La prima parte di Convivio Armonico di Area Arte si chiude con i brani mariani del Settecento napoletano eseguiti dall’ensemble “Le Musiche da Camera”

Foto Max Cerrito

Foto Max Cerrito

Si è svolto, nella chiesa di S. Angelo a Nilo, l’appuntamento conclusivo della prima parte di Convivio Armonico, rassegna organizzata da Area Arte Associazione.
Il concerto di chiusura, affidato all’ensemble “Le Musiche da Camera”, diretto dal maestro Egidio Mastrominico, era rivolto a pezzi sacri di argomento mariano e a brani profani, tratti dal repertorio del Settecento napoletano.
L’apertura era rivolta al Concerto a sei op. 7 n. IX in si bemolle maggiore (1727) di Michele Mascitti (1664-1760), nato a Villa Santa Maria (Chieti), che si spostò a Napoli per studiare con lo zio Pietro Marchitelli, primo violino della Reale Cappella.
Durante la sua lunga esistenza cambiò spesso città, fino a raggiungere Parigi nel 1704, dove si stabilì definitivamente e portò avanti una strepitosa carriera, nella duplice veste di compositore e violinista virtuoso, facendosi apprezzare dai reali francesi.
Acquisì in seguito anche la cittadinanza francese, il che spiega perché lo ritroviamo frequentemente come Michel Mascitti, e ottenne inoltre dal sovrano la concessione a poter stampare tutte le sue composizioni, per cui la sua produzione è interamente conservata in Francia.
La successiva Salve Regina a voce sola con istrumenti ci portava a Davide Perez (1711-1778), napoletano di origine spagnola, allievo del Conservatorio di Santa Maria di Loreto, dove studiò con Francesco Mancini, Giovanni Veneziano e Francesco Barbella.
La sua carriera si svolse fra Napoli e Palermo, fino al 1752, anno in cui il re del Portogallo lo chiamò a Lisbona (dove avrebbe trascorso il resto della sua vita) per ricoprire il ruolo di maestro di cappella e maestro di musica della famiglia reale.
Sebbene oggi praticamente sconosciuto, Perez ai suoi tempi era paragonato ad autori del calibro di Hasse e Jommelli, in quanto autore di opere e brani religiosi di altissimo livello.
Chiusura con il Concerto per flauto con violini in re maggiore e la Salve Regina in re maggiore a canto solo con archi e basso continuo, entrambi di Nicola Porpora (1686-1768).
Allievo di Gaetano Greco al Conservatorio di S. Maria di Loreto, Porpora occupa ancora adesso uno spazio importante nell’ambito del Settecento, soprattutto per la sua produzione operistica, la cui influenza risulta riscontrabile anche in pezzi sacri come la Salve Regina che ha chiuso la serata.
Uno sguardo ora ai protagonisti, cominciando dalle due soliste Rosa Montano (mezzosoprano) e Renata Cataldi (flauto traversiere).
La prima ha ottimamente interpretato i due brani religiosi, che rispecchiavano molto fedelmente lo stile dei rispettivi compositori (più intimo Perez, più “espansivo” Porpora), mentre la seconda si è splendidamente confrontata con un concerto di piacevole ascolto e solo apparentemente semplice, in quanto nasconde numerose insidie per l’esecutore.
Di alto livello anche la prova degli altri componenti dell’ensemble “Le Musiche da Camera”, Egidio Mastrominico (maestro di Concerto e violino primo), Roberto Roggia (violino I di ripieno), Federico Valerio (violino II concertino), Fernando Ciaramella (viola), Leonardo Massa (violoncello), Ottavio Gaudiano (contrabbasso), Giuseppe Petrella (tiorba e chitarra barocca) e Debora Capitanio (clavicembalo), che costituiscono un gruppo molto affiatato, nato nel 1992 con il principale intento di far emergere autori e brani poco noti del barocco napoletano.
Chiudiamo ricordando che i brani sono stati proposti nelle trascrizioni moderne, curate da Egidio Mastrominico, e da Renata Cataldi per quanto riguarda il Concerto per flauto di Porpora, e che Rosa Montano indossava un bellissimo vestito d’epoca settecentesca, appositamente preparato dall’atelier Alchimia di Telese.
Non ci resta che darvi appuntamento alla seconda parte di Convivio Armonico, che inizierà dopo l’estate, riservando sicuramente altre piacevoli sorprese e, soprattutto, della musica barocca di elevata fattura.
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