Si apre il 14 settembre il nutrito programma autunnale di Bologna Festival 2015

Manifesto Bologna Festival 2015La parte autunnale della programmazione di Bologna Festival oltre alla rassegna Il Nuovo l’Antico – articolata nei due progetti “I tre volti di Isabelle Faust e “Suoni astrali e terrestri: Webern-Donatoni-Bartók” – propone altri quattro concerti.
Il 7 ottobre il clarinettista Alessandro Carbonare e Antonio Pappano, in veste di pianista, saranno al Teatro Manzoni per la rassegna Grandi Interpreti; il 29 ottobre Yuri Temirkanov e la sua Filarmonica di San Pietroburgo tornano ospiti di Bologna Festival per un concerto straordinario fuori abbonamento; il consueto concerto organizzato da Bologna Festival e Associazione Amici ANT a favore della Fondazione ANT Italia, vede impegnata il 29 novembre la cantante Ute Lemper nel recital Last Tango in Berlin.
La stagione d’autunno si conclude il 2 dicembre con la premiazione e il concerto degli artisti che si sono aggiudicati il “Premio del Pubblico”: il Quartetto Noûs sarà nuovamente sul palcoscenico dell’Oratorio San Filippo Neri per eseguire musiche di Beethoven e Dvořák.
«Da qualche anno Bologna Festival ha ampliato la programmazione autunnale – spiega Maddalena da Lisca, direttore generale di Bologna Festival – con alcuni appuntamenti di particolare spicco e fuori dalla programmazione in abbonamento. Ci piace sorprendere il nostro pubblico con segnali di vitalità e di costante impegno, anche sul versante del sociale e della promozione dei giovani. È in questa cornice che si inserisce lo sfizioso progetto con Ute Lemper dedicato alla raccolta fondi in favore di ANT, il concerto del “Premio del Pubblico” e quello di Temirkanov con l’Orchestra di San Pietroburgo. La stagione autunnale di Bologna Festival è quindi oggi non solo l’occasione di avvicinarsi alla musica contemporanea o ad alcuni aspetti del repertorio meno sondato con i progetti de Il Nuovo l’Antico ma anche di ascoltare proposte di ampio raggio per un pubblico più vasto e diversificato».

