Martedì 12 luglio concerto della clarinettista Miriam Zeoli e del quartetto Hadimova nel Santuario di Maria SS. Incaldana di Mondragone (Ce)

Miriam ZeoliSerata evento nel Santuario dedicato a Maria SS. Incaldana di Mondragone (Ce), martedì 12 luglio, alle ore 20, quando sull’altare della mastodontica basilica si eleverà il clarinetto di Miriam Zeoli, esponente del magistero napoletano di Giovanni De Falco, docente del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli e il Quartetto d’archi Hadimova con Antonio Colica e Maria Rosaria Improta al violino, Andrea De Martino alla viola e Dario Nicola Orabona al violoncello.
La serata, promossa dall’Associazione Musicale Dragonis, saluterà due compositori a confronto, Wolfgang Amadeus Mozart e Igor Stravinskij.
Il programma verrà inaugurato da una gemma della letteratura clarinettistica, il Quintetto K. 581 in la maggiore composto da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1789 per il virtuoso Anton Stadler, è un lavoro pionieristico, perché il clarinetto era uno strumento di ideazione relativamente recente e non aveva un repertorio solistico significativo, e al tempo stesso un vertice assoluto.
Mozart ha esaltato la morbidezza e la duttilità dello strumento, le sue qualità cantabili e le sue agilità virtuosistiche, la sua capacità di integrarsi con l’organismo cameristico del quartetto per archi senza apparire come un corpo estraneo.
Nel vasto repertorio per clarinetto, uno dei brani più significativi è senza dubbio la raccolta dei Tre pezzi per clarinetto solo di Stravinskij, fulcro della seconda parte del programma.
Nato nel 1919, questo capolavoro è stato uno dei primi brani del novecento dedicati al clarinetto solista, dedicati ad un appassionato suonatore di questo strumento, il generoso mecenate di Winterthur, Werner Reinhard.
Il primo dev’essere suonato “Sempre p e molto tranquillo”, mentre l’ultimo reca l’indicazione “f d’un bout à l’autre”.
Il radicale contrasto tra i due pannelli estremi è mediato dall’episodio centrale, che manifesta non solo un’ampia tavolozza di colori, ma anche una sorta di mercuriale instabilità d’umore.
Stravinskij rinchiude in questa minuscola galleria di aforismi, mondi del tutto diversi.
Difficile, infatti, non sentire nel delicato modalismo del Primo, da suonare con il cupo e vellutato clarinetto in la, un’eco delle impressionistiche Lyriques japonaises, mentre il petulante pezzo finale, con le sue inflessioni popolaresche guarda, invece, al mondo sarcastico dell’Histoire du Soldat.

Ingresso libero

info: 3669138946

L’Ufficio Stampa della Associazione Musicale Dragonis
Olga Chieffi

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