L’Orchestra Giovanile Napolinova, ottimamente diretta da Felice Cusano, chiude la prima parte della sua stagione con uno splendido concerto

Concerto archi Orchestra Giovanile NapolinovaL’ultimo dei tre concerti della rassegna “I giovani e l’Orchestra” ha ospitato, nella meravigliosa cornice della chiesa di S. Anna de’ Lombardi, gli archi dell’Orchestra Giovanile Napolinova, diretti dal violinista Felice Cusano, che hanno proposto una serie di brani prevalentemente di raro ascolto.
La prima parte, durante la quale il maestro Cusano si è anche esibito come solista, fornendo un saggio della sua bravura, ha avuto inizio nel segno di Antonio Vivaldi (1678-1741) con il Concerto in mi minore per violino e archi op. 11, n. 2 RV 277, pubblicato nel 1729 e meglio noto come “Il Favorito”, appellativo dato dall’autore, specchio di un giudizio personale sulla composizione o, più presumibilmente, commento dedicato al suo strumento preferito.
Con l’Ave Maria per violino e archi di Aldo Cusano si passava ad un compositore contemporaneo, moderno ma molto moderato, autore anche dei successivi arrangiamenti per archi di tre pezzi appartenenti alla produzione del polacco Henryk Wieniawski (1835-1880), la Chanson polonaise, la Romanza dal Concerto n. 2 in re minore op. 22 per violino e orchestra e una Mazurka.
Ultimo brano in programma, prima dell’intervallo, il celeberrimo e struggente tema principale della colonna sonora del film di Steven Spielberg “Schindler’s List”, che fruttò a John Williams il premio Oscar nel 1994.
La seconda parte si è aperta con le Due melodie elegiache, op. 34 di Edvard Grieg (1843-1907), adattamento per orchestra d’archi di Hjertesår (Il cuore ferito) e Våren (L’ultima primavera) due dei Dodici lieder op. 33 per voce e pianoforte, scritti in precedenza dal compositore norvegese.
E’ stata poi la volta del celebre Intermezzo della “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni (1863-1945), seguito dalla poco frequentata ed ipnotica Lullaby (Ninna nanna) di George Gershwin (1898-1937) risalente al 1919, quando il compositore americano studiava con Edward Kilenyi senior, ungherese trapiantato negli USA.
Ultimi due pezzi in programma, l’Andante festivo di Jean Sibelius (1865-1957), nato come quartetto d’archi per celebrare il 25° anniversario della fondazione di una fabbrica di legnami e Kleftikos, scatenato ballo di gruppo, diffuso fra i briganti che si opponevano alla dominazione turca, posto a chiusura delle “Cinque danze greche” di Nikos Skalkottas (1904-1949).
Veniamo quindi ai protagonisti, cominciando dal maestro Felice Cusano, nel doppio ruolo di solista e direttore d’orchestra, entrambi svolti con la consueta bravura e professionalità.
Vale però la pena soffermarsi un attimo sul Cusano violinista, in quanto risulta uno degli ultimi rappresentanti, ancora in ottima forma rispetto a colleghi che farebbero bene a passare la mano, di una generazione che non si limitava a suonare le note presenti sullo spartito, ma abbinava il talento a studi intensi ed approfonditi, volti ad affinare la sensibilità esecutiva, trasmettendo al pubblico grandi emozioni.
Purtroppo oggi, fra le nuove generazioni, sono pochissimi i musicisti che rientrano in questa categoria e, contemporaneamente, molti appassionati hanno perso (o non hanno mai avuto) il ricordo di interpretazioni memorabili, per cui non si rendono conto del poco valore di artisti che, qualche decennio fa, difficilmente avrebbero avuto il permesso di calcare palcoscenici prestigiosi.
Riguardo agli archi dell’Orchestra Giovanile Napolinova, confrontatisi con un programma quanto mai vario, hanno evidenziato versatilità, compattezza ed affiatamento notevoli, oltre a sonorità, in molti casi, di grande raffinatezza, sulle quali risultava evidente l’impronta del maestro Cusano.
Pubblico numeroso, attento e, alla fine, giustamente entusiasta, che ha chiesto a gran voce il bis, ottenendo la riproposizione dell’evocativo Intermezzo da “Cavalleria rusticana”, quanto mai adatta a chiudere nel migliore dei modi un bellissimo concerto.
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