Domenica 9 ottobre Emanuele Cardi ed Ilaria Centorrino inaugurano il nuovo organo Ghilardi 2016 della Chiesa Parrocchiale del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria di Avellino

organo-ghilardi-2016Domenica 9 ottobre 2016, alle ore 19.30, nella Chiesa Parrocchiale del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria di Avellino si terrà il concerto inaugurale del nuovo organo Ghilardi 2016.
Per l’occasione gli organisti Emanuele Cardi ed Ilaria Centorrino proporranno un programma rivolto alle musiche di Buxtehude e Bach

Ingresso libero

Il nuovo organo della Chiesa del Cuore Immacolato di Maria

L’organo realizzato per la Chiesa del Cuore Immacolato di Maria di Avellino cerca di rispondere a quelle esigenze a cui, in un certo senso, cercano di rispondere tutti gli strumenti di piccola dimensione che non possiedono, cioè, una grande quantità di registri e di risorse.
Solo con i suoi quindici registri reali, l’organo del Cuore Immacolato di Maria cerca di far fronte sia alle più diverse esigenze liturgiche, sia al maggior numero possibile di richieste interpretative e timbriche per l’esecuzione della grande letteratura organistica.
Ci possono essere, ovviamente, tanti punti di vista e tanti, modi per perseguire questo fine. La strada che abbiamo scelto, comunque, non si è basata su una congettura esclusivamente soggettiva e personale ma abbiamo pensato che il modo migliore per dare una risposta fosse quello di “guardare” la Storia e capire come i grandi maestri organari del passato abbiano affrontato il problema.
Negli anni della sua maturità artistica l’insigne organaro Arp Schnitger (1648 – 1719), forse influenzato da C. Donat, produsse diversi strumenti di ridotte dimensioni dei quali sopravvive quasi intatto l’organo di Dedesdorf (1697-98) e proprio a questi ci siamo riferiti con grande intensità.
Una delle loro caratteristiche più importanti è di avere un “somiere doppio”: i copri sonori di ambedue le tastiere cioè, sono collocati sul medesimo somiere che è dotato di una doppia serie di valvole.
Ciò consente, essendo di conseguenza unica la cassa di risonanza, che i registri di una tastiera possano efficacemente essere uniti a quelli dell’altra e la fusione dei suoni avviene in maniera molto facile e naturale.
Si crea così la possibilità, per mezzo dell’unione delle tastiere, di avere una notevole quantità di valide combinazioni: molte di più di quello che ci si potrebbe aspettare dal numero limitato di registri.
Queste combinazioni, inoltre, sono amplificate dalla trasmissione al pedale dei registri Principal 8’ del Hauptwerk e della Trompete 8’ del Positiv.
Se questi risultati auspicati si riscontrino effettivamente anche nell’organo di Avellino è una risposta che lasciamo a chi ascolterà e userà lo strumento.
Possiamo solo dire che, per partecipare a questa stimolante impresa, abbiamo sinceramente cercato di lavorare al massimo delle nostre capacità e ringraziamo i Padri Francescani e la Comunità Parrocchiale per aver avuto la sensibilità di completare la Chiesa del Cuore Immacolato di Maria con questo strumento e di avercene dato l’opportunità.
(Glauco Ghilardi – costruttore)

