Da lunedì 14 a domenica 20 settembre Il Nuovo l’Antico di Bologna Festival propone “I tre volti di Isabelle Faust”

I tre volti di Isabelle FaustLunedì 14 settembre, ore 20.30, Biblioteca Centro San Domenico, con il primo dei tre concerti del progetto I tre volti di Isabelle Faust si inaugura la rassegna autunnale Il Nuovo l’Antico di Bologna Festival.
Violinista prediletta di Claudio Abbado, Isabelle Faust dimostra una eccezionale versatilità interpretativa; è in grado di affrontare le più varie tecniche e stili compositivi: i repertori antichi, le letterature classiche, le avanguardie novecentesche e la musica contemporanea.
Di qui il titolo di questo ciclo.
«La grande violinista tedesca – spiega Mario Messinis, direttore artistico di Bologna Festival – si accosta agevolmente agli ornamenti e allo stile patetico dell’età barocca, con uno studio approfondito delle prassi esecutive antiche, da Bach a varie opere violinistiche tedesche, italiane e francesi. È un’artista curiosa, che affronta le ultime avanguardie come i ripristini della musica antica, alla ricerca del suono originario. Anche nello “stile classico”, tra Mozart e Beethoven, esplora le tecniche strumentali storiche. Infine questo ritratto testimonia l’interesse dell’artista per la musica contemporanea con la proposta di un’opera dall’organico singolare come i Kafka-Fragmente di Kurtág, uno dei maggiori compositori viventi».
Isabelle Faust ritiene che sia una cosa del tutto naturale per un interprete spaziare su tutto il repertorio disponibile, suonare brani di diverse epoche, purché di riconosciuta qualità; in una intervista rilasciata nel 2011 a proposito del suo lavoro di interprete afferma che affrontando i capisaldi del grande repertorio è opportuno «interrogarsi continuamente, ponendosi anche nuove domande. Viceversa diventa un lavoro di routine e questa è la cosa peggiore che possa succedere. Non si dovrebbe mai essere troppo sicuri di come suonare un pezzo e del significato realmente espresso dal compositore; non si può mai smettere di interrogarsi su questi aspetti».

Il primo programma (14 settembre), che vede Isabelle Faust al fianco del celebre fortepianista Alexander Melnikov, un interprete colto e ricercato, presenta alcune Sonate di Haydn, Mozart e Beethoven seguendo un’impostazione filologica.
Nel secondo programma (15 settembre) insieme al soprano finlandese Anu Komsi – che sostituisce l’annunciata Christine Schäfer – la Faust propone i Kafka-Fragmente per voce e violino di György Kurtág, composti tra il 1985 e il 1986.
Sono 40 brevissimi lieder in cui il compositore rievoca lied romantico: tra ironiche sottigliezze e ansie funerarie Kurtág realizza una folgorante reinterpretazione della poetica visionaria del Viandante schubertiano.
Nel terzo programma (20 settembre), un recital solistico, la Faust accosta il poco conosciuto repertorio violinistico italiano, francese e tedesco del Settecento (Biber, Vilsmayr, Guillemaine, Pisendel, Tartini) con la celeberrima Ciaccona di Bach.

Biglietteria
Bologna Welcome (Piazza Maggiore 1/E)
tel. 051 231454, dal martedì al sabato, ore 13 -19.
Presso la Biblioteca Centro San Domenico un’ora prima dell’inizio del concerto
.

Prezzi
Biglietti posto unico: € 30
Biglietti Giovani: € 8

Informazioni
Bologna Festival 051 6493397
www.bolognafestival.it

Ufficio Stampa Bologna Festival
Paola Soffià
tel. 051 6493397
cell. 328 7076143
stampa@bolognafestival.it

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I tre volti di Isabelle Faust / I
Lunedì 14 settembre ore 20.30 – Biblioteca Centro San Domenico
Isabelle Faust, violino
Alexander Melnikov, fortepiano

Franz Joseph Haydn: Sonata in sol maggiore Hob.XV:32

Wolfgang Amadeus Mozart
Sonata in re maggiore K.306
Sonata in la maggiore K.305
Sei variazioni “Héla j’ai perdu mon amant” K.374b

Ludwig van Beethoven: Sonata in mi bemolle maggiore op.12 n.3

Il programma è prevalentemente dedicato a Mozart e Beethoven con un’impostazione filologica.
Il celebre pianista Alexander Melnikov, che collabora da diversi anni con la Faust in concerti e progetti discografici, è un interprete molto agguerrito e colto.
Nel complesso l’impostazione esecutiva è molto aggiornata e dimostra come sia utile periodicamente ripensare anche ai repertori più consacrati con particolari esplorazioni del suono “storico”.

