“I suoni della storia” chiudono con il concerto di Enrico Baiano dedicato alla memoria di Mark Weir

Foto Max Cerrito

Foto Max Cerrito

Un senso di tristezza pervadeva una buona parte del pubblico che, a Palazzo Zevallos Stigliano, ha assistito al terzo ed ultimo concerto della rassegna “I suoni della storia – 1815 fra il Congresso di Vienna e la Battaglia di Waterloo”, organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti.
Poche ore prima, infatti, era stata diffusa la notizia della morte, avvenuta a Londra, di Mark Weir, prestigiosa figura della cultura napoletana.
Componente di gruppi corali quali l’Ensemble Vocale di Napoli ed i CamPet Singers, lettore dell’Università di Napoli, traduttore di numerosi scritti (dai programma di sala dei concerti, a libri e saggi di argomento artistico e musicale), Weir era un uomo di estrema finezza e sensibilità, un vero gentleman, che aveva scelto la città partenopea come seconda patria, riuscendo quasi miracolosamente ad integrarsi in un luogo per molti versi in antitesi con il suo carattere tipicamente britannico.
Peculiarità emerse anche nel breve profilo dell’artista, tracciato in apertura dal noto critico Massimo Lo Iacono, soprattutto a beneficio di quanti lo conoscevano poco.
Dedicato alla memoria del grande artista scomparso, anche questo appuntamento conclusivo è stato caratterizzato da un’alternanza fra l’esecuzione di brani musicali, affidati ad Enrico Baiano al fortepiano, e pagine, legate alla tematica della rassegna, lette dagli attori Andrea de Goyzueta e Raffaele Ausiello.
Il maestro Baiano ha proposto inizialmente otto valzer tratti dalle 36 Originaltänze, op. 9 D.365 (1818-1821) e il Momento musicale n. 5 in fa minore (dai Sei Momenti musicali op. 94, D. 780, 1823-1828), entrambi di Franz Schubert, per poi attingere alla produzione di Johann Nepomuk Hummel con due bagatelle, n. 3 in la bemolle maggiore e n. 4 in si bemolle maggiore (da Sei bagatelle, op. 107), risalenti al 1825.
Una nuova incursione schubertiana, con le Dodici Danze tedesche (Ländler), op 171 D. 790, datate 1823 e un altro Momento musicale (n. 2 in la bemolle maggiore) precedeva la Sonata n. 3 in fa minore, op. 20 (1807) di Johann Nepomuk Hummel, posta a suggello di tutto il concerto.
Andrea de Goyzueta e Raffaele Ausiello si sono invece confrontati con alcuni passi appartenenti a “I cento giorni”, romanzo poco conosciuto di Joseph Roth, dedicato al periodo intercorso fra la fuga di Napoleone dall’isola d’Elba, dove era stato esiliato, e la battaglia di Waterloo che sancì la sua definitiva uscita dalla scena politica europea.
Un programma complessivamente molto intenso e ben strutturato, che ha evidenziato la consueta bravura di Enrico Baiano, abile a interpretare ottimamente un repertorio per lui piuttosto inusuale.
Molto bravi anche i due attori che, aiutati da un testo di grande spessore, hanno ben sottolineato la drammaticità degli eventi legati alla fine dell’epopea napoleonica.
Chiusa nel migliore dei modi questa breve rassegna, il prossimo appuntamento con l’Associazione Alessandro Scarlatti è fissato per mercoledì 21 ottobre, data dell’apertura della stagione ufficiale, che ospiterà gli “Archi di Santa Cecilia”, diretti da Luigi Piovano.
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