Il “Maggio della Musica” chiude la parte estiva con il trio Servillo-Mangalavite-Girotto

Trio Servillo-Girotto-MangalaviteLa sessione estiva della stagione 2016 del “Maggio della Musica” si è chiusa con il concerto del trio formato da Peppe Servillo (voce), Javier Girotto (sassofoni) e Natalio Mangalavite (pianoforte, tastiere e voce).
Al centro della serata, tenutasi nella veranda neoclassica di Villa Pignatelli, alcuni brani tratti dall’album “Parientes”, pubblicato dalla casa discografica Egea records lo scorso anno e terzo nell’ambito della collaborazione fra i tre musicisti, che sono stati proposti al numerosissimo pubblico presente.
Fra questi abbiamo ascoltato “Come si usa col ragù”, che abbinava un ritmo di tango alle “istruzioni” per ottenere uno fra i piatti più famosi della tradizione gastronomica napoletana e “Parientes”, alla base della filosofia dell’intero album, dove si sottolineavano le affinità fra gli italiani del Sud e gli argentini.
Non poteva mancare un riferimento a Piazzolla con “Chiquilín de Bachín”, nato dalla collaborazione fra l’autore argentino ed il poeta uruguaiano Horacio Ferrer, triste storia di un bambino (chiquilín) che per vivere vendeva rose ai clienti del ristorante Bachín di Buenos Aires, mentre Milonga sentimental ricordava molto da vicino lo stile di Paolo Conte e Calesita, affidata a Girotto e Mangalavite, permetteva a Servillo un attimo di sosta.
Per quanto riguarda gli interpreti, musicisti di livello internazionale, sono ormai diversi anni che suonano insieme per cui siamo di fronte ad un trio rodatissimo e di altissimo spessore.
Partendo da questo presupposto, al complesso della serata, contraddistinta inizialmente anche da problemi acustici, è forse mancata una certa unitarietà, ed il connubio tra ritmi sudamericani e reminiscenze di Paolo Conte e degli Avion Travel appariva talora forzato.
A ciò va aggiunto che i due racconti letti da Sorvillo durante il concerto, Lucas, il suo pudore e Legami di famiglia, tratti dal libro Un tal Lucas dello scrittore argentino, trapiantato a Parigi, Julio Florencio Cortázar, se da un lato hanno avuto il merito di mettere in evidenza uno dei massimi autori della letteratura latino-americana del Novecento, dall’altro risultavano piuttosto avulsi dal contesto perché, pur di ambientazione argentina, si caratterizzavano per la loro universalità.
Pubblico numerosissimo ed entusiasta, omaggiato da due bis, rivolti rispettivamente al repertorio di Domenico Modugno (‘U pisci spada) e Lucio Dalla (Felicità), che sono risultati fra i momenti più intensi e coinvolgenti dell’intera serata.
Dopo questo concerto il “Maggio della Musica” si concede una sosta e riprenderà ad ottobre, con la parte conclusiva principalmente focalizzata sul “Maggio del Pianoforte”, competizione giunta alla terza edizione, che porterà alla ribalta giovani promesse del pianismo internazionale.

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