Lo ScarlattiLab Barocco riparte da Alessandro Scarlatti e Gennaro Manna

Foto Vincenzo Moccia

Foto Vincenzo Moccia

Se Alessandro Scarlatti (1660-1725) è ancora oggi abbastanza noto, in quanto considerato fra i fondatori della gloriosa Scuola Napoletana, Gennaro Manna (1715-1779) rappresenta uno dei tanti protagonisti caduti nell’oblio, legati ad una stagione artistica irripetibile.
Fortunatamente, grazie al terzo centenario dalla nascita, anniversario non sfuggito a coloro i quali hanno a cuore la musica barocca e i suoi prestigiosi autori, Manna sta vivendo in questi mesi un discreto ritorno alla ribalta.
Il musicista è stato al centro anche del recente appuntamento dello ScarlattiLab Barocco, tenutosi al Teatro di Corte di Palazzo Reale, iniziativa rivolta a giovani cantanti e strumentisti del II livello dei Conservatori del Sud, portata avanti dall’Associazione Alessandro Scarlatti, in collaborazione con il Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio San Pietro a Majella, e affidata alla direzione artistica del maestro Antonio Florio e del musicologo Dinko Fabris.
Il programma del concerto, dal titolo “Gennaro Manna e Alessandro Scarlatti – Due generazioni a confronto”, proponeva l’alternanza di brani sacri dei due compositori, partendo da “Mortales non auditis?”, mottetto a 2 voci con violini di Scarlatti al quale seguivano “Animae vulneratae” e “Tantum ergo”, due mottetti a voce sola con violini di Manna, nella revisione del maestro Florio.
La successiva “Ave Regina per divozione della Vergine di Loreto fatta dal Cav. A. Scarlatti nel passaggio ch’egli fe’ per Loreto nel 1722” a 2 voci (indicazione aggiunta a posteriori dall’archivista Giuseppe Sigismondo nel 1817) potrebbe invece essere di Francesco Durante, mentre sicuramente di Scarlatti era il “Quae est ista” mottetto a 3 voci con violini che chiudeva la serata, preceduto da altri due pezzi di Manna, le “Litanie per la Beata Vergine” a 2 voci, con violini ed il mottetto a voce sola con violini “Sponse care”, anche questi sottoposti alla revisione di Florio.
Nel loro complesso i brani eseguiti evidenziavano, a prescindere da un confronto abbastanza improbo (non tanto per la qualità delle composizioni, quanto per la distanza che separava i due, visto che alla morte di Scarlatti, Manna aveva appena dieci anni), la bontà di una scuola che riuscì a tramandare, durante l’intero Settecento, una tradizione prestigiosa, grazie alla presenza di ottimi docenti e quattro conservatori, supportati da una copiosa committenza.
A tale proposito, Gennaro Manna studiò al Conservatorio di Sant’Onofrio a Porta Capuana, dove lo zio Francesco Feo ricopriva il ruolo di primo maestro, ed ebbe poi molti incarichi di grande prestigio e numerose commissioni da istituzioni religiose, fra le quali quella della Congregazione dell’Oratorio, che aveva come sede il complesso dei Girolamini, nel cui Archivio Musicale sono conservate molte delle sue partiture di musica sacra, comprese quelle dei mottetti proposti nell’occasione.
Uno sguardo ora agli interpreti che, per la parte vocale, erano i soprani Olga Cafiero, Federica Pagliuca e Graziana Palazzo, il mezzosoprano Daniela Salvo e il tenore Leopoldo Punziano, solisti tutti di alto livello, mentre la parte strumentale era affidata all’Orchestra ScarlattiLab, compagine compatta e affiatata, formata da Enrico Parizzi, Giovanni Rota, Massimo Percivaldi e Giuseppe Guida (violini primi), Marco Piantoni, Patrizio Focardi e Nunzia Sorrentino (violini secondi), Rosario Di Meglio (viola e violino), Adriano Fazio e Chiara Mallozzi (violoncelli), Giorgio Sanvito (contrabbasso), Carlo Barile, Angelo Trancone e Luigi Trivisano (organo e cembalo), il tutto sotto la direzione sicura ed esperta del maestro Antonio Florio.
In conclusione, anche nella stagione 2015-2016 dell’Associazione Alessandro Scarlatti, da poco iniziata, lo ScarlattiLab Barocco, giunto al suo quinto anno di attività, prosegue nella sua opera meritoria di fare luce su un repertorio vastissimo ed in buona parte ancora da riscoprire.
______________________________________________________

Seguici su Facebook:

Critica Classica

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo
tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band.
Acquistalo su:

ascoltalo GRATIS su:SPO

…e molti altri network in tutto il mondo! per scoprirli clikka qui

Questa voce è stata pubblicata in Recensioni concerti e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.