Un nuovo organo a canne per la città di Avellino

La realizzazione di un nuovo organo rappresenta un notevole investimento per la cultura musicale di un’intera comunità e si configura come un’opera destinata a durare per generazioni; motivo per cui le scelte fatte in sede di selezione del costruttore ed orientamento stilistico dello strumento devono essere compiute con particolare attenzione, consapevoli che una volta intrapreso il cammino non sarà più possibile tornare indietro.
Personalmente non ritengo attuabile la realizzazione di uno strumento – per giunta di piccole dimensioni – sul quale poter eseguire in modo stilisticamente corretto ogni sorta di letteratura. L’organo è uno strumento che vanta una letteratura estesissima: dalla fine del Medioevo fino ai giorni nostri e che più di tutte risente delle caratteristiche degli strumenti per i quali è stata composta. Ogni nazione ha sviluppato una propria scuola organaria con peculiarità che arrivano talvolta a rendere quasi impossibile l’esecuzione di determinati repertori su strumenti che non hanno quelle specifiche caratteristiche. Si comprende quindi che la realizzazione di uno strumento eclettico, sul quale poter eseguire qualsiasi repertorio, può essere fatta solo se si è disponibili a rinunciare ad una “caratterizzazione” dello strumento con la conseguente perdita di identità di ciò che si andrà a suonare.
Si è deciso quindi di realizzare uno strumento che avesse una specifica “proprietà di linguaggio” ispirata all’organaria della Germania del Nord con particolare attenzione alle opere dell’organaro Arp Schnitger. Gli strumenti di Schnitger appartengono ad un periodo storico la cui letteratura organistica è tra le più vaste e gli autori che si incontrano sono tra i più noti: Sweelinck, Scheidt, Tunder, Buxtheude e, certamente non ultimo, Johann Sebastian Bach, giusto per citarne alcuni. Lo strumento consentirà di eseguire con notevole aderenza stilistica uno dei repertori più ricchi e conosciuti, consentendo comunque di arrivare agevolmente fino ad alcuni autori del primo Romanticismo.
L’organo di Avellino non è il primo ad essere stato realizzato in Campania secondo questi principi; si inserisce infatti in una rosa di fortunati strumenti quali quelli presenti a Battipaglia (Ghilardi, 1996, ispirato al barocco tedesco – Carli, 2004, ispirato al barocco italiano – T. C. Lewis 1846, scuola inglese XIX sec.) e a Vairano (Mascioni, 2011, ispirato al celebre organaro francese Aristide Cavaillé-Coll) che tanto interesse hanno destato sia tra gli esperti del settore che tra coloro che hanno avuto modo di ascoltare questi strumenti.
Sono sicuro che il nuovo organo della Chiesa del Cuore Immacolato di Maria – seppur con le sue dimensioni contenute – farà parlare di se, offrendo un fondamentale contributo alla crescita culturale della città e del panorama organistico campano.
(Emanuele Cardi – docente di Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio di Cosenza)
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Domenica 9 ottobre, ore 19.30 – Chiesa Parrocchiale del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria di Avellino

Emanuele Cardi e Ilaria Centorrino, organisti

Programma

Dieterich Buxtheude (1637 – 1707): Passacaglia BuxWV 161 *

Johann Sebastian Bach (1685 – 1750)
Sinfonia dalla cantata n. 29 “Wir danken dir, Gott, wir danken dir” **
trascritta per organo da A. Guilmant (1837-1911)
Allegro dalla Sonata in Trio n. 2 in do minore BWV 526 *
Preludio e Fuga in Re maggiore BWV 532 *
Toccata e Fuga in Re minore BWV 565 **

