Dal 13 al 20 marzo ritorna al Teatro di San Carlo l’ultimo capolavoro di Giuseppe Verdi “Falstaff”, ispirato a William Shakespeare per un omaggio a Luca Ronconi nell’anno delle celebrazioni shakespeariane

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“Tutto nel mondo è burla.
L’uom è nato burlone,
La fede in cor gli ciurla,
Gli ciurla la ragione.
Tutti gabbati! Irride
L’un l’altro ogni mortal.
Ma ride ben chi ride
La risata final.”

Falstaff, finale atto III e finale dell’opera

È l’ultimo Falstaff firmato da Luca Ronconi ad aprire domenica 13 marzo ore 17.00, le celebrazioni shakespeariane al Teatro di San Carlo, in occasione dei 400 anni dalla morte del drammaturgo inglese (1564-1616).
Una produzione molto apprezzata dell’ultimo capolavoro verdiano (1893), che intende anche rendere omaggio a Luca Ronconi (1933 – 2015), a un anno di distanza dalla sua scomparsa.
L’allestimento, in coproduzione con il Teatro Petruzzelli di Bari e con la l’Opera di Firenze/Maggio Musicale Fiorentino, si avvale delle scene di Tiziano Santi, dei costumi di Maurizio Millenotti e delle luci di A. J. Weissbard.
Dal marzo 1894, Falstaff è andato in scena al Massimo napoletano 13 volte, per 72 recite, l’ultima volta nel dicembre 2006 per la regia di Arnaud Bernard.

Nell’alternanza del cast, nelle sette recite in programma (da domenica 13 marzo a domenica 20 marzo), Roberto de Candia e Elia Fabbian si alterneranno nel ruolo di Falstaff, Ford avrà la voce di Fabian Veloz e Stefano Antonucci, Antonio Poli e Leonardo Cortellazzi interpreteranno Fenton, mentre il Dott. Cajus sarà Cristiano Olivieri.
E ancora, Ainhoa Arteta e Eva Mei impersoneranno Mrs Alice Ford, Rosa Feola la giovane Nanetta, Enkelejda Shkoza e Barbara Di Castri vestiranno i panni di Mrs Quickly mentre il ruolo di Meg Page sarà ricoperto da Marina Comparato e Annunziata Vestri, infine Bruno Lazzaretti e Gianluca Sorrentino nel ruolo di Bardolfo e Raffaele Sagona in quello di Pistola.
A dirigere i complessi artistici sancarliani l’autorevole bacchetta di Pinchas Steinberg.

“ ‘Tutto nel mondo è burla’ e sono tutti gabbati – spiega Pinchas Steinberg- Tutto è molto sottile, l’ironia è sviluppata con estrema intelligenza ed altrettanto pudore, non c’è volgarità. Il libretto di Arrigo Boito, calzante musicalmente, per me è un caso unico nella storia della musica. In orchestra abbiamo cercato di creare un’atmosfera sognate, magica. Quest’opera è come l’ingranaggio perfetto di un orologio. È una questione meccanica perfettamente costruita, e tutto dipende dalla parola, che comanda sempre.”
La lettura “definitiva” del Falstaff compiuta da Ronconi – si tratta dell’ultimo allestimento del capolavoro verdiano firmato dal grande regista – è affidata per la ripresa a Marina Bianchi.
“Falstaff – spiegava Luca Ronconi nel 2013, quando questa produzione ha debuttato – è un personaggio astorico. È vero che appare burlone, ma è anche burlato; vive di espedienti, ma è anarchico, è squattrinato e vuole fare soldi. È vecchio, ma si sente giovane, e quindi risulta un po’ mitomane. Insomma, è tantissime cose: a me non dispiace vedergli dentro anche una sorta di infantilismo, come quelli che passano da collere furibonde a folgorazioni immediate. Quindi un carattere non estremamente coerente…”

Commedia lirica in tre atti su libretto di Arrigo Boito ispirato da The merry Wives of Windsor e da The History of Henry the Fourth di William Shakespeare, Falstaff, ultima fatica di un Verdi ottuagenario, andò in scena per la prima volta alla Scala di Milano il 9 febbraio del 1893.
Già tre anni prima, nel 1890, Verdi scriveva a Gino Monaldi: «Sono quarant’anni che desidero scrivere un’opera comica, e sono cinquant’anni che conosco Le allegre comari di Windsor».
Dopo aver dedicato tutta la sua vita al melodramma dunque, con Falstaff, Verdi ritorna all’opera comica, dal lontano 1840, quando Un giorno di regno non incontrò il favore del pubblico.

In Falstaff invece, con un libretto sofisticato, sottile, e ricco di giochi parole, l’ironia e lo sguardo della maturità permettono a Verdi di evitare i pezzi chiusi, di giocare ad autocitarsi e di chiudere la sua carriera con una fuga, “Tutto nel mondo è burla”, che è un vero testamento artistico, alla fine di un’epoca e quasi agli albori del XX secolo.

Ufficio Stampa
Fondazione Teatro di San Carlo
Via San Carlo n. 98/F – 80132 Napoli
Tel. + 39 081 797 2301 – 202
www.teatrosancarlo.it
ufficiostampa@teatrosancarlo.it

Falstaff

Falstaff, commedia lirica in tre atti
Musica di Giuseppe Verdi
Libretto di Arrigo Boito
Direttore: Pinchas Steinberg
Regia: Luca Ronconi (ripresa da Marina Bianchi)
Scene: Tiziano Santi
Assistente alle scene: Alessia Colosso
Costumi: Maurizio Millenotti
Assistente ai costumi: Tiziano Musetti
Luci: A. J. Weissbard
Assistente alle luci: Pamela Cantatore

Interpreti

Sir John Falstaff, Roberto de Candia (13, 15, 17 e 20 Marzo) / Elia Fabbian
Ford, Fabian Veloz (13, 15, 17 e 20 Marzo) / Stefano Antonucci (16, 18 e 19 Marzo)
Fenton, Antonio Poli (13, 15, 17 e 20 Marzo) / Leonardo Cortellazzi
Dott. Cajus, Cristiano Olivieri
Mrs Alice Ford, Ainhoa Arteta (13, 15, 17 e 20 Marzo) / Eva Mei
Nannetta, Rosa Feola
Mrs Quickly, Enkelejda Shkoza (13, 15, 17 e 20 Marzo) / Barbara Di Castri
Mrs Meg Page, Marina Comparato (13, 15, 17 e 20 Marzo) / Annunziata Vestri
Bardolfo, Bruno Lazzaretti (13, 15, 17 e 20 Marzo) / Gianluca Sorrentino
Pistola, Gabriele Sagona

Allestimento del Teatro di San Carlo in coproduzione con il Teatro Petruzzelli di Bari e con la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Teatro di San Carlo
Domenica 13 Marzo 2016 ore 17.00 (Turno A)
Martedì 15 Marzo 2016 ore 20.00 (Turno C / D)
Mercoledì 16 Marzo 2016 ore 20.00 (fuori abbonamento)
Giovedì 17 Marzo 2016 ore 18.00 (Turno B)
Venerdì 18 Marzo 2016 ore 20.30 (fuori abbonamento)
Sabato 19 Marzo 2016 ore 19.00 (fuori abbonamento)
Domenica 20 Marzo 2016 ore 17.00 (Turno F)
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