Dal 31 luglio al 2 agosto breve tour dei “Sonic Latitudes Nordic Experience”

Sonic Latitudes Nordic ExperienceSonic Latitudes, il sodalizio musicale formato dal pianista Marco Di Battista e dal chitarrista Franco Finucci, accoglie una ritmica di altissimo livello internazionale – vale a dire Arild Andersen al contrabbasso e Paolo Vinaccia alla batteria – per un tour breve quanto serrato a cavallo tra la fine di luglio e l’inizio di agosto.
I quattro musicisti, sotto la rivelatrice denominazione Sonic Latitudes Nordic Experience, si esibiranno infatti domenica 31 luglio 2016 alla Casa del Jazz di Roma (biglietto di ingresso: 10€), lunedì 1 agosto 2016 al Castello Piccolomini di Celano (ingresso libero) e, infine, martedì 2 agosto 2016 a La Lampara Jazz di Pescara (ingresso libero).

Marco Di Battista e Franco Finucci utilizzano la formazione di quartetto per proporre al pubblico la loro visione personale del jazz.
Le composizioni originali dei due leader si avvalgono di una scrittura singolare, dagli slanci improvvisativi spiazzanti e al contempo avvincenti.
L’incontro con Arild Andersen e Paolo Vinaccia, rispettivamente al contrabbasso e alla batteria, unisce alle composizioni e allo stile interpretativo dei due leader una miscela unica di energia e controllo, il sostegno di una sezione ritmica capace come poche altre di dialogare con i solisti e proporsi in prima persona nell’evoluzione del discorso musicale.
Sia come band leader che come sideman, Andersen e Vinaccia hanno dato un impulso importante al jazz europeo e rappresentano ormai da moltissimi anni un riferimento sicuro per la scena internazionale e, ad esempio, per il suono di un’etichetta storica come la ECM di Manfred Eicher.

La concezione orchestrale nel jazz è presente sin dalle sue origini, un pensiero sviluppatosi con spirito e intenzioni differenti nel corso del novecento.
Su questa falsariga, Sonic Latitudes rappresenta la summa delle esperienze musicali vissute da Di Battista e Finucci nel corso della loro carriera, la sintesi dello studio della storia e dell’impegno nella didattica, il riassunto del confronto con quanto propongono le spinte più attuali della musica creativa.
Intenzioni melodiche, dialogo tra i musicisti e spazio per le improvvisazioni nascono perciò dalla centralità della partitura, dall’utilizzo di arrangiamenti mirati e costruiti appositamente sulle esigenze e sui suoni della formazione: una musica fresca e capace di dare respiro alle personalità degli interpreti presenti sul palco, in grado di esaltare le qualità dei singoli per ottenere un risultato che sposta sempre il limite.

L’incontro con Andersen e Vinaccia rappresenta un ulteriore passo di questo percorso.
Con il loro intervento, nella musica di Sonic Latitudes si aggiungono elementi come il valore della libertà espressiva, una ricerca timbrica sempre in evoluzione, un confronto solido e mai scontato con la forma e con le necessità delle partiture: elementi utili per andare a cogliere ogni sottigliezza presente nei brani e per sviluppare in modo inatteso e proficuo le premesse contenute nella scrittura.

Sonic Latitudes on line
facebook: www.facebook.com/soniclatitudes
soundcloud: www.soundcloud.com/soniclatitudes

Video live on YouTube
Marco Di Battista & Franco Finucci, Ibn Battuta https://goo.gl/EL27wS
Marco Di Battista & Franco Finucci, Bouvet de Lozier https://goo.gl/Q33r3i

Rapporti con i media
Fabio Ciminiera
web: www.twitter.com/fabiociminiera
e-mail: fabiociminiera@jazzconvention.net
mob: +39.347.4098632

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Franco Finucci
Diplomatosi nel 1994 in Chitarra e in Jazz al Conservatorio Alfredo Casella dell’Aquila, Franco Finucci si dedica dopo varie esperienze musicali alla musica Jazz partecipando ai seminari di “Siena Jazz” dove studia con Tomaso Lama, Stefano Battaglia, Amedeo Tommasi e Bruno Tommaso e ai seminari “Mister Jazz” tenuti da Pat Metheny a Ravenna.
Ha studiato chitarra Jazz con Umberto Fiorentino, armonia e arrangiamento con Bruno Tommaso.
Nel 1998 partecipa al Master Class tenuto dal College “New England” di Boston studiando con Mick Goodrick, Jerry Bergonzi, Gary Chaffee, Joe Diorio e vincendo una borsa di studio per il “New England Conservatory of Boston”.
Si è esibito in Italia e all’estero collaborando con artisti quali Paolo Damiani, Stefano Di Battista, Dick Halligan, Max Ionata, Marco Di Battista e molti altri.
Collabora dal 2005 con Le Grand Tango Ensemble e l’Inspiracion Trio partecipando a Recital teatral-musicali scritti e diretti dall’autore e concertista Davide Cavuti che hanno visto la partecipazione dei più grandi attori italiani quali Michele Placido, Caterina Vertova, Paola Gassman e Giorgio Albertazzi.
Ha all’attivo varie incisioni discografiche e sue composizioni originali sono state eseguite in Italia e all’estero.
Ha scritto le musiche originali del Recital “Amores Amandi” messo in scena con gli attori Milo Vallone e Debora Caprioglio esibendosi in importanti Festival italiani.
Ha co-firmato, inoltre, gli arrangiamenti di spettacoli e recital teatrali con artisti del calibro di Ugo Pagliai, Edoardo Siravo e Vanessa Gravina.