I tre volti di Isabelle Faust / II
Martedì 15 settembre ore 20.30 – Biblioteca Centro San Domenico
Anu Komsi, soprano
Isabelle Faust, violino

György Kurtág: Kafka-Fragmente op.24 per soprano e violino

Il secondo programma del ciclo I tre volti di Isabelle Faust è dedicato ad un capolavoro di György Kurtág, i Kafka-Fragmente (frammenti kafkiani scelti dall’autore), un viatico angoscioso verso il nulla, punteggiato da sottigliezze ironiche.
Sono 40 brevissimi lieder, che ripropongono la consueta scrittura miniaturistica del compositore ungherese, come rievocazione del lied romantico.
Kurtág ripensa al Viandante, simbolo di un viaggio senza posa, quasi in una schubertiana ansia funeraria.
Il compositore, però, non rinuncia all’attuale sperimentazione.
L’organico è singolare: voce e violino, due artisti che svolgono un ruolo paritetico.
Con la Faust canta Anu Komsi, voce di soprano estremamente versatile che collabora con vari direttori, tra cui Esa-Pekka Salonen.

I tre volti di Isabelle Faust / III
Domenica 20 settembre ore 20.30 – Biblioteca Centro San Domenico
Isabelle Faust, violino

Johann Joseph Vilsmayr: Artificiosus Concentus pro Camera: Partia V

Louis-Gabriel Guillemaine: Amusements pour le violon seul op.18 (estratti)

Giuseppe Tartini: Sonata in la minore

Heinrich Ignaz Franz von Biber: Passacaglia

Johann Georg Pisendel: Sonata in la minore

Johann Sebastian Bach: Ciaccona in re minore dalla Partita n.2 BWV 1004

Isabelle Faust è un’artista curiosa, affronta le ultime avanguardie come i ripristini della musica antica, alla ricerca del suono originario.
Anche la scelta dei brani non è usuale: ove si escluda la monumentale Ciaccona, la Faust propone composizioni italiane, francesi e tedesche poco frequentate, dalla severa Passacaglia di Biber, un autore che ha influenzato Bach, alla scrittura patetica e ornamentale di Tartini.

Isabelle Faust
Tra le maggiori violiniste dell’odierno panorama musicale, Isabelle Faust possiede un repertorio che spazia da Bach ai contemporanei.
Affronta le tecniche e gli stili più diversi: dalla musica antica alla letteratura classica, dalle avanguardie novecentesche alla musica d’oggi.
Nel 2012 ha ottenuto il Premio “Abbiati” quale miglior solista per l’esecuzione dei Concerti di Beethoven, Mozart e Berg con l’Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado.
Frans Brüggen, Bernard Haitink, Philippe Herreweghe, Daniel Harding, Mariss Jansons, Vladimir Ashkenazy sono solo alcuni dei direttori con cui ha collaborato; suona con i Berliner Philharmoniker, i Münchner Philharmoniker, Mahler Chamber Orchestra, Orchestre de Paris, Orchestra of the Age of Enlightenment, NHK Symphony Orchestra e molte altre orchestre di rilievo internazionale.
Ugualmente significative le collaborazioni in ambito cameristico con musicisti come Alexander Melnikov, Lars Vogt, Christian Tetzlaff, Mario Brunello, Steven Isserlis, Jean-Guihen Queyras.
Nella sua discografia si distinguono l’integrale delle Sonate e Partite per violino solo di Bach, le Sonate di Bartók e di Beethoven oltre che pagine cameristiche di Schubert.
Nel 2007, insieme a Melnikov, ha inciso per Harmonia Mundi la prima Sonata di Brahms per violino e pianoforte completando il ciclo con la Sonata n.3 op.108 e la Sonata n.2 op.100, pubblicate proprio in questi giorni.
Nel programma del CD figurano anche le Tre Romanze op.94 di Schumann e la F.A.E. Sonata scritta per il grande virtuoso Joachim.
Recentissima anche la pubblicazione del secondo volume della “trilogia” dedicata a Schumann, un progetto discografico realizzato insieme al violoncellista Jean-Guihen Queyras, il pianista Alexander Melnikov e la Freiburger Barockorchester diretta da Pablo Heras-Casado, che prevede l’esecuzione dei trii e dei concerti solistici per i rispettivi strumenti.
Numerosi e di prestigio i riconoscimenti ottenuti dalla critica per la sua attività discografica.
Tra i numerosi impegni concertistici di questa stagione, spiccano la collaborazione con i Berliner Philharmoniker e Bernard Haitink; il ciclo di concerti al Festival di Lucerna in qualità di “artiste étoile”, con programmi che spaziano dal barocco ai nostri giorni.
Isabelle Faust suona lo Stradivari “Bella Addormentata” del 1704.

