La Mahler Chamber Orchestra illumina la stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti in forzato esilio al Teatro delle Palme

Foto Max Cerrito

Foto Max Cerrito

Dopo l’apertura, dedicata alla cantante Norma Winstone ed allo ScarlattiLab/Jazz, la stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti ha ospitato la Mahler Chamber Orchestra, diretta da Daniel Harding.
Interamente mozartiano il programma, rivolto alle ultime tre sinfonie della produzione del genio di Salisburgo, la n. 39 in mi bemolle maggiore K. 543, la n. 40 in sol minore K. 550 e la n. 41 in do maggiore K. 551 “Jupiter”.
Scritte a Vienna, dal 26 giugno al 10 agosto 1788, hanno fatto versare fiumi d’inchiostro agli studiosi per una lunga serie di motivi, primo dei quali il tempo irrisorio (appena 45 giorni), che necessitò a Mozart per completarle, in un periodo segnato dalla perdita della figlia Theresia che si aggiungeva ad una situazione economica precaria.
Un motivo, quest’ultimo, che suggerirebbe la destinazione di questi lavori ad una o più delle cosiddette “Accademie”, serate che Mozart organizzava per reperire i fondi necessari alla sua sopravvivenza, proponendo al pubblico brani inediti.
C’è anche chi ha visto nel trittico un vero e proprio “messaggio ai posteri”, una sorta di testamento spirituale, mentre altri si sono impegnati a individuare i messaggi di origine massonica in esso contenuti.
Ma, a parte ogni cosa, si tratta indubbiamente di capolavori assoluti, che hanno conosciuto una popolarità ancora oggi duratura, a partire dalla K. 550, il cui incipit spopolò negli anni ’70 del secolo scorso, grazie ad un arrangiamento in chiave pop del compositore argentino Waldo De Los Ríos e fu anche trasformata in una canzone di successo (“Caro Mozart”) interpretata da Silvie Vartan.
Così come la K. 551 che, per la sua grandiosità, venne ribattezzata “Jupiter”, con un preciso riferimento a Giove, padre degli dei, dal tedesco Johann Peter Salomon, particolare figura che riuniva in sé quella dell’esecutore, del compositore, del direttore e dell’impresario.
E veniamo alla serata, che ha visto il maestro Harding dirigere una compagine giovane, costituita in prevalenza da talenti europei, dotata di una grande solidità ed un ottimo affiatamento, tramite la quale ha voluto fornire una interpretazione a tratti molto personale, eseguendo inoltre senza apparente interruzione le prime due sinfonie.
Una soluzione accettata dalla maggior parte del pubblico, che ha salutato l’orchestra, apprezzandone la compattezza, l’alto livello ed il contagioso entusiasmo evidenziato dai componenti (che alla fine del concerto si sono abbracciati davanti agli spettatori), con applausi scroscianti al termine della prima parte, ed ancora più fragorosi e prolungati alla fine della serata, spronando i protagonisti ad un bis che non c’è stato (ma, dopo più di due ore quasi ininterrotte trascorse sul palcoscenico, la scelta appare ampiamente giustificata).
Va purtroppo rimarcato che le enormi potenzialità della compagine sono state penalizzate dall’acustica del Teatro delle Palme, sicuramente inadatta all’evento, secca e anche piuttosto strana, al punto che in alcuni casi giungevano nitidamente le più piccole sfumature mentre, soprattutto nei passaggi affidati all’intero organico, era difficile distinguere fra loro i vari strumenti.
Proprio a proposito della sede, non possiamo ignorare che l’Associazione Scarlatti si è vista negare, pochi giorni prima dell’inizio della stagione, per motivi di natura burocratica indipendenti dalla sua volontà, la possibilità di usufruire, come di consueto, dell’Auditorium di Castel S. Elmo, ripiegando sul pur prestigioso Teatrino di Corte di Palazzo Reale e sul Teatro delle Palme.
Una vicenda che andrebbe approfondita e stigmatizzata, in quanto ha privato, da un giorno all’altro, un quartiere affamato di cultura come il Vomero, di una stagione seconda soltanto a quella del Teatro di San Carlo (e talvolta anche superiore), con indubbi danni anche a carico dell’organizzazione.
La stagione proseguirà giovedì 20 ottobre, sempre al Teatro delle Palme, con un interessante concerto dal titolo “Stravinskij e la Grande Guerra”, affidato all’Ensemble del Sud, diretto da Marcello Panni, al quale parteciperà anche Corrado Augias nelle vesti di voce recitante.
_________________________________________________________

Seguici su Facebook:

Critica Classica

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo
tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band.
Acquistalo su:

ascoltalo GRATIS su:SPO

…e molti altri network in tutto il mondo! per scoprirli clikka qui

Questa voce è stata pubblicata in Recensioni concerti e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...