“Musica allo Spirito Santo” propone un doppio appuntamento con la lirica

Foto Antonella Borrelli

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La rassegna “Musica allo Spirito Santo”, organizzata dall’Associazione Mysterium Vocis, ha proposto due appuntamenti, molto ravvicinati, rivolti alla lirica.
Il primo, intitolato “Il ritmo del canto – csárdás, valzer, fox…” ha avuto come protagoniste le allieve del prestigioso soprano Maria Ercolano che, accompagnate al pianoforte dal maestro Salvatore Biancardi, hanno interpretato brani tratti da operette e da opere.
In apertura Stella Di Lorenzi ha cantato Valzer d’amore, da “Al cavallino bianco” (di Benatzky e Stolz), seguita da Tina Gagliotta, confrontatasi con O Cin-ci-là, dall’operetta Cin ci là di Lombardo-Ranzato.
Questi ultimi erano anche gli autori de “Il Paese dei Campanelli, al quale apparteneva il celebre Fox della Luna, affidato a Maria Cristina Zarpellon, mentre la Romanza della Vilja, da “La vedova allegra” di Lehár, ha portato nuovamente alla ribalta Tina Gagliotta, che ha chiuso questa panoramica interamente dedicata all’operetta.
La seconda parte, prevalentemente operistica, ha messo in evidenza Viola De Vivo, interprete di due arie dal Don Pasquale di Donizetti e di Stiriana, da “Mignon” del francese Thomas, alternatasi con Ilaria de Martino, che ha attinto al repertorio di Gounod con Air des bijoux (da “Faust”) e Je veux vivre (da “Roméo et Juliette”) e Valentina Varriale, autrice di una ulteriore incursione nel mondo dell’operetta, con la Czardas da “Il Pipistrello” di Johann Strauss figlio.
In complesso un programma molto piacevole, costituito da pezzi adatti ad evidenziare le differenti caratteristiche delle singole cantanti, esaltate anche dalla bravura di un pianista accompagnatore come Salvatore Biancardi.
Bis conclusivo con tutti e sei i soprani, che hanno interpretato “Non ti scordar di me” (scritta nel 1935 dal duo partenopeo Furnò – De Curtis), portata al successo da Beniamino Gigli che, nell’omonima pellicola, ricopriva il ruolo del protagonista.

Foto Antonella Borrelli

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L’altro appuntamento, dal titolo “L’Oiseau Rebelle ovvero Il Salotto d’Opera”, consisteva in un concerto-spettacolo, nato da un’idea di Tommaso Rega, coadiuvato nei testi da Marina Esposito, che si avvaleva della scenografia di Gianluca Vitale, della regia di Flavia Francioso e di Fiorella Orazzo in qualità di voce recitante.
Alla base di questa interessante performance, la proposizione di figure femminili, presenti in opere celebri, collegate fra loro da un testo breve e significativo, che ha portato alla ribalta alcune delle voci maggiormente rappresentative del Coro Mysterium Vocis.
Proprio il gruppo diretto da Rosario Totaro, al gran completo, ha aperto la serata con la vivace Parodie auf eine Opernszene, Op. 68 di Richard Genée (1823-1859), meglio conosciuta come “Insalata Italiana”, pezzo che abbina, in modo satirico, la musica con i vocaboli relativi alle indicazioni del tempo operistico (Piano, con rabbia, espressivo, ecc.).
E’ stata poi la volta della Parafrasi sul “Rigoletto” di Franz Liszt (1811-1886), suonata dal pianista Tommaso Rega, seguita dall’aria di Giulietta “Oh quante volte! oh quante”, da “I Capuleti e i Montecchi” di Vincenzo Bellini (1801 – 1835), che ha visto entrare in scena il soprano Sabrina Santoro.
Toccava quindi al soprano Marina Esposito con “Tacea la notte placida”, aria di Leonora da “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi (1813 – 1901), mentre Olga Cafiero, con “Stizzoso, mio stizzoso”, si immedesimava in Serpina, protagonista assoluta de “La Serva Padrona” di Giovanni Battista Pergolesi (1710 – 1736).
Il successivo “Là ci darem la mano”, celeberrimo duetto da “Don Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), portava alla ribalta il baritono Stefano Di Fraia ed il soprano Flavia Francioso, nei rispettivi ruoli di Don Giovanni e Zerlina.
La Dalila del mezzosoprano Tiziana Fabbricatti (Mon coeur s’ouvre a ta voix, da “Samson et Dalila” di Camille Saint-Saëns) ha invece preceduto un intermezzo strumentale, consistente nella Sonata a quattro n. 6 in re maggiore di Gioachino Rossini (1792-1868).
La parte operistica riprendeva con “Deh, vieni alla finestra”, serenata di Don Giovanni (Stefano Di Fraia) e con una doppia incursione verdiana di Sabrina Santoro (“Caro nome” da “Rigoletto”) e Marina Esposito (“La Vergine degli Angeli” da “La foza del destino”), prima del gran finale, affidato a Tiziana Fabbricatti e Marina Esposito, chiamate ad interpretare “L’amour est un oiseau rebelle” da “Carmen” di Georges Bizet (1838–1875).
In definitiva un allestimento di notevole interesse, che ha permesso di valorizzare un gruppo di cantanti molto brave, alcune con solide esperienze solistiche alle spalle, altre meno abituate ad esibirsi fuori dalla compagine vocale.
Di grande spessore anche l’apporto di Stefano Di Fraia in qualità di “guest star”, così come il versatile Tommaso Rega si è distinto anche come pianista.
Un cenno meritano, ancora, Annalisa Freda (flauto), Francesco Mennella (clarinetto), Manon Chevalier (corno) e Guido Mandaglio (fagotto), componenti del Quartetto Aeolus, che hanno talora accompagnato i cantanti, oltre a ben eseguire il brano rossiniano e Fiorella Orazzo che, la cui voce narrante ha fatto da trait d’union fra i diversi brani.
Non possiamo chiudere senza prima ricordare l’intera compagine corale, diretta in modo impeccabile da Rosario Totaro, intervenuta nella sua interezza ad inizio e fine del concerto, ma ottimamente rappresentata da tutte le cantanti, succedutesi in una serata molto ben concepita, che ha dato grande lustro all’opera lirica.
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