Giovedì 29 settembre il ciclo “America Novecento” di Bologna Festival 2016 prosegue con la prima assoluta del ciclo American Songs di Luca Mosca interpretato da Cristina Zavalloni e Gaia Mattiuzzi

Logo Bologna Festival 2016Giovedì 29 settembre, ore 20.30, all’Oratorio San Filippo Neri, prosegue il ciclo America Novecento, nell’ambito de Il Nuovo l’Antico di Bologna Festival, con la prima esecuzione assoluta di American Songs di Luca Mosca.
Il nuovo lavoro del compositore milanese comprende canzoni originali e trascrizioni di canzoni americane degli Anni Quaranta e Cinquanta, alcune delle quali sono divenute celebri standard jazzistici.
La cantante bolognese Cristina Zavalloni, interprete duttile e sofisticata, voce poliedrica che spazia dalla Nuova Musica al jazz con disinibita inventiva, nell’esecuzione delle Canzoni Americane sarà affiancata da Gaia Mattiuzzi, cantante di formazione classica e jazz molto attiva in Italia e all’estero, spesso coinvolta in progetti interdisciplinari al fianco di artisti come Moni Ovadia, Wu Ming, il ballerino Melaku Belay o il violinista Aldo Orvieto.
Luca Mosca, compositore, pianista e clavicembalista, ha studiato a Milano con il pianista Antonio Ballista e con i compositori Franco Donatoni e Salvatore Sciarrino.
È un compositore brillante e versatile in grado di muoversi fra la neoavanguardia, il nitore stravinskiano e la musica di consumo.
Su commissione di Bologna Festival, per il progetto “America Novecento” ideato da Mario Messinis, Luca Mosca ha trascritto per voce e un complesso da camera una dozzina di celebri canzoni americane e insieme ha composto altrettanti brani su testi di originali del poeta Gianluigi Melega.
Il Gruppo di Musica da Camera del Conservatorio “A. Boito” di Parma, che frequenta il repertorio del Novecento sotto la guida competente di Pierpaolo Maurizzi, già coinvolto in prime esecuzioni assolute di diversi compositori, torna ad esibirsi al Bologna Festival nell’ambito del progetto contemporaneo “America Novecento”.

Il progetto America Novecento, fino al 10 novembre all’Oratorio San Filippo Neri, in cinque concerti affidati a specialisti di questo repertorio, traccia un percorso nella musica cameristica statunitense dagli Anni Venti alla fine del secolo scorso, presentando in prima esecuzione il lungo ciclo American Songs di Luca Mosca.
«Si vuole sottolineare – precisa il direttore artistico di Bologna Festival Mario Messinisil pluralismo della cultura statunitense tra compositori d’avanguardia e compositori di accessibilità comunicativa: Varèse e Zappa, Carter e Gershwin, Feldman e Adams, Cage e Reich, Bernstein e canzoni degli anni ‘40 e ‘50 trascritte da Luca Mosca, che è anche autore di alcuni Songs inediti».

Biglietti in vendita a Bologna Welcome (Piazza Maggiore 1/E) 051 231454, martedì-sabato ore 13-19 e il giorno stesso del concerto all’Oratorio San Filippo Neri, un’ora prima dell’inizio del concerto.

Ufficio Stampa Bologna Festival
Paola Soffià
tel. 051 6493397
cell. 328 7076143
stampa@bolognafestival.it

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America Novecento
Giovedì 29 settembre ore 20.30
Oratorio San Filippo Neri
Ensemble da Camera del Conservatorio “A. Boito” di Parma
Pierpaolo Maurizzi, direttore
Cristina Zavalloni, voce
Gaia Mattiuzzi, voce

American Songs per voce e 14 strumenti
canzoni originali e trascrizioni di Luca Mosca

opera commissionata da Bologna Festival, prima esecuzione assoluta

Accent on youth, Angel eyes, Blue champagne, Don’t go to strangers, Darn that dream, A garden in the rain, Here’s that rainy day, I thought about you, I wonder where our love has gone, It shouldn’t happen to a dream, It’s the talk of the town e 12 Fly Songs originali di Luca Mosca su testi di Gianluigi Melega

