La musica elettronica “risuona” a Castel S. Elmo

Foto Max Cerrito

Foto Max Cerrito

L’Associazione Alessandro Scarlatti ha dedicato alla musica elettronica un concerto che ha avuto come protagonisti alcuni allievi dei Conservatori di Napoli e Salerno, nell’ambito dello ScarlattiLab\Electronics, laboratorio diretto dai maestri Agostino Di Scipio e Giancarlo Turaccio.
La serata, dal titolo “Risonanza2”, richiamava l’appuntamento tenutosi nella scorsa stagione, incentrato anche allora su un concetto, quello della “risonanza”, presente in varie branche disciplinari e legato, in ambito musicale, a tutto ciò che riguarda la produzione, la trasmissione e la fruizione del suono (dagli strumenti impiegati, allo spazio utilizzato per la performance esecutiva).
Un primo esempio di quanto abbiamo tentato di descrivere, era costituito dalle tre installazioni (due delle quali concepite in prima assoluta per l’occasione), poste lungo il percorso che accompagnava gli spettatori verso l’auditorium di Castel S. Elmo.
Nell’ordine si incontravano Stati di aggregazione, installazione formata da tre damigiane, terriccio, acqua, aria, sistema di elettronica dal vivo di Massimo Scamarcio (1977), Studio del rumore di fondo (Ecosistemico Udibile n. 3a) di Agostino Di Scipio (1962), costituita da microfoni, altoparlanti, elaborazione numerica del segnale e Solenoidi studio #1 / feedback e risonanze di Cristian Sommaiuolo (1983) e Dario Casillo (1969), ottenuta impiegando solenoidi, elettrocalamite, piccoli altoparlanti ed elaborazione numerica del segnale.
Il concerto ha avuto inizio con Proiezioni sonore, strutture per pianoforte, risalente al 1955/56, opera di Franco Evangelisti (1926–1980), prestigioso rappresentante dell’avanguardia italiana, oscillante fra procedimenti seriali e “alea controllata”.
Era poi la volta di una serie di brani, tutti in prima assoluta, a partire da Rumble, per pianoforte, percussioni ed elettronica (2015/16) di Pantaleo Leonfranco Cammarano (1985), seguito da Corpi diramanti, per percussioni di Rosalba Quindici (1976), Luceat, per pianoforte e percussioni di Bernardo Maria Sannino (1984), Dimensioni. In memoria di gesti, per percussioni ad libitum ed elettronica di Chiara Mallozzi (1988) e, a chiusura della prima parte Due studi sulla risonanza, per quattro gruppi strumentali e amplificazione di Lorenzo Pone (1987), suddiviso in due movimenti, Liebeslied e Les cloches sans maître, omaggio quest’ultimo a Pierre Boulez, recentemente scomparso, autore del brano Le Marteau sans maître.

Installazione di Cristian Sommaiuolo e Dario Casillo - Foto Max Cerrito

Installazione di Cristian Sommaiuolo e Dario Casillo – Foto Max Cerrito

Dopo un breve intervallo toccava a Spin, per due percussionisti e suoni elettronici di Giancarlo Turaccio (1967), datato 2003, che precedeva un’altra prima assoluta, Anelli cromatici, per elettronica dal vivo, pianoforte e percussioni di Salvatore Carannante (1985).
Ultimo brano in programma Solo aus dem klavierquartett, per cavo sospeso e 5 risonatori (1993/94) di Mario Bertoncini, classe 1932, basato sull’impiego di strumenti quali pianoforte, gong tibetano, lastra di bronzo, collegati da corde lunghe, sottili e resistenti, dalle quali l’esecutore traeva suoni piuttosto particolari mediante l’uso di uno o due archetti.
Riguardo ai brani ascoltati, quello iniziale aveva soprattutto una valenza storica, essendo stato scritto più di mezzo secolo fa, mentre quello conclusivo, eseguito dall’autore, evidenziava sia alcuni possibili sbocchi di una musica sicuramente particolare, sia l’indiscutibile genialità del maestro Bertoncini e delle sue creazioni, che abbinano sonorità ed arte visiva.
Buoni anche gli altri pezzi, che hanno mostrato come tutti i compositori, molti dei quali giovanissimi, posseggano ottime basi per proseguire sulla strada intrapresa, tendendo magari a distinguersi in modo un po’ più netto (e, a tale scopo, la performance di Bertoncini può essere di aiuto).
Ricordiamo, infine il gruppo, che ha fornito il suo ottimo contributo alla riuscita della serata, formato da Chiara Mallozzi (violoncello e regia del suono), Lucio Miele e Giuseppe Costa (percussioni) e dai pianisti Lorenzo Pone, Bernardo Maria Sannino, e Pantaleo Lanfranco Cammarano, quest’ultimo impegnato anche nella regia del suono insieme a Salvatore Carannante, Agostino Di Scipio e Giancarlo Turaccio.
In conclusione un concerto fuori dagli schemi consueti che, per questo motivo, ha ottenuto discrete adesioni fra le giovani generazioni, mentre è stato disertato dal pubblico tradizionale.
_________________________________________________________

Seguici su Facebook:

Critica Classica

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo
tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band.
Acquistalo su:

ascoltalo GRATIS su:SPO

…e molti altri network in tutto il mondo! per scoprirli clikka qui

Questa voce è stata pubblicata in Recensioni concerti e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.