Buxtehude – Membra Jesu Nostri

Buxtehude Membra Jesu NostriDanese di nascita, Dietrich Buxtehude (1637-1707) si spostò a trentun anni in Germania, dove portò avanti una carriera prestigiosa, al punto da essere considerato uno dei massimi organisti di tutti i tempi.
La sua influenza fu notevole anche sul giovane Bach che, nel 1705, percorse a piedi più di 400 chilometri per recarsi da Arnstadt, dove lavorava, a Lubecca, città nella quale Buxtehude ricopriva il ruolo di organista titolare della Marienkirche.
Non si sa se i due si incontrarono e, al proposito, Johann Nikolaus Forkel, nella sua biografia di Bach, afferma solo che quest’ultimo fu “ascoltatore segreto” di Buxtehude, allo scopo di carpirgli i segreti del mestiere.
Tale episodio ci fa comprendere l’enorme fama raggiunta ai suoi tempi da Buxtehude in qualità di esecutore, sicuramente pari alla notorietà che aveva come musicista ed animatore della vita musicale di Lubecca.
Un esempio della produzione dell’autore tedesco-danese è rappresentato da Membra Jesu Nostri BuxWV 75, considerato il primo oratorio luterano della storia, recentemente inciso dalla Stradivarius (distribuita in Italia da Milano Dischi).
Risalente al 1680, fu scritto in omaggio all’amico Gustav Düben, organista di Stoccolma, che ebbe poi il merito di custodire molti dei manoscritti di Buxtehude giunti fino ai giorni nostri.
La maggiore particolarità consiste nel fatto che la composizione servì all’autore per testimoniare la sua adesione al Pietismo, movimento nato nel XVII secolo, teso a rigenerare il Luteranesimo mediante una forte componente mistica.
Per affermare le sue convinzioni religiose, Buxtehude si avvalse dei testi in latino della Rhythmica Oratio, raccolta formata da sette brevi poemi, ognuno dei quali dedicato alla contemplazione di una parte del corpo del Cristo crocifisso, che si deve presumibilmente ad Arnolfo di Lovanio, monaco cistercense del XIII secolo.
Nel complesso l’oratorio, ricco di simbolismi, a cominciare dalla ripetuta presenza del numero sette (con i suoi vari significati mutuati sia dalle filosofie orientali che dall’esoterismo), si caratterizza per una serie di brani di forte intensità, molto aderenti alle suggestioni legate al tema descritto.
Il tutto risulta ben sottolineato dalla magistrale interpretazione del RossoPorpora Ensemble, compagine vocale-strumentale diretta da Walter Testolin, che evidenzia un lavoro di altissimo livello, concepito da un compositore oggi eccessivamente in ombra rispetto al suo effettivo valore.
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