Cristina Zavalloni
Di formazione jazzistica, a diciotto anni Cristina Zavalloni intraprende lo studio del belcanto e della composizione nel Conservatorio di Bologna, sua città natale; ha praticato danza classica e contemporanea per molti anni.
Collabora con il compositore olandese Louis Andriessen, che ha scritto per lei diversi lavori, tra cui Letter from Cathy, Racconto dall’Inferno, Theatre of the World e il monodramma Anaïs Nin.
Apprezzata interprete di opere come Folk Songs di Berio, La voix humaine di Poulenc, Moonsongs di Uri Caine o Pierrot lunaire di Schönberg, frequenta il repertorio barocco (L’incoronazione di Poppea e il Combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi) e quello lirico (The rape of Lucretia, Phaedra, The turn of the screw di Britten); ha eseguito in prima assoluta lavori di Boccadoro, Mosca, McMillan.
La sua multiforme attività la vede impegnata in concerti jazzistici con artisti come Paolo Fresu, Jason Moran, Benoît Delbecq, Stefano Bollani, con complessi sinfonici come BBC Symphony Orchestra, Los Angeles Philharmonic Orchestra, London Sinfonietta, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, con gli ensemble Sentieri Selvaggi, Brass Bang! e con il pianista Andrea Rebaudengo.
Si è esibita nei più noti festival jazz internazionali e per importanti istituzioni musicali europee e americane.
Tra le sue incisioni, Idea (2006), Tilim-Bom con Andrea Rebaudengo (2008), Solidago (2009), La donna di cristallo con la Radar Band (2012), The Soul Factor con Uri Caine (2014).

Luca Mosca
Luca Mosca è nato a Milano nel 1957.
Ha compiuto gli studi musicali nel Conservatorio della sua città diplomandosi in pianoforte con Eli Perrotta e Antonio Ballista, clavicembalo con Marina Mauriello e composizione con Franco Donatoni e Salvatore Sciarrino.
Sue composizioni sono state eseguite in importanti sedi e manifestazioni quali: Radio France, Beaubourg di Parigi, Festival di Strasburgo, Lione, Avignone, Varsavia, WDR di Colonia, Auditorio Nacional de Madrid, Festival Wien Modern, stagioni da camera di Londra, Manchester, Rotterdam, stagioni sinfoniche RAI di Napoli, Roma, Milano, Orchestra Regionale Toscana, Unione Musicale di Torino, Biennale di Venezia, Bologna Festival, Musica nel Nostro Tempo e Milano Musica, Teatro Massimo di Palermo, Gran Teatro La Fenice di Venezia, Piccola Scala di Milano, Maggio Musicale Fiorentino, Bologna Festival. Come pianista e clavicembalista ha dato numerosi concerti in Italia e all’estero, seguendo soprattutto il repertorio del secondo dopoguerra e la sua musica.
Ha inciso per la CGD l’integrale degli Études di Claude Debussy e musiche di Chopin, Liszt, Scriabin, Gershwin.
Fra le sue composizioni più importanti si segnalano le opere Il sogno di Titania, Peter Schlemihl, America e K., Un uomo di vetro (su libretto di Pilar Garcìa) e Mr. Me, Signor Goldoni, Freud, Freud, I Love You e L’Italia del destino (su libretti di Gianluigi Melega); cinque Concerti per pianoforte e orchestra, Quindici divertimenti per oboe e orchestra, Tredici fantasie per violino e orchestra, Concerto in due movimenti per flauto e orchestra, Cinque ballate per oboe e orchestra, Trenta Novellette per soprano, pianoforte e orchestra; Undici Poemetti, La passeggiata improvvisa e Una mano piena di ore per orchestra; Dreifaltigkeitslied e Down by the delta per coro e orchestra; quattro Sinfonie concertanti (per violino, viola e archi, per oboe, violino e archi, per nove strumenti antichi, per violoncello,contrabbasso e archi); dodici Trii, due Ottetti, due Quintetti e moltissima musica per svariati ensembles e per pianoforte solo.
Negli ultimi anni ha collaborato intensamente con Gianluigi Melega, sui cui testi poetici ha scritto, oltre alle opere Mr. Me, Signor Goldoni, Freud, Freud, I Love You e L’Italia del destino, anche la cantata Down by the Delta per coro e orchestra, Concerto per soprano e sei strumenti, An Ode to Ludwig Wittgenstein per soprano e dieci strumenti, A Lie in High C per tenore e sei strumenti, In the garden at Ninfa per soprano e sei strumenti, e il ciclo di ventotto haiku Words to Score a Rhyme; Bus 130, canzonetta per mezzosoprano e cinque strumenti; She-Donkey, jazz song per voce e dieci strumenti e, nel 2015-2016, dodici Fly Songs per voce e strumenti, parte dell’opera American Songs, una raccolta di ventitré canzoni scritta su commissione di Bologna Festival. Lavori di Luca Mosca sono stati proposti da Bologna Festival anche in altre occasioni, quali l’esecuzione della Kammersymphonie n.2 op.38 di Schönberg nella sua elaborazione per cinque strumenti dedicata all’Überbrettl Ensemble.
Tra i suoi prossimi impegni si segnalano le prime esecuzioni di Nothing per soprano e mezzosoprano in ottobre alla Biennale di Venezia e di Aura una nuova opera in scena in novembre al Teatro Comunale di Treviso.
Luca Mosca vive ed insegna a Venezia.
Le sue opere sono pubblicate dalle Edizioni Suvini Zerboni – SugarMusic S.p.A., Milano.

