Al Museo Archeologico Nazionale un ottimo recital del minimoEnsemble nonostante alcuni problemi logistici

minimoensemble-1La rassegna musicale, legata all’apertura serale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ha recentemente ospitato il minimoEnsemble, prestigioso duo costituito da Daniela del Monaco (contralto) e Antonio Grande (chitarra).
Il concerto, intitolato “Sirenis Fragmenta”, era rivolto al repertorio partenopeo, dagli albori al primo Novecento.
In apertura abbiamo ascoltato “Jesce sole”, probabilmente la prima canzone napoletana in assoluto, che risalirebbe ai tempi di Federico II.
Il successivo salto nel Settecento consisteva in un omaggio a Giovanni Paisiello, nel secondo centenario della morte, con “Amice, non credite a le zitelle”, dalla commedia per musica “Le trame per amore” su testo di Francesco Cerlone, che esordì nel 1770 al Teatro Nuovo.
Toccava quindi a due note canzoni dell’Ottocento, “Lu cardillo”, di Pietro Labriola ed Ernesto del Preite (1849) e “Canzone marenara”, nota anche con il titolo di “Me voglio fa’ ‘na casa”, scritta da Gaetano Donizetti nel 1835.
Un ritorno al repertorio di Paisiello ci portava ad una versione per voce e chitarra, curata dai due interpreti, delle Variazioni su Nel cor più non mi sento, aria tratta da “La molinara” (titolo iniziale “L’amor contrastato”), commedia per musica che si avvalse del libretto di Giovanni Palomba, la cui “prima” ebbe luogo nel 1788 al Teatro dei Fiorentini.
Era poi la volta di un arrangiamento per sola chitarra di “Dduje paravise”, appartenente alla vasta produzione di Giovanni Ermete Gaeta, compositore, giornalista e impiegato delle Regie Poste Italiane, motivo quest’ultimo che lo costrinse a pubblicare i suoi brani utilizzando vari pseudonimi, il più famoso dei quali fu E. A. Mario.
A Salvatore Gambardella e Gennaro Ottaviano si deve invece ‘O marenariello (1893), motivo che esordì al Teatro Nuovo Politeama, interpretato da Emilia Persico, mentre la chiusura è stata affidata ad altri due brani di E. A. Mario, la poco nota “Presentimento” (1918) e la più famosa “Canzone appassiunata” (1922).
Uno sguardo ora sugli interpreti, per rimarcare innanzitutto l’affiatamento di un duo che festeggia venti anni di attività, periodo durante il quale Daniela del Monaco e Antonio Grande hanno affrontato repertori molto diversi, spaziando dalla musica napoletana al Novecento classico, ricevendo sempre ottimi giudizi da parte di pubblico e critica, grazie ad un abbinamento vincente fra bravura e professionalità.
Anche in questa occasione hanno confermato la loro elevatissima caratura, dando vita ad un recital intenso e raffinato, riuscendo inoltre a superare alcuni problemi di natura logistica.
Riferendoci a quest’ultima osservazione, pensiamo che, nel momento in cui si decide di organizzare un evento musicale nell’ambito dell’apertura serale di un museo, bisognerebbe anche saperlo gestire.
Risulta quindi inconcepibile che una struttura così importante, abituata ad allestire mostre di altissimo livello, non sia in grado di preparare un programma di sala da distribuire ai presenti e, soprattutto, di fornire una degna sistemazione agli artisti, costretti ad esibirsi in un corridoio del piano terra (con gli altri lati percorsi da visitatori, ai quali non interessava affatto quanto si stava svolgendo nei dintorni, per cui vi era un vociare notevolmente fastidioso) e amplificati mediante un impianto abbastanza improbabile, che ha finito con il penalizzare gli interpreti.
In altre parole, si è caduti ancora una volta nell’ equivoco, divenuto ormai ovunque più regola che eccezione, che considera la musica e chi la fa di secondaria importanza, rispetto a location prestigiosissime, ma poco adatte (e usiamo un eufemismo) per essere utilizzate come contenitori di concerti.
Chiudiamo ricordando i bis eseguiti dal minimoEnsemble, la poco conosciuta e spiritosa “Serenata del cuoco” di E. A. Mario, datata 1913 e la celeberrima ‘A vucchella, frutto del connubio fra gli abruzzesi Gabriele D’Annunzio e Francesco Paolo Tosti, pubblicata da Ricordi nel 1907, con la quale il duo si è accomiatato dal pubblico entusiasta, dando appuntamento al 2 ottobre, quando si esibirà a Palazzo Zevallos nell’ambito del ciclo “I Suoni della storia”, organizzato dall’Associazione Alessandro Scarlatti.
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