Il concerto inaugurale della stagione della Pietà de’ Turchini riporta alcuni capolavori barocchi nella chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

Talenti Vulcanici e Silvia FrigatoLa stagione 2015-2016 della Fondazione della Pietà de’ Turchini ha avuto inizio nella chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco.
Al centro dell’inaugurazione il frutto di ricerche, tuttora in corso, che gettano luce su una pagina praticamente sconosciuta, legata all’attività musicale in ambito liturgico che si svolgeva in questo splendido edificio barocco fra il Seicento ed il Settecento.
In particolare è emerso che, accanto ad autori caduti nell’oblio, un rilevante contributo venne fornito da Francesco Feo (1691-1761), Gennaro Manna (1715-1779) e Gaetano Manna (1751-1804), imparentati fra loro in quanto Gennaro era figlio di Caterina Feo, sorella di Francesco, mentre Gaetano era nipote di Gennaro.
Si trattò di una presenza quasi monopolistica, se si pensa, ad esempio, che Feo fu per quasi trent’anni maestro di cappella al Purgatorio ad Arco, lasciando poi spazio al nipote Gennaro, che mantenne l’incarico per un tempo quasi altrettanto lungo.
Il tutto è stato brevemente descritto, prima del concerto, e dopo i saluti di Francesca Amirante, Direttrice del complesso museale “Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco” e Federica Castaldi, Direttore Artistico e Direttore Generale della Fondazione della Pietà de’ Turchini, dal giovane musicologo Giacomo Sances che, avvalendosi dei documenti rinvenuti nell’Archivio Storico della Pia Opera del Purgatorio ad Arco, e grazie alla collaborazione ed al sostegno del prof. Paologiovanni Maione, sta continuando ad approfondire un argomento particolarmente significativo, che potrebbe riservare ulteriori sorprese.
La parte musicale si apriva con la Lamentazione terza del Giovedì Santo con violini, attribuita a Gennaro Manna, seguita da due cantate spirituali di Francesco Feo, Verme crudel che del mio cor ti pasci (La sinderesi) e Pensier dove t’ingolfi, ove ne vai? (L’eternità), entrambe conservate alla British Library, fra le quali era inserita la Lamentazione seconda del Giovedì Santo a voce sola di soprano di Gaetano Manna, mentre la chiusura era affidata al Gloria Patri a voce sola di soprano con violini di Gennaro Manna.
I testi rispondevano alle esigenze liturgiche di una chiesa, nata fin dall’inizio per dare un conforto alle anime del Purgatorio e, nel contempo, evidenziare la caducità della vita (non a caso sia dentro che fuori campeggiano numerose sculture a forma di teschio e vi è anche un ipogeo, dove sono conservati diversi teschi umani, oggetto di culto popolare in quanto “adottati” dagli abitanti del quartiere).
Per quanto riguarda gli interpreti, il soprano Silvia Frigato, artista specializzata nel repertorio barocco che però non disdegna incursioni nel contemporaneo, ha evidenziato, affrontando pagine complesse, una voce splendida, intensa e ricca di sfumature, senza mai mostrare segni di cedimento, nonostante sia stata impegnata, quasi senza interruzioni, dall’inizio alla fine del concerto.
Ottime sono risultate anche le prove di Iskrena Yordanova (violino solista) e dell’ensemble Talenti Vulcanici, compagine che fa capo alla Fondazione della Pietà de’ Turchini, diretta con mano esperta dal maestro Emanuele Cardi all’organo, apparsa affiatata, dotata di sonorità equilibrate e capace di un’intesa perfetta con la cantante.
In conclusione un’inaugurazione di eccezionale interesse storico-musicale, confortata dalla presenza di un pubblico numeroso, che ha permesso l’esecuzione di una serie di composizioni, dopo più di 250 anni, nel loro luogo di origine.
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