Il Nuovo l’Antico

Si inaugura il 14 settembre, ore 20.30, Biblioteca Centro San Domenico, con i tre concerti del progetto dedicato a Isabelle Faust.
Violinista prediletta di Claudio Abbado, Isabelle Faust dimostra una eccezionale versatilità interpretativa; è in grado di affrontare le più varie tecniche e stili compositivi: i repertori antichi, le letterature classiche, le avanguardie novecentesche. Di qui il titolo di questo ciclo: I tre volti di Isabelle Faust.
«La grande violinista tedesca – spiega Mario Messinis, direttore artistico di Bologna Festival – si accosta agevolmente agli ornamenti e allo stile patetico dell’età barocca, con uno studio approfondito delle prassi esecutive antiche, da Bach a varie opere violinistiche tedesche, italiane e francesi. Anche nello “stile classico”, tra Mozart e Beethoven, esplora le tecniche strumentali storiche».
Il primo programma (14 settembre), al fianco del celebre fortepianista Alexander Melnikov, è dedicato a Mozart e Beethoven con un’impostazione filologica.
Nel secondo programma (15 settembre) insieme al soprano finlandese Anu Komsi – che sostituisce l’annunciata Christine Schäfer – la Faust propone i Kafka-Fragmente per voce e violino di György Kurtág: 40 brevissimi lieder in cui il compositore realizza una rievocazione del lied romantico, una folgorante reviviscenza della poetica visionaria del Viandante schubertiano.
Il terzo programma (20 settembre) vede la Faust impegnata in un recital solistico, tra la celeberrima Ciaccona di Bach e il poco conosciuto repertorio violinistico italiano, francese e tedesco del Settecento.
A partire dal 30 settembre, all’Oratorio San Filippo Neri, si svolge il ciclo moderno e contemporaneo Suoni Astrali e Terrestri: Webern-Donatoni-Bartók.
L’espressione ‘suoni astrali e terrestri’ allude da un lato alla vocazione metafisica di Webern e dall’altro alla presenza ‘terrestre’ di Donatoni e di Bartók.
Il compositore veronese viene messo in relazione con i suoi precedenti storici: Webern, per l’incidenza che questo autore ha avuto nei confronti della neoavanguardia, e Bartók per l’influenza esercitata sul pensiero di Donatoni.
Tra gli artisti invitati per questo ciclo contemporaneo figurano l’Ex Novo Ensemble, il soprano Silvia Frigato accompagnata al pianoforte da Marino Moretti, il pianista Jeffrey Swann, Pierpaolo Maurizzi e Danilo Grassi alla guida dell’Ensemble da Camera e del Gruppo di Musica Contemporanea del Conservatorio di Parma, il Quartetto Guadagnini, recentemente insignito del Premio Abbiati.
Nei programmi figurano alcune pagine dell’avanguardia storica e del secondo Novecento.
Al centro c’è la figura di Franco Donatoni (Verona 1927 – Milano 2000), protagonista della Nuova Musica, di cui si presentano le opere composte prevalentemente nell’ultimo periodo della sua attività.
«Sono fantasmagorie strumentali ludiche e non emozionate negli inflessibili automatismi costruttivi. C’è un solo brano – spiega il direttore artistico Mario MessinisEtwas ruhiger im Ausdruck, composto quando il musicista veronese era ancora attratto (tra gli anni Sessanta e Settanta) dal pensiero negativo e dalla fine del comporre per la paralisi della scrittura. Successivamente prevalgono i piaceri disincantati del far musica nella lucida celebrazione dell’artigianato. La varietà degli organici cameristici consente di cogliere la creatività timbrica dell’autore. I rapporti di Donatoni con la musica radicale dell’inizio del secolo sono ambivalenti. Da un lato il rapporto con il Webern estremo, “astrale”, subito interrotto e tuttavia inevitabile per la neoavanguardia attiva a Darmstadt, cui Donatoni appartiene; dall’altro la relazione “terrestre”, e costante, con Béla Bartók, l’autore fondamentale per l’universo di Donatoni. Cresciuto tra Bartók e Webern, il nostro compositore rifiutò ben presto il cosiddetto postwebernismo, mentre fu sempre interessato alle esperienze materiche del musicista ungherese».

Grandi Interpreti

Mercoledì 7 ottobre, ore 20.30, Teatro Manzoni, nell’ambito della rassegna Grandi Interpreti Antonio Pappano torna ospite di Bologna Festival in qualità di pianista; al suo fianco, Alessandro Carbonare, uno dei migliori clarinettisti della scena odierna.

Antonio Pappano, da dieci anni direttore musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, non è soltanto un direttore di fama, ma anche uno straordinario pianista.
Nella sua dizione si colgono molte affinità con le idee direttoriali: il piacere dell’effusione cantabile e la disciplina formale, l’estro e l’ordine.
Pappano collabora frequentemente con Alessandro Carbonare, primo clarinetto dell’Orchestra di Santa Cecilia di Roma e uno degli strumentisti italiani più reputati.
Il programma è interamente dedicato a Schumann e Brahms.
Si trascorre dalla cantabilità vocale delle tre Romanze di Schumann alle due Sonate op.120 di Brahms, testimonianza dell’ultima stagione del musicista, sfiorate da tentazioni decadentistiche.

Concerto straordinario

Giovedì 29 ottobre, alle ore 20.30, al Teatro Manzoni, un nuovo appuntamento sinfonico con il direttore russo Yuri Temirkanov.
Grande interprete di pagine mahleriane, Temirkanov torna al Bologna Festival con la Filarmonica di San Pietroburgo per dirigere la Prima Sinfonia di Mahler, “Titano”. Completa il programma la suite sinfonica Shéhérazade di Rimskij-Korsakov, lavoro ispirato ad alcuni episodi delle Mille e una notte, di cui Temirkanov è specialista.
Entrambi i brani appartengono allo storico repertorio del complesso russo. Shéhérazade, in particolare, fu eseguita per la prima volta nel 1888 proprio alla corte di Pietroburgo, sotto la direzione dello stesso Rimskij-Korsakov.