* Ilaria Centorrino
** Emanuele Cardi

Emanuele Cardi
Emanuele CardiNato a Napoli nel 1973.
Si diploma con il massimo dei voti e la lode in Organo e Composizione Organistica dopo quattro anni di studio con Wijnand van de Pol presso il conservatorio F. Morlacchi di Perugia dove consegue anche il Diploma Accademico di II livello, sempre con il massimo dei voti e la lode. In seguito si diploma in Musica Corale e Direzione di Coro, Pianoforte e Clavicembalo.
Interessato alle problematiche di restauro degli organi antichi e della prassi esecutiva, conduce da diversi anni studi specifici sulla musica e sull’arte organaria napoletana, redigendo in più occasioni articoli per riviste specializzate, partecipando a convegni in qualità di relatore. Svolge opera di consulenza nell’ambito del recupero di organi storici e per la realizzazione di nuovi strumenti.
Svolge inoltre corsi estivi e masterclasses sulla musica organistica rinascimentale e barocca, ed è spesso membro di giuria in concorsi organistici internazionali.
Ospite di alcune tra le istituzioni musicali più prestigiose del mondo, svolge un intensa attività concertistica in Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia Germania, Inghilterra Irlanda, Norvegia, Olanda, Polonia, Rep. Ceca, Svezia, Svizzera, Spagna, Ungheria, Russia, Stati Uniti, Brasile ed Uruguay, suonando alcuni dei più noti strumenti tra cui quelli di St. Thomas a New York, San Francisco (USA), cattedrali di Passau, Friburgo, Fulda, Monaco, Bonn (Germania) Losanna (Svizzera) Londra, Edimburgo, Brussels, Copenaghen, Turku (Finlandia), Lund (Svezia), Oliwa (Polonia) e Mosca. Docente ospite all’Università del Kansas (USA) e del conservatorio di Mosca e di S. Pietroburgo, ha suonato nelle principali istituzioni concertistiche russe tra cui le filarmoniche di S. Pietroburgo, Ufa, Kazan, Ekaterinburg, Perm, Krasnojarsk, Tomsk, Kemerovo, fino a Irkutsk. Ha svolto inoltre numerosi concerti inaugurali, tra cui quello del grande organo della chiesa dei Redentoristi a Belfast e della First Unitarian Church a Worcester (MA) negli Stati Uniti.
Dal 2012 è membro del comitato artistico della Fondazione Centro di Musica Antica Pietà de’Turchini e direttore artistico della Fondazione Organistica Elvira Di Renna.
Docente di Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio “S. Giacomantonio” di Cosenza, incide regolarmente per le case discografiche “La Bottega Discantica” (Milano), “Priory Records” (Londra) e “Brilliant Classics” (Olanda) di cui le recenti incisioni Neapolitan Organ Music ed il doppio CD Tunder – Organ Works sono state premiate con 5 stelle dalla rivista “Musica”.

Ilaria Centorrino
Ilaria CentorrinoE’ nata a Messina nel 1998. Ha iniziato lo studio del Pianoforte al quale ha affiancato lo studio dell’organo presso Conservatorio di Musica “A. Corelli” di Messina nel 2013 col prof. Emanuele Cardi. Dal 2014 frequenta il sesto anno del corso preaccademico di organo presso il Conservatorio di Musica “S. Giacomantonio” di Cosenza con il prof. Emanuele Cardi ed il liceo scientifico Galileo Galilei a Spadafora (Messina).
Nell’ambito del Premio delle Arti “Claudio Abbado” edizione 2015 è stata selezionata tra i primi 12 organisti provenienti da tutti i conservatori d’Italia ed ammessi alla finale che si è svolta presso il Conservatorio di Perugia a maggio 2015, dove ha vinto il IV premio. Ha ricevuto una borsa di studio dal Rotary Club di Bormio Contea (Sondrio) per essersi distinta alla master “Le Altre Note 2015”.
Ha svolto diversi concerti esibendosi presso le cattedrali di Messina, Cosenza, chiesa di S. Rosalia a Cagliari, Festival Organistico Trabaci (Napoli), Festival “Le Altre Note” (Bormio), Vespri d’Organo a Pistoia, Festival di S. Maria della Speranza a Battipaglia (Organo Ghilardi).
Vincitrice del Primo Premio al Concorso Organistico Internazionale “Tisia” di Palermo, ha vinto una delle due borse di studio del Concorso Organistico di Bibione – edizione 2016 ed il secondo premio al VI Concorso Organistico Internazionale “Premio Elvira Di Renna” di Faiano.
alla fine di settembre ha vinto il secondo premio (primo non assegnato) al V concorso organistico internazionale “Organi Storici del Friuli” ed il premio speciale “F. Zanin” per la migliore esecuzione di un brano di Scheidt e di Storace.
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