottimo è risultato anche il contributo dell’attore Enzo Salomone, impegnato a creare sempre la giusta atmosfera che pervadeva i passi del diario di Modugno, prevalentemente tragica, ma talora attraversata da barlumi di speranza ed umanità.
In conclusione un concerto-spettacolo di elevato spessore, che andrebbe portato in tutta Italia in quanto, oltre al valore musicale e documentale, rappresenta un caso, non molto frequente, di testimonianza bellica realistica e priva di ogni sorta di retorica.
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