Alberto Mammarella propone una interessante panoramica rivolta alla letteratura organistica tedesca

Alberto Mammarella 2Si è svolto, nella chiesa napoletana della Missione di S. Vincenzo de’ Paoli, un nuovo appuntamento con la decima edizione dei “Vespri d’organo”, organizzato dall’Associazione Trabaci, il cui direttore artistico e presidente è il maestro Mauro Castaldo.
Ospite del concerto Alberto Mammarella, confrontatosi con alcuni brani di autori tedeschi, noti e meno conosciuti, del Settecento e dell’Ottocento.
Apertura nel segno del sommo Johann Sebastian Bach (1685-1750), con la Toccata e fuga in re minore BWV 565, una delle composizioni più famose di tutta la storia della musica, seguita dal corale Wer nur den lieben Gott lässt walten BWV 647, tratto dai Corali Schübler, così chiamati dall’editore che li diede alle stampe intorno al 1748.
Era poi la volta del Concerto del Sig. Vivaldi appropriato all’organo, una delle numerose trascrizioni organistiche, effettuate su brani di musicisti famosi, da Johann Gottfried Walther (1684-1748), cugino di Bach e figura eclettica di compositore, organista e anche lessicografo, in quanto autore del Musicalisches Lexicon, contenente il significato di circa tremila vocaboli legati al campo musicale e le biografie di molti compositori.
La successiva Sonata in re minore, op. 65 n. 6, apparteneva alla raccolta di Sei sonate per organo che Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 – 1847) scrisse su commissione della casa editrice inglese Coventry & Hollier.
In realtà la richiesta ricevuta verteva su una serie di voluntary, genere tipicamente britannico, ma l’autore tedesco preferì comporre pezzi di ispirazione bachiana, che comunque furono accettati e stampati nel 1845.
Chiusura con le Variazioni e finale su “Ah, vous dirai–je, Maman”, op. 90 di Christian Heinrich Rinck (1770-1846), basate su un famoso motivo di una canzoncina popolare francese, pubblicate da Simrock nel 1828.
Nel complesso un programma quanto mai interessante e ben strutturato, che il maestro Alberto Mammarella ha eseguito con estrema bravura, grande rigore e notevole nitidezza (in particolare nella toccata bachiana e nella Sonata di Mendelssohn, dove si corre il serio rischio di sovrapposizioni sonore che non sempre aiutano l’ascoltatore), esaltando anche le potenzialità dell’organo Rotelli-Varesi, apparso molto adeguato al repertorio proposto.
Pubblico piuttosto numeroso e bis consistente in un breve corale bachiano, con il quale l’organista ha salutato calorosamente i presenti, contento sia della buona riuscita della serata, sia di aver avuto l’opportunità di ritornare in una città che ama.
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