Concerto di Ute Lemper per l’ANT

Domenica 29 novembre, ore 18, all’Arena del Sole, Ute Lemper – che manca dai palcoscenici bolognesi dal 2006 – con Last Tango in Berlin ci conduce in un viaggio musicale che inizia a Berlino con un’emozionante incursione nel repertorio in cui la cantante tedesca affonda le proprie radici, ossia le canzoni di Bertolt Brecht e Kurt Weill e i Berlin Cabaret Songs.
L’itinerario continua nell’universo poetico delle canzoni francesi di Jacques Brel, Edith Piaf, Léo Ferré e prosegue passando al mondo argentino del nuovo tango di Astor Piazzolla.
Tra i brani proposti da Ute Lemper figurano i celebri Lili Marleen, Theresienstadt, Moritat von Mecky Messer, Ne me quitte pas, Milords, Yo Soy Maria, Tango Ballade.
La accompagnano Vana Gierig al pianoforte e Victor Villena al bandoneón.
Il concerto organizzato da Bologna Festival e Associazione Amici ANT è a favore della Fondazione ANT Italia Onlus, la principale realtà italiana non profit per l’assistenza specialistica domiciliare gratuita ai malati oncologici.

Concerto “Premio del Pubblico”

L’iniziativa “Premio del Pubblico”, legata alla rassegna Talenti, nasce per promuovere la carriera dei giovani musicisti emergenti.
Per il vincitore è prevista la conferma di un nuovo impegno all’interno della programmazione del Bologna Festival.
Il Quartetto Noûs torna quindi ad esibirsi a Bologna, dopo aver ottenuto anche altri due importanti riconoscimenti, il Premio Giovani “Una vita nella musica” e il “Premio Farulli” nell’ambito del Premio Abbiati 2015.

Biglietteria
Vendita Online su www.bolognafestival.it, www.vivaticket.it, www.classictic.com

Biglietteria Bologna Welcome (Piazza Maggiore 1/E)
tel. 051 231454 dal martedì al sabato, ore 13-19
.

Prezzi

Concerti Il Nuovo l’Antico: da € 15 a € 30 (posto unico)

Concerto Antonio Pappano- Alessandro Carbonare: da € 25 a € 65

Concerto Yuri Temirkanov, Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo
da € 35 a € 70 (abbonati) da € 45 a € 90 (non abbonati)
Prelazione per gli abbonati dal 9 al 16 settembre
Per i Soci COOP riduzione del 20% acquistando i biglietti presso i punti di ascolto degli Ipercoop Centro Lame, Centro Nova, Centro Borgo

Concerto Ute Lemper: € 25 / € 30 / € 40 / € 50

Concerto “Premio del Pubblico” – Quartetto Noûs: € 10 (posto unico)

Giovani: € 8 per tutti i concerti, nei posti destinati, ad eccezione del concerto con Ute Lemper

Informazioni
Bologna Festival 051 6493397
www.bolognafestival.it

Ufficio Stampa Bologna Festival
Paola Soffià
tel. 051 6493397
cell. 328 7076143
stampa@bolognafestival.it

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Programma generale autunno Bologna Festival 2015

Il Nuovo l’Antico

I tre volti di Isabelle Faust / I
Lunedì 14 settembre ore 20.30
Biblioteca Centro San Domenico

Isabelle Faust violino
Alexander Melnikov fortepiano

Franz Joseph Haydn: Sonata in sol maggiore Hob.XV:32

Wolfgang Amadeus Mozart
Sonata in re maggiore K.306
Sonata in la maggiore K.305
Sei variazioni “Héla j’ai perdu mon amant” K.374b

Ludwig van Beethoven: Sonata in mi bemolle maggiore op.12 n.3

Isabelle Faust è in grado di affrontare le più varie tecniche e stili compositivi: i repertori antichi, le letterature classiche, le avanguardie novecentesche.
Di qui il titolo di questo ciclo: I tre volti di Isabelle Faust.
Il primo programma è dedicato a Mozart e Beethoven con un’impostazione filologica.
Il celebre fortepianista Alexander Melnikov è un interprete molto agguerrito e colto.

