L’Ottobre Organistico Francescano propone al pubblico napoletano un gruppo di giovanissimi talenti

Francesca Ajossa, Sara Pirroni e Giulia Picari - Foto Fulvio Calzolaio

Francesca Ajossa, Sara Pirroni e Giulia Picari – Foto Fulvio Calzolaio

Si è recentemente tenuta la prima edizione dell’Ottobre Organistico Francescano, iniziativa nata dalla collaborazione dell’Associazione Organistica Giovanni Maria Trabaci con i Frati Minori Conventuali dell’Immacolata al Vomero.
La rassegna, affidata alla direzione artistica del maestro Mauro Castaldo, è stata suddivisa in tre appuntamenti, dedicati a giovani interpreti ed alla presentazione di due novità editoriali legate alla letteratura organistica.
Ospiti del concerto inaugurale sono stati il musicologo e organologo Roberto Milleddu e le giovanissime Francesca Ajossa, Sara Pirroni e Giulia Picari, allieve rispettivamente dei maestri Angelo Castaldo, Maria Teresa Nano e Giorgio Parolini, titolari delle tre classi di Organo e Composizione Organistica al Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari.
Il primo ha presentato il libro dal titolo “Arte Organaria in Sardegna. Costruttori e strumenti tra XVI e XX secolo”, pubblicato nell’ambito della Collana d’arte organaria Associazione Giuseppe Serassi – Guastalla (RE), evidenziando in particolare il ruolo fondamentale avuto dagli organari napoletani nella diffusione dello strumento in terra sarda.
Le seconde hanno dato vita ad un bellissimo recital, durante il quale Sara Pirroni ha eseguito musiche di Frescobaldi e Zipoli, Francesca Ajossa la Trio Sonata in do BWV 529 di Bach, e Giulia Picari ha interpretato la Fuga in sol minore K. 401 per organo a 4 mani di Mozart (insieme a Sara Pirroni) e la Passacaglia in do minore BWV 582 di Bach.

Olga Laudonia e Olga Cafiero - Foto Fulvio Calzolaio

Olga Laudonia e Olga Cafiero – Foto Fulvio Calzolaio

Letteratura ed organo di nuovo insieme nel secondo appuntamento, che ha avuto come protagonista Olga Laudonia, autrice del volume “Franco Michele Napolitano”. Il Maestro dei Maestri (Franco Di Mauro Editore, 2015).
Nel suo intervento, la prestigiosa interprete sorrentina ha riassunto i tratti salienti di una figura carismatica della vita culturale napoletana del Novecento, oggi purtroppo scarsamente conosciuta.
Franco Michele Napolitano, infatti, si distinse come compositore, interprete, organologo, docente (fu tra l’altro direttore del conservatorio di San Pietro a Majella dal 1945 al 1951), promotore di numerose stagioni concertistiche nella Basilica del Carmine, dove ricoprì il ruolo di organista titolare per quasi 30 anni, dando anche un forte impulso, fin dagli albori, all’attività dell’ Associazione Alessandro Scarlatti, che annoverava fra i fondatori la sua futura moglie Emilia Gubitosi.
Il momento musicale ha invece visto Olga Laudonia eseguire alcuni brani tratti dal repertorio di Napolitano, Invocazione (da Due pezzi per organo) e Introitus, Graduale, Offertorium e Communio, da “In festo S. Cyri Martiris”, questi ultimi proposti insieme al bravissimo soprano Olga Cafiero.

Ilaria Centorrino e Maria Greco

Ilaria Centorrino e Maria Greco

Terzo ed ultimo appuntamento con Ilaria Centorrino e Maria Greco, allieve della Classe di Organo del M° Emanuele Cardi al Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza, confrontatesi ottimamente con un programma che, partendo da Bach, passava attraverso le sonorità contemporanee di Luigi Del Prete (che si avvalevano dell’accompagnamento del sassofono soprano di Mattia Barbato), quelle novecentesche di Maurice Duruflé, per poi chiudersi con l’Ottocento di Charles-Marie Widor.
Volendo stilare un bilancio complessivo della neonata rassegna, va in particolare sottolineato l’elevatissimo livello degli interpreti, che hanno mostrato grande sicurezza interpretativa, estrema versatilità e notevole sensibilità, frutto di una sinergia fra talento naturale dei singoli e validità degli insegnamenti ricevuti e, nel caso delle giovanissime allieve, ancora da ricevere negli anni che verranno.
Bisogna ancora aggiungere che, sia Angelo Castaldo, sia Emanuele Cardi, sono intervenuti ai concerti delle loro allieve, non come mera presenza, ma partecipando attivamente, segno di uno spirito di collaborazione, che unito al contagioso entusiasmo giovanile, ha già dato risultati straordinari.
La nota dolente rimane quella legata alla scarsa presenza di appassionati, a differenza di quanto accade in altre nazioni, forse perché l’organo risulta ancora troppo legato, nell’immaginario collettivo, all’ambiente ecclesiastico (dove, per inciso, non sempre i musicisti sono compresi ed apprezzati).
Ne consegue che questi giovani ricchi di talento, per raggiungere il successo, ancor più dei loro colleghi che suonano altri strumenti, dovranno quasi obbligatoriamente volgere lo sguardo al di fuori dei patrii confini.
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