I “Concerti di Autunno” chiudono con “El Sistema” e un significativo esempio della sua applicazione in Italia

Toscanini Young Orchestra

Toscanini Young Orchestra

L’ultimo appuntamento dei “Concerti di Autunno”, rassegna organizzata dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli ed affidata alla direzione artistica di Luciana Renzetti, ha posto le sue attenzioni sul cosiddetto “El Sistema”, programma musicale educativo nato 40 anni fa in Venezuela grazie all’economista e compositore José Antonio Abreu e attualmente gestito dalla Fundación del Estado para el Sistema Nacional de las Orquestas Juveniles e Infantiles de Venezuela (FESNOJIV).
Secondo la definizione originaria, l’iniziativa “mira ad organizzare sistematicamente l’educazione musicale ed a promuovere la pratica collettiva della musica attraverso orchestre sinfoniche e cori, come mezzo di organizzazione e sviluppo della comunità” e in questi quattro decenni è riuscita a salvare da un triste destino centinaia di migliaia di giovani residenti in zone estremamente disagiate.
La prima parte della interessantissima serata era quindi rivolta alla proiezione di ampi stralci del docufilm “L’altra voce della musica” di Helmut Failoi e Francesco Merini, girato nel 2005, che ben inquadrava le problematiche relative al Venezuela (con un’appendice cubana), seguendo il compianto maestro Abbado da Caracas all’Avana.
Numerosi i personaggi intervistati, oltre ad Abbado, alcuni molto noti come lo stesso Abreu, un giovanissimo Gustavo Dudamel (oggi fra i direttori d’orchestra più richiesti) ed il maestro Alessio Allegrini (Primo Corno Solista dell’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia), altri sconosciuti, solitamente giovani, futuri membri dell’Orchestra Giovanile “Simon Bolivar”, oggi realtà prestigiosa della musica a livello mondiale, tutti accomunati dall’ entusiasmo e dalla passione che traspariva visibilmente nei loro volti.
E’ stata poi la volta di una breve intervista “live” di Luciana Renzetti a Paolo Totti, direttore della “Toscanini Young Orchestra”, compagine abruzzese protagonista del concerto successivo alla proiezione, che rientra nel novero del Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili Onlus, emanazione italiana del “metodo Abreu”.
Rispondendo a domande molto dirette e sempre più incalzanti, il maestro ha cercato di fornire al pubblico un quadro quanto più obiettivo possibile della situazione relativa al nostro paese, evidenziando le principali differenze fra Venezuela ed Italia.
La prima, lampante, riguarda la forma di governo, che nella nazione sudamericana è una dittatura, con tutti i contro del caso, ma con l’indubbio vantaggio costituito dalla possibilità di agire in modo diretto e capillare, finanziando l’intero progetto tramite il Ministero della Famiglia, Sport e Salute.
Inoltre, come si è potuto comprendere dalla visione del film, risulta impensabile paragonare la situazione in cui versa la popolazione indigente di Caracas con quella italiana, dove ci sono sicuramente sacche di povertà, ma non così estese né ad un livello tale di degrado.
Ancora, l’iniziativa venezuelana prevede che i musicisti, una volta formati, oltre a far parte di orchestre stabili, diventino docenti a loro volta, in una sorta di catena virtuosa, cosa da noi improponibile.
Va poi ricordato che il “Sistema” italiano, promosso da Federculture e dalla Scuola di Musica di Fiesole, risale al 2010, e solo nel 2013 è stato stilato un Protocollo d’intesa triennale con il MIUR, dove le parti “si impegnano a promuovere e accrescere l’educazione musicale e la formazione di orchestre giovanili nel sistema scolastico e nella rete degli istituti penitenziari minorili italiani, garantendo l’applicazione dei principi educativi e formativi del Maestro José Antonio Abreu”.
Siamo quindi ancora allo stato embrionale e con un budget terribilmente ridotto per cui risulta fondamentale il reperimento di fondi e, seppur il maestro Totti non l’abbia detto apertamente, c’è chi approfitta di una situazione non ancora ben delineata, per raggranellare proventi che probabilmente non gli spetterebbero, grazie alle solite connivenze politiche.
Dopo questo approfondimento, largo al momento musicale, durante il quale la “Toscanini Young Orchestra”, formata da un organico comprendente flauti primi, flauti secondi, flauti terzi, flauti in sol, flauti bassi, e il rarissimo flauto contrabbasso, di fabbricazione olandese, ha affrontato, con grande bravura ed estrema compattezza, un repertorio comprendente brani di noti compositori (Mozart, Beethoven, Boccherini, Ciaikovskij, Borodin e Brahms) e pezzi della tradizione ebrea ed irlandese, tutti trascritti per il particolare ensemble dal direttore Paolo Totti.
Chiusura con un canto tradizionale africano, che ha dato l’opportunità di evidenziare anche l’attitudine canora di un gruppo quanto mai versatile, capace di trasmettere entusiasmo ed emozioni ai numerosi spettatori presenti.
Termina così l’edizione 2015 dei “Concerti di Autunno”, pensata per celebrare degnamente i venti anni di attività della rassegna (interamente finanziata con i contributi dell’otto per mille alla Chiesa Luterana), scopo decisamente raggiunto, sia per l’alta qualità dei musicisti ospitati, la cui scelta si deve alla sensibilità e all’intuito del direttore artistico Luciana Renzetti, sia per il notevole seguito di pubblico ottenuto.
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