L’ Associazione Culturale “I Figlioli di Santa Maria di Loreto” si presenta con due appuntamenti di interesse storico-musicale il 12 dicembre al MEMUS ed il 30 dicembre nella Basilica del Carmine Maggiore

Locandina Manifestazioni Carmine MaggioreIspirandosi al nome di uno dei quattro antichi conservatori della città di Napoli, l’Associazione Culturale “I Figlioli di Santa Maria di Loreto” fonda il proprio impegno nel recupero del patrimonio musicale napoletano, attraverso la riscoperta, lo studio, la ricostruzione filologica e l’esecuzione dell’immenso corpus di partiture a stampa e manoscritte conservate nei fondi e negli archivi cittadini e non solo, a dimostrazione della diffusione, del prestigio e dell’influenza che la Scuola Musicale Napoletana ha esercitato nella corso della Storia.
L’Associazione si presenterà al pubblico con due appuntamenti di interesse storico-musicale:

il 12 dicembre, alle ore 16.30, presso il MEMUS, Museo e Archivio Storico del Teatro di San Carlo, avrà luogo una Tavola Rotonda organizzata in collaborazione con il Centro di musica antica Pietà de’ Turchini dal titolo: Musica e devozione al Carmine Maggiore: cerimoniali liturgici tra Sei e Settecento con Interventi di Giuliana Boccadamo, Antonio Dell’Olio, Paologiovanni Maione, Maurizio Rea e Giulio Sodano, in cui sarà affrontato per la prima volta un lavoro sulle cerimonie che erano solite svolgersi presso il Carmine Maggiore di Napoli.
Questo appuntamento prelude e arricchisce l’evento in cui sarà ricostruito tutto il cerimoniale dello svelamento del Crocifisso Miracoloso,

il 30 dicembre, alle ore 20.30, presso la Basilica Santuario del Carmine Maggiore di Napoli, quando sarà eseguito per la prima volta in tempi moderni, con strumenti originali, il Mottetto Pastorale in lode del SS.mo Crocifisso del Carmine a nove voci, violini, tromba, due cornetti e due flauti di Gaetano Veneziano (1656 – 1716) di cui ricorre il prossimo anno il terzo centenario della morte.
Patrocinati dal Comune di Napoli, dal Teatro di San Carlo e dall’Istituto Banco di Napoli – Fondazione e grazie al supporto dell’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, alla collaborazione con la Fondazione Pietà de’ Turchini, le Associazioni “I Sedili di Napoli-Onlus” e “Officina delle Idee”, ai Fanzago Baroque Ensemble, unitamente alla straordinaria partecipazione dell’Associazione Culturale NarteA, a cui è affidato il compito di ricostruire il Cerimoniale Liturgico in costumi d’epoca, e grazie al supporto tecnico di tante realtà presenti sul territorio, “I Figlioli di Santa Maria di Loreto”, fanno il loro ingresso nel panorama musicale cittadino. Questo progetto innovativo, abbandona l’idea della semplice esecuzione musicale e si impone nell’offerta culturale garantendo la possibilità di rivivere per qualche ora le atmosfere di una Festa a Napoli nel Seicento.
La caratteristica di novità risiede nel fatto che le esecuzioni musicali saranno eseguite negli stessi luoghi che videro la loro produzione proprio come il caso del Mottetto Pastorale di Gaetano Veneziano.

Presso la Basilica Santuario del Carmine Maggiore di Napoli, è custodito un Crocifisso Miracoloso del XIII secolo, protagonista di un miracolo avvenuto durante la guerra tra Angioini e Aragonesi per il possesso della città di Napoli.
Le cronache raccontano che nel 1439, questo Crocifisso chinò il capo per sottrarsi a un colpo di bombarda sparato dagli Aragonesi.
Da allora, con pompa solennissima, viene esposto alla venerazione dei fedeli solo nel periodo che va dal 26 dicembre al 2 gennaio.
Durante i secoli, il 26 dicembre, le massime autorità della città di Napoli, andavano a prostrarsi per rendere omaggio a questo Crocifisso miracoloso.
In tale occasione, il Popolo fedele del Regno di Napoli, al suono delle Campane di tutte le chiese e dai colpi di cannone di tutte le fortezze della città, si radunava presso la Basilica del Carmine Maggiore per ricordare l’evento prodigioso.
La festa che “I Figlioli di Santa Maria di Loreto” andranno a riproporre è quella del 1685, quando Gaetano Veneziano (1656 – 1716), al tempo Maestro di Cappella del Carmine Maggiore, pose in musica un Mottetto in Pastorale in lode del Santissimo Crocifisso del Carmine, a nove voci, violini, tromba, due flauti e due cornetti.
La partitura del Mottetto è custodita presso la Biblioteca dei Girolamini di Napoli, e oggi torna alla luce dopo più di trecento anni. Il Mottetto sarà eseguito con strumenti antichi e con la partecipazione di musicisti e cantanti provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Cronoprogramma

– Rintocco di Campana;
– Escono in processione dalla Sacrestia fino alla Porta Maggiore: i ministri, i frati, il Priore del Carmine con stola rossa;
– Intanto sul balcone del Crocifisso vi è un frate con cotta e stola, è il Custode del Crocifisso;
– I cantori intonano l’Inno Vexilla Regis appena si apre la porta della chiesa;
– Alla porta della Chiesa, il Priore spalanca la porta ed entra il Viceré con gli eletti del Popolo;
– Processione all’interno della Chiesa fino alla Sacrestia;
– I Nobili restano nella navata;
– Il Viceré e il Priore salgono al Tabernacolo del Crocifisso;
– Il frate con la cotta consegna il laccio al Viceré;
-Terminato il canto del Vexilla Regis, il viceré cala il Velo, i nobili si inginocchiano e si esegue la Sinfonia avanti il Mottetto;
– Terminata la sinfonia, il frate recita l’orazione, gli attori escono;
– Inizia il Mottetto in Pastorale, per tutti, soli e orchestra:

Tutti
Mottetto – Coeli et terrae

Soprano I Coro
Recitativo – Totus Laetetur
Aria con Violini, Unisoni e Violonzello – Rident Campi

Soprano II Coro
Recitativo – Excelsi Creatoris
Aria con Violette e Violonzello – Aquae limpidae

Alto II Coro
Recitativo – Invitentur Pastores
Aria co’ Flauti – Vos simplices Pastores

Alto I Coro
Recitativo – Oh, quanta fuit poena
Aria con Violini e Violette – Crucis Poenae

Tenore I Coro
Recitativo – Viventes fortunati
Aria con Tromba e due Cornetti – Patris Charitas

Basso I Coro
Recitativo – Tibi decus
Aria con Violini – Tulisti Tartaro

Soprano, Tenore, Basso II Coro
A’ tre voci co’ Violini – Date Laudes

Tutti
Mottetto – Coeli et terrae
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