Ritrovato nel deposito del Conservatorio di San Pietro a Majella un prezioso “pianoforte a cristallo” napoletano di metà Ottocento

Pianoforte a cristalloAmato da Mozart, che compose per questo strumento l’Adagio e il Rondò KV 617 in do minore e completò un Adagio in do maggiore KV 356 (617a), interrompendo la stesura del Flauto Magico nel 1791, la “glassharmonica” è un raro strumento legato alla creatività del compositore di Salisburgo, che suscitò in seguito l’interesse di Berlioz, Beethoven, Strauss ed altri.
Lo strumento ritrovato nei depositi del Museo del Conservatorio di Napoli, individuato dallo stesso Direttore Elsa Evangelista durante i lavori di svuotamento della sala adibita a deposito, è un rarissimo esempio di “pianoforte a cristallo” napoletano di metà Ottocento, che si riteneva perduto.

“La particolarità di questo strumento è la sua discendenza dall’illustre modello della glassharmonica – dichiara il direttore del San Pietro a Majella Elsa Evangelista, impegnata in questo periodo nel recupero di altre sale del Conservatorio.- “Lo strumento è un “pianoforte a cristallo” costruito probabilmente in relazione all’interesse suscitato dall’uso della glassharmonica in opere eseguite al San Carlo in quegli anni, entrando poi a far parte della collezione Del Balzo, confluita infine nelle raccolte del Conservatorio agli inizi del secolo XX. Il “pianoforte a cristallo” riscoperto al Conservatorio di Napoli è a forma di tavolino con quattro gambe in mogano e ha una tastiera di quattro ottave, con una bella decorazione al centro della tavoletta. La meccanica si compone di una coppia di xilofoni rovesciati, con 25 lamine di cristallo ciascuno, accordate per mezzo della differenza di lunghezza e di spessore, e incollate sui margini di legno della scatole di risonanze degli xilofoni. Le lamine sono percosse dai martelletti di legno mossi dalla tastiera del pianoforte. Quando tornerà, dopo il restauro, all’originario splendore, sarà possibile godere dello straordinario timbro purissimo di questo gioiello”.

Per questo il Direttore Evangelista ha già concepito un programma concertistico ispirato dalla musica suonata su questo tipo di strumenti, in primo luogo i capolavori di Mozart.

Tra i tesori del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, recentemente dichiarato bene di interesse Storico-Architettonico italiano, figurano centinaia di strumenti musicali antichi e di pregio.
Nessuno poteva immaginare però che fosse ancora possibile scoprire importanti strumenti nei depositi del complesso monumentale.
Dal 2013, il Direttore Elsa Evangelista, ha avviato un progetto di recupero degli ambienti architettonici e soprattutto dell’ingente patrimonio storico-artistico del Conservatorio, che mira a trasformare l’intero complesso in una moderna struttura museale di livello internazionale.
Dopo il recupero dell’antico foyer della Sala Scarlatti, trasformato nell’attuale Sala dedicata a Riccardo Muti, che accoglie importanti mostre a tema del patrimonio (Verdi e Napoli, Jommelli e Mattei e la prossima che sarà dedicata a Paisiello), e una serie di interventi di miglioramento della situazione architettonica, entro la fine del 2015 sarà presto inaugurata una nuova parte del Museo, recuperando spazi finora chiusi e destinati a deposito.

Così descrive l’importanza di questa scoperta il Direttore Elsa Evangelista:
“Il ritrovamento di questo strumento così raro è avvenuto durante i lavori di recupero degli spazi per le nuove Sale espositive del Museo, che inaugureremo entro la fine del 2015. La sala in questione viene da noi chiamata la sala del “tesoro nascosto”, in quanto contiene strumenti, cimeli e quadri di notevole valore ma dimenticati. Il mio progetto prevede l’allargamento del percorso di visita rispetto alla parte del piano nobile che per primo il mio predecessore Francesco Cilea, aveva voluto nel 1925 come ampliamento visivo della Biblioteca storica. L’utilizzo delle nuove sale consentirà di esporre per la prima volta – a fianco ai già noti capolavori di Stradivari e alle tastiere di Paisiello e Cimarosa – tutta la collezione degli strumenti ad arco, a partire dal settecentesco violoncello Matteo Goffriller, la collezione Gagliano e Postiglione, e tutti gli strumenti a fiato dell’Ottocento da rivalutare, oltre a tutti i cimeli appartenuti ai grandi maestri della scuola napoletana. Sono in corso inoltre nuovi restauri di strumenti che torneranno in condizione di suonare. Nell’occasione dell’apertura delle nuove Sale, sarà realizzato in un apposito locale anche il primo “Museo virtuale del Conservatorio”, dove i visitatori saranno introdotti in un viaggio simulato attraverso la storia dei quattro antichi Conservatori napoletani (S. Maria di Loreto, Pietà dei Turchini, Sant’Onofrio a Capuana e Poveri di Gesù Cristo) giungendo poi alla vita del Conservatorio San Pietro a Majella dal 1826 fino ad oggi. Naturalmente si tratta di uno sforzo enorme per una istituzione scolastica italiana. Auspico dunque per questi progetti l’intervento di sensibili sponsor che possano sostenerci in questa realizzazione di grande importanza culturale”

Tra le imminenti novità nel riavvio delle attività del Conservatorio di Napoli, si segnala la riapertura al pubblico e agli studiosi, dopo la pausa estiva, della Biblioteca storica dal 3 settembre e la partecipazione attiva del San Pietro a Majella, il 20 settembre prossimo, alle “Giornate Europee del Patrimonio 2015” del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, durante la quale è prevista l’apertura straordinaria delle Sale della Biblioteca Storica e dell’Archivio Storico del Conservatorio di Napoli dalle ore 16 alle 22.

Per informazioni:
www.sanpietroamajella.it
tel.081 5644411

Prof. Giulia Veneziano
Responsabile dell’Ufficio Stampa
Conservatorio di Musica San Pietro a Majella
giuliaveneziano@gmail.com

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