I tre volti di Isabelle Faust / II
Martedì 15 settembre ore 20.30
Biblioteca Centro San Domenico

Anu Komsi soprano
Isabelle Faust violino

György Kurtág: Kafka-Fragmente op.24 per soprano e violino

Il secondo programma del ciclo I tre volti di Isabelle Faust è dedicato ad un capolavoro di György Kurtág, i Kafka-Fragmente (frammenti kafkiani scelti dall’autore), un viatico angoscioso verso il nulla, punteggiato da sottigliezze ironiche.
Sono 40 brevissimi lieder, che ripropongono la consueta scrittura miniaturistica del compositore ungherese, come fantasmatica rievocazione del lied romantico.
Kurtág ripensa al Viandante, simbolo di un viaggio senza posa, quasi in una schubertiana ansia funeraria.
Il compositore, però, non rinuncia all’attuale sperimentazione.
L’organico è singolare: voce e violino, due artisti che svolgono un ruolo paritetico.
Con la Faust canta Anu Komsi, voce di soprano estremamente versatile che da anni collabora con il direttore Esa-Pekka Salonen.

I tre volti di Isabelle Faust / III
Domenica 20 settembre ore 20.30
Biblioteca Centro San Domenico

Isabelle Faust violino

Johann Joseph Vilsmayr: Artificiosus Concentus pro Camera: Partia V
Louis-Gabriel Guillemaine: Amusements pour le violon seul op.18 (estratti)
Giuseppe Tartini: Sonata in la minore
Heinrich Ignaz Franz von Biber: Passacaglia
Johann Georg Pisendel: Sonata in la minore
Johann Sebastian Bach: Ciaccona in re minore dalla Partita n.2 BWV 1004

Isabelle Faust è un’artista curiosa, affronta le ultime avanguardie come i ripristini della musica antica, alla ricerca del suono originario.
Anche la scelta dei brani non è usuale: ove si escluda la monumentale Ciaccona, la Faust propone composizioni italiane, francesi e tedesche poco frequentate, dalla severa Passacaglia di Biber, un autore che ha influenzato Bach, alla scrittura patetica e ornamentale di Tartini.

Suoni astrali e terrestri: Webern-Donatoni-Bartók – I
Mercoledì 30 settembre ore 20.30 – Oratorio San Filippo Neri

Quartetto Guadagnini

Franz Schubert: Quartettsatz in do minore D.703
Anton Webern: Cinque Movimenti op.5
Anton Webern: Sei Bagatelle op.9
Franco Donatoni: La souris sans sourire
Béla Bartók: Quartetto per archi n.4

L’espressione “suoni astrali e terrestri” allude da un lato alla vocazione metafisica di Webern e dall’altro alla presenza “terrestre” di Donatoni e di Bartók.
Il compositore veronese è posto in relazione con i suoi precedenti storici: Webern, per l’incidenza che questo autore ha avuto nei confronti della neoavanguardia, e Bartók per l’influenza sul pensiero di Donatoni.
Il Quartetto Guadagnini, cui è stato conferito di recente il Premio Abbiati, propone di Webern i vertici dell’espressionismo aforistico e l’opera più ardita e sperimentale di Bartók.
Il sesto Quartetto di Donatoni, La souris sans sourire, allude secondo le parole dell’autore a un ritmo spigliato e frettoloso da cartoni animati.

