Giovedì 4 agosto il “Ludwig Van Festival” chiude con la “Nona” di Beethoven

OPV + Castello dei CarraresiLa piazza d’armi dell’antico Castello dei Carraresi di Padova sarà lo straordinario scenario che ospiterà, giovedì 4 agosto, alle ore 21.30, la serata conclusiva, all’interno del “Castello Festival”, del “Ludwig Van Festival”, felicissimo progetto, realizzato con il sostegno di Fondazione Antonveneta, nel quale l’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta da Marco Angius, si è confrontata con l’esecuzione integrale delle nove Sinfonie di Beethoven.

Il “Castello Festival” è promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova.

Nelle straordinarie architetture del Castello risuoneranno le altrettanto straordinarie e immortali architetture musicali della Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 per soli, coro e orchestra di Beethoven.
Già la mattina di giovedì, alle ore 10.30, all’Orto Botanico, si potrà entrare nel mondo della Nona di Beethoven, grazie alla lezione/concerto che il Maestro Angius terrà insieme a OPV dedicata ad alcune pagine strumentali della Sinfonia (biglietto unico 8€, in vendita la mattina stessa a partire dalle ore 9.00).

Sul palco, insieme all’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Angius, il Coro del Friuli Venezia Giulia, preparato dal Maestro Cristiano Dell’Oste e le voci soliste dell’Accademia del Teatro alla Scala: il soprano Elisa Cho, il mezzosoprano Celeste Bang, il tenore Sehoon Moon e il basso Simon Lim.

La Nona sinfonia, eseguita per la prima volta nel 1824 a Vienna, riprende – come già la Quinta – una serie di temi e di abbozzi precedenti, provenienti da varie fasi della vita di Beethoven.
E questo ne fa un tentativo, molto umano, di “tenere tutto insieme”: i temi musicali come le stagioni della vita e le istanze esistenziali e metafisiche razionalmente inconciliabili.
Uno sforzo di sintesi che emerge in particolare dall’ultimo movimento, la cui forma riassume e concentra la forma di un’intera sinfonia.

E’ proprio all’ultimo movimento, alle parole dell’Inno alla Gioia di Schiller, e al celebre tema su cui sono messe in musica, che la Nona deve il suo valore di monumento dell’umanesimo, ovvero della promessa di liberazione dalle oppressioni interiori ed esteriori.
Una lettura sancita da alcune esecuzioni storiche, come quella del 1951 alla riapertura del festival di Bayreuth, diretta da Wilhelm Furtwängler, e soprattutto quella del 1989 a Berlino, diretta da Leonard Bernstein per celebrare la caduta del Muro, in cui la parola “gioia” venne sostituita, nel testo, con la parola “libertà”.
Non a caso già nel 1972 il tema dell’Inno alla Gioia era stato scelto come Inno d’Europa.

Ma questo agglomerarsi di significati simbolici intorno alla Nona è dovuto, oltre che ai suoi contenuti filosofici espliciti, anche al suo ruolo preminente nel mito di Beethoven come personaggio.
Il suo valore di culmine e insieme di punto finale della vita del grande artista, che oggi è riproposto in numerosi film (come il recente Io e Beethoven), all’inizio del Novecento ha addirittura dato luogo ad una sorta di superstizione intorno al numero nove, alimentata dal fatto che nell’opera di molti compositori (Mahler, Schubert, Bruckner, Dvořák, Vaughan Williams) la nona sinfonia è arrivata subito prima della morte o comunque è stata caricata di significati particolarmente forti.

Con tutto ciò, il successo della Nona si deve infine soprattutto alla sua straordinaria potenza comunicativa e musicale.
È una costruzione imponente e complessa in cui tutto si tiene al di là delle forme classiche e al di là di qualsiasi principio razionale; un viaggio sonoro in sé concluso ma allo stesso tempo aperto verso il mondo e ad esso permeabile.
L’ascolto della Nona è un’esperienza allo stesso tempo individuale e collettiva: è un rito durante il quale rivivono tutte le stratificazioni di significato che ha raccolto nel corso dei suoi quasi due secoli, ma è anche una discesa dentro sé stessi.
Un’esperienza ogni volta estremamente coinvolgente, sempre diversa e imprevedibile.

In caso di maltempo il concerto avrà luogo all’Auditorium Pollini.

Biglietti
Intero: 10 €
Ridotto: 7 € (abbonati 50a Stagione OPV e under35), bambini e ragazzi 3 € (under 14); in vendita online sul sito www.opvorchestra.it (solo biglietti interi) e la sera del concerto a partire dalle ore 20.00.

Info
www.opvorchestra.it
tel.: 049 656848-656626

Ufficio stampa
Studio Pierrepi
348-3423647
opvorchestra@studiopierrepi.it
www.studiopierrepi.it

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Giovedì 4 agosto 2016, ore 21.30 – Castello dei Carraresi (Padova)
“Ludwig Van Festival” – OPV e le 9 Sinfonie di Beethoven a Padova

Orchestra di Padova e del Veneto
Marco Angius, direttore
Coro del Friuli Venezia Giulia
Cristiano Dell’Oste, maestro del coro

Voci soliste dell’Accademia del Teatro alla Scala
Elisa Cho, soprano
Celeste Bang, mezzosoprano
Sehoon Moon, tenore
Simon Lim, basso

Programma

L. van Beethoven: Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 per soli, coro e orchestra
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