Il pianista Kirill Gerstein interpreta in prima mondiale il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Ciaikovskij nella versione del 1879

Copertina cd GersteinIl Concerto per pianoforte n. 1 in si bemolle minore, op. 23 di Ciaikovskij è forse uno dei brani di musica classica più conosciuti in assoluto.
Nonostante ciò, il pezzo conobbe un iter particolarmente sofferto, a partire dal momento in cui, nel 1874, l’autore russo sottopose il primo dei tre movimenti a Nikolaj Rubinstein, direttore del conservatorio di Mosca nonché affermato pianista.
Quest’ultimo, al termine dell’audizione, definì il lavoro “ineseguibile”, probabilmente per l’uso fortemente percussivo del pianoforte nelle battute iniziali, e cercò di convincere il musicista ad apportare una serie di sostanziali modifiche.
Fortemente convinto della bontà della sua creazione, Ciaikovskij decise allora di farlo esordire lontano dalla Russia, affidandolo a Hans von Bülow, che lo suonò a Boston nel 1875, durante una sua tournée americana, riscuotendo unanimi consensi.
Sulla scia del successo statunitense, il concerto fu proposto il mese successivo a S. Pietroburgo, con Gustav Kross al pianoforte, ricevendo un’accoglienza molto tiepida.
Completamente opposta fu, tre settimane dopo, la risposta del pubblico di Mosca, che ascoltò il brano nell’interpretazione di Sergej Taneev, diretto da Rubinstein (evidentemente tornato sui propri passi).
In seguito Ciaikovskij cambiò in più punti la parte pianistica, dando vita ad una nuova versione, pubblicata nel 1879 dall’editore Jurgenson, ben presto soppiantata da quella, oggi universalmente nota, data alle stampe postuma nel 1894, che si deve presumibilmente ad Alexander Siloti, giovane allievo di Ciaikovskij.
In occasione dei 175 anni dalla nascita di Ciaikovskij e dei 140 anni dalla “prima” del Concerto n. 1, il Museo Ciaikovskij di Klin ha curato la pubblicazione delle partiture originali delle versioni del 1875 e del 1879, quest’ultima basata in particolare su uno spartito utilizzato dall’autore in persona, nell’ultima sua apparizione in pubblico del 1893.
Tale versione ha rappresentato il principale punto di riferimento per il pianista russo Kirill Gerstein che, in prima mondiale, ha inciso il brano con la myrios classics (casa tedesca distribuita in Italia da Ducale Music), abbinandolo al Concerto n. 2 in sol minore per pianoforte e orchestra, op. 16 di Sergej Prokofiev, altro pezzo caratterizzato da una storia piuttosto particolare.
Infatti la partitura originale del brano, che aveva avuto la “prima” nel 1913 a Pavlosk, venne distrutta durante la Rivoluzione russa.
Grazie alla sua memoria, e ad una trascrizione per due pianoforti, salvata dalla madre, Prokofiev riportò in vita il concerto che, come lo conosciamo adesso, esordì a Parigi nel 1924.
Un breve sguardo ora agli esecutori, per sottolineare innanzitutto la bravura di Kirill Gerstein, che si confronta con due concerti caratterizzati da notevoli difficoltà (in particolare quello di Prokofiev è stato equiparato, per la sua complessità, al Concerto per pianoforte n. 3 di Rachmaninov).
Ottima risulta anche la prova dell’Orchestra Sinfonica Tedesca di Berlino, diretta da James Gaffigan, contraddistinta da grande compattezza in tutte le sezioni.
L’insieme contribuisce ad un’incisione molto interessante, corredata da un libretto di accompagnamento quanto mai esauriente, che ha appena meritatamente ricevuto l’ECHO Klassik Award (equivalente tedesco del “Grammy”) come “migliore registrazione dell’anno relativa ad un brano del XIX secolo”.
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