Ai “Vespri d’Organo” un trio sorrentino di grande spessore

Organo Rotelli-Varesi

Organo Rotelli-Varesi della chiesa della Missione di S. Vincenzo de’ Paoli

Nella chiesa della Missione di S. Vincenzo de’ Paoli si è tenuto il quinto appuntamento della X edizione della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, organizzata dall’Associazione Trabaci e affidata alla direzione artistica del maestro Mauro Castaldo.
Il concerto ha ospitato tre artiste sorrentine, Olga e Ilena Cafiero (soprani) e l’organista Olga Laudonia, che hanno proposto un programma costituito dall’alternanza fra pezzi per voci soliste ed organo e brani per organo solo.
L’apertura è stata rivolta al Laudamus te, duetto dal Gloria RV 589 di Antonio Vivaldi (1678-1741), composto intorno al 1713 per il Pio Ospedale della Pietà di Venezia, dove l’autore fu attivo per circa trenta anni.
Il successivo trittico mozartiano comprendeva l’Andante (Tu virginum corona) e l’Allegro (Alleluja), tratti dall’ Exsultate Jubilate K. 165, scritto nel 1773 per il castrato Venanzio Rauzzini, inframmezzati dall’Adagio in do minore KV. 356, trascrizione organistica del Quintetto per glassarmonica, flauto, oboe, viola e violoncello, composto per Marianne Kirchgessner, grande virtuosa dell’armonica a bicchieri, divenuta cieca all’età di quattro anni.
Toccava quindi alla Sonata in do minore op. 65 n. 2 di Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809–1847), appartenente ad un totale di sei sonate, frutto di una commissione della casa editrice inglese Coventry & Hollier, che in realtà aveva richiesto all’autore tedesco alcuni voluntary, ma pubblicò ugualmente la raccolta nel 1845.
Era poi la volta dell’ Ave Maria per soprano e organo in la maggiore del francese Camille Saint-Saëns (1835-1921), concepita nel 1865 e dedicata all’allieva Marie Félicie Clémence de Reiset, nota anche come la viscontessa di Grandval, considerata fra le compositrici di maggior spicco della seconda parte dell’Ottocento.
Con Prayer di Alfred Hollins (1865-1942), risalente al 1899, siamo passati ad un musicista britannico praticamente sconosciuto, cieco dalla nascita e dotato di grandissimo talento.
I suoi studi iniziali furono rivolti al pianoforte e si perfezionò con Hans von Bülow in Germania, ma si dedicò poi all’organo, sia come interprete che come autore.
Ultimi due brani eseguiti, il giovanile Salve Regina di Giacomo Puccini (1858-1924), su testo di Antonio Ghislanzoni, che in seguito venne inserito nella sua prima opera “Le Villi” e una suggestiva Ave Maria di autore ignoto del primo Novecento.
Per quanto riguarda le interpreti, sia Ilena che Olga Cafiero, contraddistinte da una differente vocalità (dai toni più acuti quella di Ilena), si sono dimostrate all’altezza delle complesse composizioni eseguite, evidenziando una costante tensione, grande bravura e un ottimo affiatamento fra loro (nei duetti) e con l’organista Olga Laudonia.
Quest’ultima, che conosciamo ed apprezziamo da molti anni, ha sfruttato le potenzialità dell’organo Rotelli-Varesi, fornendo l’ennesima prova del suo valore e si è confrontata splendidamente con un programma che, accanto a musicisti famosi, poneva compositori praticamente sconosciuti quali il britannico Hollins, o addirittura ignoti, come l’autore della conclusiva Ave Maria per due voci ed organo, brano il cui spartito è stato ritrovato in una sagrestia da Olga Laudonia, privo di riferimenti, durante una delle sue tante ricerche portate avanti fra archivi, biblioteche e chiese.
Pubblico numeroso e visibilmente soddisfatto, al quale il trio ha offerto come bis l’Iste confessor, tratto dalla “Selva morale e spirituale” di Monteverdi, degna chiusura di un bellissimo concerto.
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