Due Stabat Mater della Scuola Napoletana al centro del concerto pasquale del Conservatorio di San Pietro a Majella

Foto Max Cerrito

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Il concerto pasquale del Conservatorio napoletano di San Pietro a Majella ha proposto, nella Sala Scarlatti, due Stabat Mater di altrettanti autori della Scuola Napoletana, preceduti dalla sequenza Victimae Paschali Laudes.
Il primo, a tre voci con strumenti, risalente al 1750 e proposto nella revisione di Roberto De Simone, apparteneva a Girolamo Abos (1715-1760), autore maltese nato a La Valletta, ma trasferitosi a Napoli nel 1729, dove studiò al conservatorio di S. Onofrio a Porta Capuana con Prota e Feo e, in seguito, ricoprì numerosi incarichi di prestigio, sia come docente (ebbe fra i suoi allievi, quando insegnava al Conservatorio della Pietà de’ Turchini, Nicola Sala e Giovanni Paisiello), sia in qualità di maestro di cappella e organista.

Foto Max Cerrito

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L’altro Stabat Mater era invece di Giovanni Paisiello (1740-1816), che nel 1810 utilizzò l’identica versione del capolavoro scritto da Pergolesi nel 1735, rinforzandolo con diversi strumenti a fiato e due voci maschili, alle quali affidò alcune parti dell’originale, abbassate di un’ottava.
Indubbiamente due lavori interessanti, ma se quello di Abos era intenso e ricco di spiritualità, lo Stabat di Paisiello, pur lasciando inalterata la struttura pergolesiana, finiva per impoverirne la drammaticità, in quanto l’uso dei fiati indirizzava l’insieme verso effetti eccessivamente operistici.
Per quanto riguarda gli interpreti, è apparsa innanzitutto molto suggestiva la breve apparizione del Coro di voci bianche “La Pietà dei Turchini”, diretto da Emanuela Di Pietro, confrontatosi con il Victimae Paschali tratto dal repertorio gregoriano.
Molto bravi sono risultati i solisti Clementina Regina, Paola Bellofatto, Claudia Calabrese, Tonia Lucariello, Rossana Giardullo, Giovanni Castagliuolo, Carlo Feola (le prime tre protagoniste nel brano di Abos), supportati al meglio dall’Orchestra San Pietro a Majella, ben diretta dal maestro Gian Luigi Zampieri.
Alla fine grande e meritato successo, che si è rinnovato il giorno seguente, quando il concerto è stato replicato nel Salone delle Feste del Museo di Capodimonte, grazie alla collaborazione iniziata di recente fra Sylvain Bellenger, direttore del suddetto museo, ed il maestro Elsa Evangelista, direttrice del Conservatorio napoletano, intesa che nei prossimi mesi riporterà stabilmente la musica in questo luogo di vasto respiro artistico.
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