Alexander Melnikov
Inizia gli studi all’età di sei anni, si diploma al Conservatorio di Mosca con Lev Naumov e si perfeziona con Elisso Virsaladze alla Hochschüle di Monaco; importante, per la sua formazione musicale, l’incontro con Sviatoslav Richter.
Nel 1989 vince il Concorso Schumann di Zwickau e nel 1991 il Reine Elisabeth di Bruxelles.
Come fortepianista Alexander Melnikov collabora abitualmente con il Akademie für Alte Musik Berlin, Concerto Köln, Freiburger Barockorchester, Orchestre des Champs-Elysées. Dedica molta parte della sua attività alla cameristica, suonando con artisti quali Natalia Gutman, Yuri Bashmet, Pieter Wispelwey, Alexander Rudin o in duo pianistico con Andreas Staier, Boris Berezovsky e Alexei Lubimov.
Per dieci anni al fianco del violinista Vadim Repin, da tempo collabora stabilmente con la violinista Isabelle Faust.
Insieme hanno registrato per Harmonia Mundi tutte le Sonate per violino e pianoforte di Beethoven, CD pluripremiato, le tre Sonate di Brahms per violino e pianoforte e i Trii di Schumann insieme al violoncellista Jean-Guihen Queyras.
Melnikov ha inciso tutta l’opera pianistica di Skrjabin e l’integrale dei Preludi e fughe di Šostakovič, con cui ha ottenuto il BBC Music Magazine Award, il premio Choc de Classica e lo Jahrespreis der Deutschen Schallplattenkritik.
Come solista, nel corso del 2015, ha proposto il programma “The Man with Many Pianos”, suonando su tre diversi strumenti a seconda dell’epoca in cui sono stati composti i brani prescelti.
“Artistic Partner” della Tapiola Sinfonietta continua le sue collaborazioni con Mahler Chamber Orchestra, Freiburger Barockorchester, Seattle Symphony Orchestra, Vancouver Symphony Orchestra e Camerata Salzburg nell’ambito della “Settimana Mozart” di Salisburgo.

Anu Komsi
Di origine finlandese, Anu Komsi è un soprano di coloratura estremamente versatile, che interpreta tanto lavori operistici quanto un ampio repertorio cameristico, con una specifica attenzione per la musica contemporanea.
Tra gli oltre 40 ruoli del suo repertorio operistico si distinguono Lulu, Zerbinetta, Norina, Nannetta, Gilda, Susanna, opere come Le Grand Macabre di Ligeti, Neither di Feldmann con cui ha debuttato al Festival di Salisburgo, Into the Little Hill di Benjamin con un ruolo appositamente composto per lei.
Anu Komsi ha collaborato con le maggiori orchestre sinfoniche europee e americane, con la London Sinfonietta e l’Ensemble Modern, con direttori come Roger Norrington, Esa-Pekka Salonen, Franz Welser-Möst, Heinz Holliger, Jukka-Pekka Saraste, Peter Eötvös.
La collaborazione con Esa-Pekka Salonen è iniziata nel 1988 in occasione della prima assoluta di Floof; la compositrice coreana Unsuk Chin le ha dedicato la sua Cantatrix Sopranica.
Nei programmi dei suoi concerti figurano Chansons de jeunesse di Debussy, Chantefleurs et Chantefables di Lutoslawski, i Kafka-Fragmente di Kurtág, i lavori per soprano e orchestra di Varèse, Luonnotar di Sibelius, le Sinfonie di Mahler n. 2, 4, 8, Leino Songs che la compositrice finlandese Kaija Saariaho ha scritto per lei, White as Jasmine di Jonathan Harvey (Gramophone Award, 2008), Natural History di Judith Weir, le Leçons de ténèbres di François Couperin.
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