Mercoledì 30 settembre Il Nuovo l’Antico di Bologna Festival propone il Quartetto Guadagnini nel primo appuntamento del ciclo “Suoni astrali e terrestri. Webern-Donatoni- Bartók”

Quartetto GuadagniniLa rassegna Il Nuovo l’Antico di Bologna Festival prosegue mercoledì 30 settembre, ore 20.30 (Oratorio San Filippo Neri), con il primo concerto del ciclo “Suoni astrali e terrestri. Webern-Donatoni- Bartók” in cui si ascolteranno alcuni lavori dell’avanguardia storica e del secondo Novecento.
Sul palcoscenico dell’Oratorio San Filippo Neri in apertura di questo ciclo di musica contemporanea ci sarà il giovane Quartetto Guadagnini che torna ad esibirsi al Bologna Festival dopo il successo ottenuto nella sezione Talenti lo scorso anno.
Il Quartetto Guadagnini, che di recente ha ottenuto il Premio Farulli nell’ambito del Premio Abbiati, propone i vertici dell’espressionismo aforistico di Webern con un lavoro di fulminea durata come le Sei Bagatelle op.9 e l’opera più ardita e sperimentale di Bartók.
Il Quartetto n.4 di Bartók impressionò profondamente Donatoni, quando lo ascoltò per la prima volta nel 1949.
Il sesto quartetto di Donatoni, La souris sans sourire, scritto nel 1988, allude secondo le parole dell’autore al ritmo spigliato e frettoloso di una scenetta da cartoni animati: un topo senza sorriso, ovvero un topo che non ha nulla di cui sorridere quando si ritrova in posizione subalterna ad un gatto che gli sta dando la caccia per poi mangiarselo.

La figura di Franco Donatoni, protagonista della Nuova Musica, è al centro dei cinque concerti del ciclo Suoni astrali e terrestri che si susseguiranno sino al 5 novembre.
Nei programmi appositamente commissionati, il compositore veronese viene messo in relazione con i suoi precedenti storici: Webern, per l’incidenza che questo autore ha avuto nei confronti della neoavanguardia, e Bartók per l’influenza sul pensiero di Donatoni.

«L’espressione suoni astrali e terrestri scelta per questo progetto allude da un lato alla vocazione metafisica di Webern e dall’altro alla presenza “terrestre” di Donatoni e di Bartók – spiega Mario Messinis, direttore artistico di Bologna Festival –. I rapporti di Franco Donatoni con la musica radicale dell’inizio del secolo sono ambivalenti. Da un lato il rapporto con il Webern estremo, “astrale”, subito interrotto e tuttavia inevitabile per la neoavanguardia attiva a Darmstadt, cui Donatoni appartiene; dall’altro la relazione “terrestre”, e costante, con Béla Bartók, l’autore fondamentale per l’universo di Donatoni. Cresciuto tra Bartók e Webern, il nostro compositore rifiutò ben presto il cosiddetto postwebernismo, mentre fu sempre interessato alle esperienze materiche del musicista ungherese».

Di Franco Donatoni (Verona 1927 – Milano 2000), si presenteranno prevalentemente i lavori scritti nell’ultimo periodo della sua attività, caratterizzato da un’idea del far musica di tipo ‘artigianale’, tesa a cogliere e trasmettere la componente di piacevolezza insita in questo operare.

Biglietteria
Bologna Welcome (Piazza Maggiore 1/E)
tel. 051 231454, dal martedì al sabato, ore 13 -19.
Presso l’Oratorio San Filippo Neri un’ora prima dell’inizio del concerto
.

Prezzi
Biglietti posto unico: € 15
Biglietti Giovani: € 8

Informazioni
Bologna Festival 051 6493397
www.bolognafestival.it

Ufficio Stampa Bologna Festival
Paola Soffià
tel. 051 6493397
cell. 328 7076143
stampa@bolognafestival.it

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“Suoni astrali e terrestri. Webern-Donatoni- Bartók” I
Mercoledì 30 settembre, ore 20.30 – Oratorio San Filippo Neri (Bologna)
Quartetto Guadagnini

Franz Schubert: Quartettsatz in do minore D.703

Anton Webern:
Cinque Movimenti op.5
Sei Bagatelle op.9

Franco Donatoni: La souris sans sourire

Béla Bartók: Quartetto per archi n.4

Quartetto Guadagnini
Fabrizio Zoffoli (violino), Giacomo Coletti (violino), Margherita Di Giovanni (viola) e Alessandra Cefaliello (violoncello) hanno iniziato la loro attività cameristica nel 2012. Studiano con il Quartetto di Cremona all’Accademia “Stauffer” di Cremona e con Paolo Chiavacci, primo violino del Quartetto Fonè; hanno frequentato masterclass tenute da Hatto Beyerle, violista del Quartetto Alban Berg.
Premiati in diversi concorsi, nel 2014 hanno ricevuto il Premio “Piero Farulli” assegnato dall’Associazione nazionale critici italiani nell’ambito del Premio Abbiati.
Hanno poi partecipato ad una trasmissione di RAI 5 eseguendo il Quartetto K.465 “Le dissonanze” di Mozart.
Si sono esibiti per diverse istituzioni concertistiche italiane, tra cui la Società del Quartetto di Milano, l’Accademia Filarmonica Romana, lo Stradivari Festival di Cremona.
Tornano al Bologna Festival, dopo essersi esibiti con successo nella scorsa edizione della rassegna Talenti.
Tra i loro prossimi impegni si segnalano concerti a Ravenna, Catanzaro, Pescara, Lamezia Terme e all’Istituto di Cultura Italiana di Parigi.

Il Quartetto Guadagnini suona quattro strumenti del liutaio Annibale Fagnola: Fabrizio Zoffoli un violino datato 1902 ricevuto in prestito dal Dott. Alberto Gavotti, mentre Giacomo Coletti, Margherita Di Giovanni e Alessandra Cefaliello un trio datato 1910, grazie alla gentile concessione del liutaio Gianni Accornero.
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