Marco Di Battista
Marco Di Battista, pianista, arrangiatore e compositore jazz, è diplomato in jazz e popular music. Si è specializzato nei corsi invernali di Siena Jazz e nel 1993- 94.
Dal 1996, in qualità di didatta, insegna piano jazz, musica d’insieme, armonia jazz presso diversi istituti privati italiani.
Da Docente esterno ha insegnato, nell’ambito di un breve ciclo d’incontri, presso L’Università G. D’Annunzio di Chieti, facoltà di lettere ad indirizzo musicologico.
È docente di “storia del jazz” e “analisi delle forme jazz” presso il conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara e insegna “tecniche d’improvvisazione” presso il conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, inoltre presso questa stessa istituzione, nel 2012, è stato contitolare della cattedra di “storia del jazz”.
Sempre nel 2012 ha dato alle stampe il libro C-Minor Complex, un saggio analitico sull’opera di Lennie Tristano.
Del 2014 -15, i libri Improvvisazione jazz consapevole – volumi 1 e 2, testi che offrono numerosi strumenti per entrare in maniera informata e lucida nel mondo dell’improvvisazione.
Di Battista svolge regolare attività concertistica suonando in Italia e all’estero.
Ha collaborato con i più significativi musicisti della scena italiana ed internazionale. Dal 2014 coopera al progetto di elettronica sperimentale Soundscape’s Activity con cui ha inciso due album.
Ha registrato sei CD a suo nome ed è presente come “sideman” in molti lavori discografici.
Marco Di Battista appare come figura eminente del jazz italiano nei libri: “Dizionario del Jazz Italiano”, del giornalista, critico, saggista Flavio Caprera, ne’ “Le rotte della musica”, del giornalista e critico Fabio Ciminiera, in “Una carezza sulle ali: 78 interviste sulla musica jazz”, del critico musicale Guido Michelone.
Ha fondato nel 2000 e dirige tuttora il webmagazine Jazz Convention e, per la televisione, ha curato diversi programmi riguardanti il jazz come autore e come conduttore (Fusioni nel jazz, Jazz Convention on tv).
Ha scritto testi e musica per spettacoli teatrali di jazz tra i quali ricordiamo: Tracce di cera, breve storia del jazz all’interno dell’evoluzione dei supporti di registrazione.

Arild Andersen
Il contrabbassista norvegese Arild Andersen è uno dei personaggi più importanti della scena jazz scandinava ed è rinomato a livello internazionale.
Dopo aver iniziato la sua carriera musicale come chitarrista nel «The Riverside Swing Group» nella sua città natale Lillestrøm, Arild Andersen ha iniziato a suonare il contrabbasso nel 1964 e sin da subito è entrato a far parte delle band più in vista nella capitale norvegese.
È stato eletto miglior bassista per Jazznytt nel 1967: da quel momento la sua carriera è diventata sempre più importante, sin dal momento in cui è entrato a fare parte del Jan Garbarek Quartet, dal 1967 al 1973, insieme a Terje Rypdal e Jon Christensen.
Sin da quel momento le sue collaborazioni lo vedono a fianco dei musicisti più in vista del periodo come la cantante Karin Krog, George Russell, Don Cherry, Phil Woods, Dexter Gordon, Bill Frisell, Hampton Hawes, Johnny Griffin, Sonny Rollins, Sheila Jordan, Chick Corea, Ferenc Snétberger, Tomasz Stańko e molti altri.
La sua figura artistica rappresenta un riferimento solido nella scena norvegese e internazionale sia come sideman che con le formazioni a proprio nome, in particolare l’Arild Andersen Quartet e la band Masqualero, acclamata dalla critica e dal pubblico.
Apparso in moltissimi dischi, Andersen è titolare di oltre quindici registrazioni a proprio nome – pubblicate in massima parte dalla ECM e tutte di grande valore artistico.
Un percorso testimoniato dai premi che gli sono stati assegnati nel corso di tutta la sua carriera, dagli esordi fino ad oggi, e che dimostrano come abbia sempre cercato di innovare il proprio linguaggio e di non fermarsi alle tappe già acquisite.

Paolo Vinaccia
Paolo Vinaccia – batterista, percussionista e compositore – vive in Norvegia dal 1979.
Nel corso degli anni, Vinaccia ha lavorato con Terje Rypdal, Bendik Hofseth, Jan Eggum, Knut Reiersrud (nel gruppo Four Roosters), Gisle Torvik, Ole Amund Gjersvik e Jonas Fjeld, incidendo moltissimi dischi per le più prestigiose etichette di jazz, in particolare con la ECM di Manfred Eicher.
Ha suonato in concerto e registrato con Palle Mikkelborg, Mike Mainieri, Jon Christensen e David Darling. La lunga collaborazione con il contrabbassista Arild Andersen – con cui suona insieme stabilmente da anni – si è concretizzata di recente nel trio guidato da Andersen e completato dal sassofonista scozzese Tommy Smith. La formazione ha registrato due dischi – Live at Belleville (2008) e Mira (2014) – entrambi per ECM.
Vinaccia ha contribuito a più di 100 album e, insieme con Terje Rypdal, ha composto il lavoro commissionato per il Canal Street Jazz and Blues festival di Arendal nel 2006.
Per l’Oslo Jazz Festival 2015 gli è stato commissionato Judgement Day – According to Paul, un’esperienza audiovisiva unica in cui insieme al chitarrista Eivind Aarset ha invitato gli artisti David Solheim, Tord Knudsen e Erlend Sæverud ad utilizzare la Cattedrale di Oslo come “palcoscenico” unico e speciale per la manipolazioni audio e le proiezioni video realizzate su misura per l’occasione.
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