Il talento assoluto di Raffaella Cardaropoli ai “Pomeriggi in Concerto d’Estate”

Foto Max Cerrito

Foto Max Cerrito

Nuovo appuntamento con la rassegna “Pomeriggi in Concerto d’Estate”, rassegna organizzata dall’associazione Napolinova che si svolge nella Sacrestia del Vasari, situata all’interno della chiesa di S. Anna de’ Lombardi.
Dopo i concerti precedenti, rivolti rispettivamente al repertorio violinistico e contrabbassistico, è toccato stavolta al violoncello essere al centro dell’attenzione, con la prestigiosa presenza di Raffaella Cardaropoli che, nonostante la sua giovanissima età, ha maturato già una grandissima esperienza, sia come solista, sia in formazioni cameristiche.
L’artista ha eseguito un programma che copriva circa due secoli, partendo dalla Suite n. 2 in re minore BWV 1008 , appartenente alle celeberrime Sei suites per violoncello solo di Johann Sebastian Bach (1685-1750), composte presumibilmente fra il 1717 ed il 1723, quando l’autore era al servizio del principe di Köthen.
Costituite secondo uno schema che prevede un Preludio iniziale, seguito da quattro danze, Allemanda, Corrente, Sarabanda, Giga e, tra le ultime due, l’inserimento di una coppia di danze supplementari (ad esempio, nella Suite n. 2 troviamo due Minuetti), le suites sono giunte fino a noi grazie ad una copia del manoscritto originale, redatta da Anna Magdalena, seconda moglie del compositore.
Inoltre, va ricordato come, fino alla fine dell’Ottocento, furono considerate alla stregua di studi di scarso valore, per cui vennero snobbate da musicologi ed interpreti, fino al momento in cui giunse, sulla scena musicale, il grande violoncellista Pablo Casals.
Quest’ultimo, appena tredicenne, dopo aver acquistato per caso la partitura completa della raccolta in un negozietto di Barcellona, capì subito l’importanza di questi brani, li studiò assiduamente per più di un decennio, e li propose poi al pubblico, favorendo la loro inarrestabile ascesa verso la notorietà.
Meno noti al grande pubblico, ma ben conosciuti dagli addetti ai lavori, i Dodici Capricci op. 25 del bergamasco Carlo Alfredo Piatti (1822 –1901), pubblicati a Berlino nel 1875, dai quali era tratto il n. 1 (Allegro quasi presto), proposto nell’occasione.
Contraddistinti non solo da difficoltà tecniche, ma da una concezione innovativa dello strumento, volta a ricercare potenzialità all’epoca inimmaginabili, possono essere considerati l’equivalente, in ambito violoncellistico, dei Capricci di Paganini.
Riguardo al tedesco Max Reger (1873–1916), dedicò al violoncello una serie di brani, fra i quali la Suite n. 2 in re minore, appartenente alle tre Suite che formano l’op. 131c, datate 1915.
Gran finale con il primo movimento della Suite per violoncello solo, risalente al 1926, dello spagnolo Gaspar Cassadó (1897–1966), compositore e apprezzato solista, allievo di Pablo Casals.
Nel complesso un programma molto impegnativo, che ha permesso a Raffaella Cardaropoli di evidenziare la suo enorme bravura, che abbina, all’indispensabile virtuosismo, un suono pieno e corposo ed una notevole sensibilità.
Sono tutte qualità sicuramente innate, che devono però essere gestite oculatamente, considerando la giovanissima età della violoncellista, per cui la nota di plauso conclusiva va a Ilie Ionescu (presente in prima fila al concerto), docente di grandissima esperienza, che sta accompagnando un talento naturale come Raffaella Cardaropoli verso la completa maturazione.

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