I Concerti dell’Accademia riprendono con i brani a quattro mani del duo Stea-Schirosi

Duo Stea-Schirosi 2I brani per pianoforte a quattro mani appartengono ad un genere cameristico che gode di scarsa notorietà, pur contenendo, nel suo ambito, brani di elevato interesse e una letteratura molto più ampia di quanto si possa immaginare.
La conferma l’abbiamo avuta dal concerto del duo formato da Gabriella Stea e Stefano Schirosi, che coincideva con la ripresa della rassegna “I Concerti dell’Accademia”, organizzata dall’Associazione Culturale Accademia Reale affidata a Giovanni Borrelli e Carmine Matino, che si svolge nella chiesa napoletana di San Gennaro all’Olmo.
Il duo ha proposto una serie di brani appartenenti alla produzione di autori francesi e russi, partendo dal celeberrimo valzer dall’opera “Faust” di Charles Gounod (1818-1893), che esordì a Parigi nel 1859.
Altrettanto nota anche la successiva España, Rapsodia per orchestra di Emmanuel Chabrier (1841-1894), composta nel 1883 dopo un viaggio in Spagna del musicista e dedicata al direttore Charles Lamoureux, che la diresse anche in prima assoluta, mentre molto meno famoso risultava Désir, Fantaisie sur “Don Juan” in la bemolle maggiore (1834) di Charles-Valentin Alkan (1813-1888).
Era poi la volta del Capriccio Brillante sulla Jota Aragonesa, concepito nel 1845 dal russo Mikhail Glinka (1804-1857) all’indomani del suo ritorno da un viaggio spagnolo.
La suite Scaramouche, op. 165b era tratta dalla produzione di Darius Milhaud (1892-1974) e venne composta originariamente per pianoforte a quattro mani, su richiesta di Marguerite Long che la eseguì nel 1937 insieme a Marcelle Meyer in occasione delle manifestazioni legate all’ Esposizione Universale di Parigi.
Milhaud partì da materiale preesistente, utilizzato in particolare per un allestimento del “Medico Volante” di Moliére al Teatro Scaramouche (da cui il titolo), specializzato in spettacoli per bambini.
Ultimo autore in programma, Valery Gavrilin (1939-1999), uno dei massimi compositori russi del XX secolo, del quale sono stati proposti cinque dei diciotto pezzi che compongono la raccolta per pianoforte a quattro mani intitolata “Piccoli disegni”, risalente agli anni ’70.
Nel complesso un programma originale, che ha portato alla ribalta brani sia famosi, sia abbastanza sconosciuti, con una spiccata prevalenza del repertorio ottocentesco, molto ben eseguiti dai due musicisti, che costituiscono un duo solido ed affiatato.
Meritevole, inoltre, l’iniziativa della pianista che, prima di ogni brano, ha fatto precedere una breve ma esauriente descrizione dello stesso, accompagnata anche da alcune notizie relative all’autore.
Chiusura con un bis particolare, in quanto affidato ad un altro duo, anch’esso di elevato spessore, formato da Marilena Perrogino e Lorenzo Fiscella, confrontatisi con “Omaggio a Napoli”, per duo pianistico a quattro mani, pezzo suggestivo di Lorenzo Fiscella, basato sulla rivisitazione di una delle più note canzoni classiche partenopee.
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