Suoni astrali e terrestri: Webern-Donatoni-Bartók – II
Giovedì 15 ottobre ore 20.30 – Oratorio San Filippo Neri

Silvia Frigato soprano
Marino Moretti pianoforte

Anton Webern
Cinque Lieder (versi di Richard Dehmel)
Quattro Lieder (versi di Stefan George)
Cinque Lieder op.3 (versi di Stefan George)
Cinque Lieder op.4 (versi di Stefan George)
Quattro Lieder op.12 (versi di autori vari)
Tre Lieder op.23 (versi di Hildegard Jone)
Tre Lieder op.25 (versi di Hildegard Jone)

Forse è la prima volta che un’associazione concertistica italiana presenta l’intera produzione per soprano e pianoforte di Webern, esclusi i lavori giovanili.
Si ha la conferma che l’opera vocale del compositore viennese nasce nel segno della continuità: la metamorfosi del lied romantico come apertura al pensiero radicale.
L’emisfero del suono in senso espressionista implica, come conseguenza necessaria, l’astrazione dodecafonica in senso trascendentale.
Silvia Frigato, incantevole belcantista, è interessata anche al Novecento storico.
Marino Moretti è un consapevole esperto della letteratura vocale franco-tedesca.

Suoni astrali e terrestri: Webern-Donatoni-Bartók III
Martedì 20 ottobre ore 20.30 – Oratorio San Filippo Neri

Jeffrey Swann pianoforte

Johannes Brahms: Intermezzi op.117

Franco Donatoni: Françoise Variationen (cicli I, II, III, IV, VII)

Anton Webern: Variazioni per pianoforte op. 27

Béla Bartók
Quattro nenie op.9a
All’aria aperta

Jeffrey Swann costituisce una singolare eccezione tra i concertisti militanti.
Conosce tutti i repertori, è un conferenziere competente e ha una larga consuetudine con il Novecento.
Eseguì negli Stati Uniti, poco più che esordiente, l’impervia Seconda Sonata di Boulez, prediletta da Pollini.
Tuttavia il suo amore per la Musica Nuova non è esclusivo ma nasce dalla conoscenza dei repertori storici, evitando l’aridità diffusa tra gli specialisti dell’avanguardia.
Di qui il piacere del pianista di accostare, in un programma dedicato prevalentemente alle variazioni, la bibbia del virtuosismo delle Françoise Variationen di Donatoni agli Intermezzi di Brahms, i microrganismi di Webern all’intensità materica di Bartók.

Suoni astrali e terrestri: Webern-Donatoni-Bartók – IV
Venerdì 30 ottobre ore 20.30 – Oratorio San Filippo Neri

Ensemble da Camera e Gruppo di Musica Contemporanea del Conservatorio “A. Boito” di Parma
Pierpaolo Maurizzi, Danilo Grassi direzione

Anton Webern
Langsamer Satz
Sei pezzi op.6 versione per orchestra da camera
Quattro Lieder op.13 per soprano e orchestra da camera

Bach / Webern: Fuga ricercata n.2 dall’Offerta musicale di J. S. Bach (orchestrazione di Anton Webern)

Franco Donatoni
Arpège per sei strumenti
Hot per sassofono sopranino e sei strumenti

È una consuetudine l’invito, da parte di Bologna Festival, dei gruppi cameristici del Conservatorio di Parma.
Si tratta di un laboratorio di eccellenza creato dal pianista Pierpaolo Maurizzi e dal percussionista Danilo Grassi.
La qualità dell’esecuzione degli allievi dipende da criteri di studio prolungati e analitici: un modello didattico senza precedenti in Italia.
Di Webern figurano, oltre all’accattivante e sensitivo tardoromanticismo del Langsamer Satz, i memorabili bagliori espressionisti dell’op.6 e il canto lunare dell’op.13; di Donatoni la proliferazione di frammenti che sfidano il vuoto di Arpège e la travolgente brillantezza jazzistica di Hot.

Suoni astrali e terrestri: Webern-Donatoni-Bartók – V
Giovedì 5 novembre ore 20.30
Oratorio San Filippo Neri

Ex Novo Ensemble

Franco Donatoni: Etwas ruhiger im Ausdruck

Anton Webern
Tre piccoli pezzi op.11 per violoncello e pianoforte
Quattro pezzi op.7 per violino e pianoforte

Franco Donatoni
Spice (Ronda n.2)
Lumen per fiati, archi, celesta, vibrafono
Nidi due pezzi per ottavino
Ciglio per violino
Mari due pezzi per marimba

Béla Bartók: Contrasti per clarinetto, violino e pianoforte

Il programma dell’agguerrito Ex Novo Ensemble è articolato sull’alternanza di brani solistici e di gruppi strumentali.
Ne discende una selezione musicale in cui sono privilegiati – ad eccezione di Etwas ruhiger im Ausdruck che rispecchia l’interesse dell’autore per la cosiddetta “alea controllata” – i lavori di Donatoni dell’ultimo periodo.
Ne risulta un’abbagliante successione di brani dalla timbrica caleidoscopica: lo stile ludico, trasparente, estroso ed ironico proprio del compositore veronese, “la maestria che realizza l’illusione” secondo Boulez.
Queste policromie si alternano alle schegge liriche di Webern e alla concretezza inventiva di Bartók.

