A Convivio Armonico di Area Arte gli intriganti “Orizzonti Sonori” del maestro Marco Ciannella

Marco Ciannella 2
Prosegue al Museum Shop la rassegna “Musica nel Corpo di Napoli dal ‘600 ad oggi” nell’ambito di Convivio Armonico di Area Arte.
Questa volta il concerto, incentrato su un repertorio contemporaneo, ha avuto come protagonista il trio Orizzonti Sonori, formato da Rosa Montano (mezzosoprano), Egidio Mastrominico (violino), e Marco Ciannella nel duplice ruolo di pianista e compositore, in quanto la serata era rivolta interamente alla sua produzione, con diverse prime esecuzioni assolute.
In apertura abbiamo ascoltato il Preludio in blue 1 per pianoforte, seguito da tre movimenti (Melodia arcaica, Minuetto, Pavana), tratti dalla Suite per violino e pianoforte.
Toccava quindi ad Albero, primo fra i brani in programma che si affidavano ai testi “ermetici” di Salvatore Quasimodo, mediante una lirica contenuta in “Acqua e terre” (1930), volume di esordio del grande letterato, premio Nobel per la letteratura nel 1959.
Era poi la volta di altri tre pezzi per violino e pianoforte, Romanza, Passacaglia e Blue Waltz e della Song 2 per pianoforte, che precedevano un trittico per voce e pianoforte, nuovamente rivolto alla produzione di Quasimodo, formato da Questi rami, la celeberrima Ed è subito sera (costituita da una brevissima terzina, che prima di diventare un’opera a sé stante, chiudeva la più ampia poesia Solitudini, pubblicata in “Acqua e terre”) e L’angelo, inquietante ed enigmatica lirica inserita nella raccolta “Oboe sommerso” (1932).
Una dolce e struggente Ave Maria chiudeva l’interessante ed originalissimo programma che, nel suo complesso, ha fatto emergere le due anime antitetiche della produzione del maestro Ciannella.
Da una parte, infatti, abbiamo ascoltato composizioni che seguono uno stile molto vicino al minimalismo, nella reale accezione del termine (e quindi distante dalla paccottiglia ancora oggi classificata come “new age”), mentre dall’altra, in particolare nei pezzi legati a Quasimodo, si riscontravano forti affinità con il dodecafonismo di Dallapiccola.
Il tutto ottimamente sottolineato dai tre interpreti, il mezzosoprano Rosa Montano, immedesimatasi perfettamente nella poetica di Quasimodo, il violinista Egidio Mastrominico, che ha eseguito in duo con Ciannella i brani più melodici, e lo stesso compositore, che si è confrontato al pianoforte con le sue composizioni, da solo o con uno degli altri due esecutori, mostrando in questo secondo caso un ottimo affiatamento con entrambi.
In conclusione una serata dalla quale si evince che, per scrivere musica contemporanea accettata dal pubblico, non è obbligatorio rifugiarsi nella pochezza e nella banalità.
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