Ai “Concerti di Autunno” il graditissimo ritorno di un formidabile trio chitarristico

Foto Max Cerrito

Foto Max Cerrito

I “Concerti di Autunno”, organizzati dalla Comunità Evangelica Luterana e affidati alla direzione artistica di Luciana Renzetti, proseguendo con le proposte di grande originalità, hanno ospitato il “Trio Cardoso”, formato dai chitarristi abruzzesi Massimiliano De Foglio, Alessandro Giancola e Guido Ottombrino.
L’ensemble, il cui nome rende omaggio all’ argentino Jorge Cardoso (figura eclettica di grande compositore ed apprezzato medico, nato nel 1949 e tuttora attivo), si era già esibito un paio di anni fa nell’ambito della rassegna, accompagnando “I flauti di Toscanini”, diretti dal maestro Paolo Totti.
Questa volta è giunto invece solo, proponendo una serata dal titolo “Lamè Rom Venti (anni) di musica per il mondo”, celebrativa di un sodalizio ventennale che ha portato i tre protagonisti a suonare in diversi continenti, eseguire colonne sonore per diversi film italiani ed essere, a loro volta, dedicatari di pezzi composti da altri autori.
Si è trattato di una sorta di viaggio spazio-temporale, che ha toccato il continente europeo e quello sudamericano, indubbiamente i più legati alla tradizione chitarristica, grazie a brani trascritti per questo particolare organico.
Apertura con il celeberrimo Canone di Johann Pachelbel (1653–1706), danese di nascita, ma tedesco di adozione, mentre il successivo Baym Rebn in Palestina, ci portava nel genere klezmer, originato da tradizioni tramandate oralmente, appartenenti a vari popoli (tedeschi, boemi, magiari, balcanici), che utilizzava nei suoi testi l’yiddish, una lingua nata dall’incontro fra ebraico, altotedesco, russo, polacco lingue slave e baltiche.
Un salto in Spagna con Jesús Guridi (1886–1961) e Pedro Iturralde (1929), autori rispettivamente delle Quattro canzoni basche e della Suite Ellenica, precedeva una breve panoramica legata alle colonne sonore degli italiani Nino Rota (1911-1979) e Nicola Piovani (1946).
Il primo era ricordato con la proposizione di “What is a Youth”, dalle musiche per il film “Romeo e Giulietta” di Franco Zeffirelli; il secondo con due brani tratti da “La vita è bella” di Roberto Benigni, “Buongiorno principessa” ed il pezzo avente l’omonimo titolo della pellicola.
Dopo la “prima esecuzione assoluta” de Il gioco del nostro incontro, piacevole pezzo moderno ma moderato di Massimiliano De Foglio, la parte conclusiva del concerto era rivolta al Sudamerica.
Si partiva da una straordinaria trascrizione del Gloria dell’argentino Ariel Ramírez (1921–2010), appartenente alla Misa Criolla, lavoro completato nel 1964, creato sulla scia delle novità apportate dal Concilio Vaticano II, in quanto fra i primi esempi di Messa che adoperava testi non latini (in questo caso lo spagnolo) ed era caratterizzata da motivi e strumenti legati al folclore locale.
Non poteva mancare un omaggio all’ispiratore del trio, Jorge Cardoso, con Polca Paraguaya e Vals Peruano.
A tal proposito, per la Polca non vi è nessuna attinenza con l’omonimo ballo europeo, mentre il Vals deriverebbe da modificazioni subite dal valzer, una volta a contatto con le tradizioni sudamericane.
Ultimo brano in programma Zapateado, del paraguaiano Agustín Barrios (1885-1944), figura prestigiosa, la cui bravura è documentata da numerose incisioni giunte fino ai nostri giorni, che amava spesso salire sul palcoscenico vestito da indio guaraní, facendosi chiamare Mangoré, dal nome di un famoso capo di tale popolo.
Per quanto riguarda gli interpreti, Massimiliano De Foglio, Alessandro Giancola e Guido Ottombrino hanno evidenziato una eccezionale bravura, un affiatamento perfetto, frutto di una lunga consuetudine artistica abbinata ad una grande amicizia, trasferendo notevoli emozioni ai numerosi spettatori presenti, anche quando descrivevano la loro pluriennale esperienza in giro per il mondo, soffermandosi in particolare sul recente viaggio effettuato in Paraguay.
Pubblico visibilmente entusiasta, che alla fine del concerto ha chiesto a gran voce il bis, ottenendone due.
Il primo, per “chitarra a 6 mani”, testimoniato anche dall’immagine di accompagnamento dell’articolo, ed il secondo dedicato ad uno dei movimenti (Guarania) del Triplo concerto per chitarre e orchestra “Mbarakapù” , composto da Cardoso nel 2000, appositamente per il trio, al centro di una recentissima incisione curata in prima mondiale per l’etichetta AlfaMusic, dove De Foglio, Giancola e Ottombrino sono accompagnati dall’Orchestra Sinfonica Nazionale del Paraguay.
In conclusione una serata di elevatissimo spessore musicale, ulteriore conferma della estrema validità dei “Concerti di Autunno”.
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