Ensemble da Camera del Conservatorio di Parma
Il gruppo da camera del Conservatorio “A. Boito” di Parma nasce su iniziativa di Pierpaolo Maurizzi, docente di musica da camera e titolare del relativo Biennio Specialistico dell’istituto, mentre quello di musica contemporanea è legato a Danilo Grassi, docente principale dei corsi di Alto Perfezionamento per percussionisti.
Gli studenti più meritevoli, alternandosi, affrontano prevalentemente opere fondamentali del Novecento, tra cui Pierrot Lunaire e Serenade di Schönberg, Oiseaux exotiques di Messiaen, Kammerkonzert di Berg, O King e Folk Songs di Berio, Octandre e Ionisation di Varèse, The Yellow Shark di Zappa, Sextet di Reich, Through Roses di Neikrug.
L’ensemble ha eseguito in prima assoluta brani di Magnanensi, Ghezzi, Garau, Caprioli oltre al lavoro su musiche di Mahler Urlicht, appositamente commissionato ad Uri Caine.
Negli ultimi anni, grazie al Progetto Erasmus, l’ensemble si è arricchito della presenza di musicisti di varie nazionalità: oltre duecento giovani strumentisti di talento provenienti da Albania, Argentina, Austria, Bosnia, Brasile, Cile, Corea, Croazia, Finlandia, Russia e Kazakistan.
L’ensemble collabora da alcuni anni con Bologna Festival, nell’ambito delle rassegne Talenti e Il Nuovo l’Antico.

Pierpaolo Maurizzi
Fondatore del Trio Brahms e dello Überbrettl Ensemble – deve la sua formazione musicale a Lidia Proietti, Piero Guarino e Dario De Rosa.
Fertili sono stati poi gli incontri con Pierre Fournier, Franco Gulli e Detlef Kraus. Dall’affermazione al Concorso “Johannes Brahms” di Amburgo (1983) ha dedicato la sua vita musicale al repertorio cameristico a fianco di musicisti quali Yves Savary, Rainer Honeck, Kolja Lessing.
Si è esibito in Europa, Stati Uniti, Canada e America del Sud.
È titolare del Biennio Specialistico al Conservatorio di Parma dove è docente da trent’anni.
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