Pigovat: Holocaust Requiem

Copertina cd Pigovat - Holocaust RequiemNonostante siano trascorsi più di 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il ricordo del dramma dell’Olocausto è fortunatamente ancora vivo anche in ambito musicale.
Quest’anno il “Giorno della Memoria” ci offre l’opportunità di segnalare un recente cd della Naxos (casa distribuita in Italia da Ducale Music) incentrato su Holocaust Requiem di Boris Pigovat, autore nato ad Odessa nel 1953 e vissuto nel Tagikistan che, dal 1990 risiede in Israele.
Il lavoro, che risale al 1995, era stato inizialmente concepito come un affresco grandioso per soli, coro e orchestra, accompagnato anche da una voce recitante, chiamata a leggere testi relativi al tragico argomento, il tutto suddiviso secondo la classica sequenza di una Messa da requiem.
Successivamente Pigovat ha cambiato idea, in quanto ha ritenuto che, sia l’utilizzo della parte recitata, sia l’impiego di sonorità massicce, rischiavano di distogliere l’ascoltatore, e quindi si è limitato ad un brano per viola solista (strumento considerato vicino alla voce umana) ed orchestra.
Ha però voluto lasciare le indicazioni della Messa, per cui i quattro movimenti che si susseguono (Requiem aeternam, Dies Irae, Lacrimosa e Lux aeterna), di grande impatto emotivo, risultano collegati alla sequenza propria di un requiem.
Il disco si completa con la “prima registrazione mondiale” di Poem of Dawn (“Il Poema dell’Alba”), ispirato al libro del russo Nikolaj Kun “Leggende e Miti dell’Antica Grecia”, scritto nel 2010 da Pigovat per la violista Anna Serova.
Il brano presenta, in parte, reminiscenze legate a Debussy, ma appare soprattutto affine al romanticismo di alcune musiche da film del periodo d’oro del cinema hollywoodiano.
Uno sguardo agli interpreti, per sottolineare la bravura della violista Anna Serova e l’ottima prova dell’Orchestra Sinfonica della Radio e Televisione Croata, diretta dal veronese Nicola Guerini, che ricreano nel migliore dei modi le atmosfere struggenti e cariche di tensione del requiem e quella sognante del poema sinfonico.
In chiusura si può dire che Holocaust Requiem va considerato un ulteriore e significativo apporto alla letteratura musicale rivolta alla tragedia della Shoah, oltremodo meritevole in quanto gli autori che si confrontano oggi con tale tematica, come nel caso di Pigovat, non possiedono esperienze dirette, ma sono in grado soltanto di immaginare il contesto, avvalendosi delle numerose testimonianze giunte fino ai nostri giorni.

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