I concerti del ciclo “Suoni astrali e terrestri” saranno trasmessi in differita da Rete Toscana Classica
Il concerto di Jeffrey Swann sarà trasmesso in differita da Rai Radio3

Grandi Interpreti
Mercoledì 7 ottobre ore 20.30
Teatro Manzoni

Alessandro Carbonare clarinetto
Antonio Pappano pianoforte

Robert Schumann: Fantasiestücke op.73
Johannes Brahms: Sonata in mi bemolle maggiore op.120 n.2
Robert Schumann: Drei Romanzen op.94
Johannes Brahms: Sonata in fa minore op.120 n.1

Concerto fuori abbonamento
Giovedì 29 ottobre ore 20.30 – Teatro Manzoni

Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo
Yuri Temirkanov direttore

Gustav Mahler Sinfonia n.1in re maggiore “Titano”
Nikolaj Rimskij- Korsakov Shéhérazade, suite sinfonica op.35

Concerto a favore di Ant
Domenica 29 novembre ore 18 – Arena del Sole
Last Tango in Berlin

Ute Lemper, voce
Vana Gierig, pianoforte
Victor Villena, bandoneón

Musiche di Hollaender, Moustaki, Brecht/Weill, Schulze/Leip, Piazzolla, Weber, Brel, Rota, Ferré.

Cantante, attrice, danzatrice, Ute Lemper è un’artista di grande versatilità che ha lasciato il segno sia in ambito musicale che in quello teatrale e cinematografico. Protagonista di applauditi spettacoli musicali che hanno fatto il giro del mondo, ha proposto recital come Dietrich & Piaf, Kurt Weill & Bertolt Brecht Recitals, Berlin Cabaret Evenings oltre a monografie con canzoni di Jacques Brel, Léo Ferré, Joseph Kosma, Jacques Prévert, Stephen Sondheim.
Di particolare rilievo il progetto discografico che la vede attualmente impegnata nella creazione di un nuovo ciclo di canzoni ispirate al romanzo di Paulo Cohelo Manuscript Found in Accra.

Premio del Pubblico
mercoledì 2 dicembre ore 20.30 – Oratorio San Filippo Neri

Quartetto Noûs

Ludwig van Beethoven: Quartetto op.18 n.6
Antonín Dvořák: Quartetto n.10 op.51

Formato da quattro giovani musicisti italiani, derivano il loro nome dall’antica parola greca Noûs, intelletto, razionalità, capacità creativa.
Il quartetto nasce nel 2011 all’interno del Conservatorio di Lugano e attualmente si perfeziona con il Quartetto di Cremona all’Accademia Stauffer e con Reiner Schmidt (Hagen Quartett) alla Musik Akademie di Basilea.
Quest’anno hanno ricevuto il Premio Giovani nell’ambito del Premio “Una vita nella musica” promosso dalla Fenice di Venezia per essersi rivelati «nel giro di pochi anni una delle formazioni più promettenti della musica da camera italiana ed aver dimostrato nella sua ancor breve carriera di saper affrontare la grande letteratura per quartetto in maniera matura, cercando un’interpretazione ragionata e non effimera dei capolavori del repertorio classico-romantico e del Novecento, proseguendo allo stesso tempo una ricerca seria e non episodica anche all’interno dei linguaggi della musica d’oggi».
Ugualmente prestigioso il “Premio Farulli”, assegnato alla migliore formazione cameristica emergente nell’anno in corso, ottenuto nell’ambito del Premio Abbiati 2015.
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