Cambini: Sei quartetti per flauto ed archi, op. 24

Cambini - Quartetti per flauto ed archiLa biografia del livornese Giuseppe Cambini (1746-1825?) è caratterizzata da numerose zone d’ombra e, man mano che si tenta di aprire qualche nuovo spiraglio sulla sua vita, ci si rende conto come le poche notizie giunte fino a noi, attinte soprattutto dalla Biographie universelle des musiciens del belga Fétis, siano inventate di sana pianta.
Risulta quindi frutto di fantasia la vicenda del suo rapimento, da parte dei pirati, e della ritrovata libertà grazie al pagamento di un riscatto, versato da un nobile veneziano.
Così come falsi sono i contatti con Haydn, gli studi con padre Martini e la partecipazione, come violinista, ad un quartetto d’archi leggendario (aggettivo in tal caso quanto mai calzante), che comprendeva altri tre compositori, Manfredini, Nardini e Boccherini.
Di sicuro c’è, invece, l’arrivo a Parigi intorno al 1770, dove portò avanti una discreta carriera, fino agli ultimi anni del Settecento, quando rallentò decisamente la sua attività compositiva, per dedicarsi alla scrittura di trattati sull’interpretazione flautistica e violinistica.
Anche la data ed il luogo della sua dipartita non sono sicuri perché, secondo il sempre meno attendibile Fétis, l’autore morì nel 1825 all’ospedale Bicêtre di Parigi, mentre altre fonti sostengono che finì i suoi giorni in Olanda prima del 1818.
La produzione di Cambini è copiosissima e, solo in ambito cameristico, si contano 112 quintetti con due violoncelli, 149 quartetti d’archi e 18 quartetti per flauto ed archi.
Sei dei diciotto quartetti per flauto ed archi, appartenenti all’op. 24 e contraddistinti da un numero di catalogo che va da T. 145 a T. 150, sono stati recentemente incisi in un doppio cd dalla Brilliant Classics (distribuita in Italia da Ducale Music), ed affidati all’esecuzione del Quartetto DuePiùDue.
Si tratta di pezzi caratterizzati da due movimenti e concepiti nell’ambito del cosiddetto “stile galante”, fautore di un ritorno verso una musicalità caratterizzata da melodie di facile ascolto, al quale Cambini fornì un fondamentale apporto.
Riguardo al quartetto, che deve il suo nome al fatto di essere formato da due coppie di fratelli, i Parrino (Stefano al flauto e Francesco al violino) e gli Andriani (il violista Claudio ed il violoncellista Alessandro), si dimostra un ensemble molto affiatato ed equilibrato, fornendo una ottima lettura di brani, nati per andare incontro ai gusti del pubblico, ma non per questo banali.
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