“Intrecci per un Miserere” ottimo contributo della Fondazione Pietà de’ Turchini alla Giornata Europea della Musica Antica

Intrecci per un MiserereLa Fondazione Pietà de’ Turchini ha partecipato anche quest’anno alla Giornata Europea della Musica Antica, istituita dal REMA (Rete Europea della Musica Antica), con un concerto intitolato “Intrecci per un Miserere”, concepito dal musicologo tedesco Michel Pauser, che si è occupato anche della revisione delle partiture (in collaborazione con il professor Paologiovanni Maione).
L’appuntamento ha proposto tre Miserere, scritti nel Settecento, preceduti da una breve introduzione curata da “I cantori del Miserere di Sessa Aurunca”.
Il Miserere iniziale era di Antonio Lotti (1667-1740), che svolse gran parte della sua attività a Venezia, dove portò avanti una carriera prestigiosa come compositore, organista e docente.
La sua produzione venne rivolta a lavori sia sacri che profani, e fra i primi uno dei più famosi è il Miserere in re minore per coro a 4 voci, ascoltato nell’occasione e risalente al 1733.
Il successivo Miserere in do minore per soli, doppio coro a 8 voci, coro di voci bianche e basso continuo apparteneva invece a Leonardo Leo (1694-1744), fra i principali rappresentati della “Scuola Napoletana”.
Nato a S. Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi, studiò al Conservatorio della Pietà de’ Turchini con Provenzale e Fago.
In seguito divenne docente nel medesimo conservatorio, avendo allievi del calibro di Jommelli e Piccinni e fu anche maestro della Real Cappella e apprezzato organista.
Nonostante sia stato autore di numerosi “drammi in musica”, i suoi brani religiosi sono caratterizzati da uno stile raccolto e incline alla severità, diverso da quello operistico adottato dalla maggior parte dei suoi colleghi in tale ambito, come si è potuto apprezzare ascoltando questo Miserere, che fece il suo esordio nel 1739 e, fino agli anni ‘20 del Novecento veniva ancora eseguito a Napoli durante i riti della Settimana Santa.
Dalle due precedenti composizioni attinse a piene mani Niccolò Jommelli (1714-1774), per il suo Miserere in re minore per soli, coro e basso continuo, proposto in prima esecuzione moderna.
Sei delle undici parti che lo compongono sono infatti molto affini, o addirittura identiche, ai rispettivi movimenti dei brani di Lotti e Leo, mentre le altre cinque potrebbero anche avere come riferimento pezzi che attualmente non si conoscono, per cui questo primo Miserere di Jommelli, datato 1750, risulta una sorta di “assemblato”.
Da qui il titolo dato alla serata che, oltre a riferimenti strettamente musicali,
considerava il fatto che Jommelli, come accennato in precedenza, fu allievo di Leo ed inoltre, per circa tre anni, soggiornò a Venezia, dove venne nominato maestro di cappella dell’Ospedale degli Incurabili (all’epoca uno dei conservatori più importanti), stesso incarico ricoperto da Lotti qualche decennio prima, per cui è ipotizzabile una conoscenza diretta delle partiture di quest’ultimo.
Per quanto riguarda i protagonisti, partiamo da “I cantori del Miserere di Sessa Aurunca” Rosario Ago, Domenico Cresce e Giovanni Loffredo, che hanno fornito un saggio della loro bravura e, non a caso, è stata recentemente avanzata una richiesta ufficiale all’Unesco, per ottenere l’inserimento del Canto del Miserere di Sessa Aurunca nell’elenco delle voci che costituiscono il patrimonio immateriale dell’Umanità.
Dal canto suo, il Coro della Pietà de’ Turchini, presente con alcuni componenti nel Miserere iniziale, e al gran completo negli altri due brani, si è confermato compagine compatta ed affiatata, così come estremamente positivo è risultato l’esordio del Coro di Voci Bianche di San Rocco.
Entrambi erano ottimamente diretti dal maestro Davide Troìa e accompagnati all’organo da Emanuele Cardi, solista di fama internazionale.
Concludendo, una serata molto interessante dal punto di vista storico-musicale che, oltre a proporre brani sacri di notevole intensità, ha evidenziato una serie di collegamenti, meritevoli di ulteriori approfondimenti, fra Jommelli e alcuni suoi predecessori.
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