La decima edizione dei “Vespri d’organo” inizia nel segno della musica corale

Foto Fulvio Calzolaio

Foto Fulvio Calzolaio

Si è svolto, nella Chiesa dell’Immacolata al Vomero, l’appuntamento inaugurale della decima edizione di “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, rassegna organizzata dall’Associazione Trabaci.
All’evento hanno partecipato i maestri Mauro Castaldo (direttore artistico e presidente dell’Associazione Trabaci), Nicola Florio e Giovanni Picciafoco, che si sono avvicendati all’organo, ed alcune realtà corali della Campania quali “I Cantori Gregoriani” ed il Coro della Cattedrale di Cerreto Sannita, diretti dal M° Elvira Landino, il Coro della Cattedrale di Pozzuoli, diretto da don Giovanni Varriale, “I Cantori del Plebiscito” ed il Coro Bellaruss, diretti dal M° Rosa Montano ed il Coro “Beata Virgo Maria” della chiesa dell’Immacolata al Vomero, diretto dal M° Elena Scala.
La serata è stata suddivisa in due momenti separati.
Nel primo, i cori hanno accompagnato la funzione liturgica che precedeva il concerto vero e proprio, eseguendo alcuni brani legati alle diverse parti della messa.
In particolare spiccavano il Kyrie, il Sanctus e l’Agnus Dei, tratti dalla Missa op. 180 del veneto Luigi Bottazzo (1845-1924), autore di una notevole produzione sacra che meriterebbe un maggiore approfondimento, ed il celebre Celtic Alleluia dell’irlandese Fintan O’Carroll (1922-1981).
Non sono comunque mancati pezzi per organo solo, fra i quali una pregevole trascrizione, curata dal maestro Giovanni Picciafoco, dell’Agnus Dei di Johann Sebastian Bach (dalla Messa BWV 232) ed il Preludio e Fuga in si bemolle maggiore di Johann Kuhnau (1660-1722).
Nella seconda parte i singoli cori hanno interpretato, in successione, alcuni brani “a cappella”, appartenenti ad un repertorio che andava dal gregoriano ai nostri giorni.
E’ stata poi la volta del maestro Mauro Castaldo, che ha suonato la sua Toccata per organo, prima del finale dove le compagini, riunite in un unico coro, costituito da più di cento elementi, si sono confrontate con alcuni classici della tradizione sacra come l’Ave Verum di Mozart, Ecce Panis di don Lorenzo Perosi, Jesus bleibet meine Freude di Bach (dalla cantata BWV 147) e Laudate Dominum, dall’oratorio “Giuda Maccabeo” di Haendel.
In complesso una serata interessante, trasformatasi anche in un’occasione di confronto, scambio e quindi arricchimento reciproco fra i protagonisti, sicuramente ben riuscita grazie alla passione ed all’energia profuse da tutti i partecipanti, che ha anche attirato un discreto numero di persone, il che fa ben sperare per il prosieguo della rassegna.
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